In questa sezione puoi inserire la vostra esperienza di coppia che ha adottato uno o piu` bimbi! Esiste anche una sezione specifica nel sito a tale riguardo: http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm
Il Blog facilita l’inserimento di nuovi contributi dei visitatori (aggiornandosi automaticamente!)





25/08/06 alle 23:45 |
La ns domanda di adozione è stata fatta nel 2000 al tribunale di Genova e visti i tempi molto lunghi per le adozioni italiane nel 2001 abbiamo presentato anche la domnda per l’adozione internazionale. Dopo tutti i vari esami, colloqui e quant’altro nel luglio 2003 è arrivato il decreto di idoneità che è stato consegnato immediatamente a LA CICOGNA di TORINO (associazione che cura le adozioni in Polonia, molto seria con la quale ci siamo trovati molto bene e tutte le notizie e informazioni erano coerenti e trasparenti) A ottobre 2005 abbiamo fatto il nostro primo viaggio a Varsavia per conoscere i nostri 2 angioletti biondi (MIRKO 2 anni e mezzo e ANDREA 4 anni e mezzo). Il 6 febbraio 2006 eravamo di nuovo in Polonia per l’iter adottivo vero e proprio. Siamo stati in Polonia con i bimbi per circa 50 giorni. Una esperienza molto bella e anche difficili in alcuni momenti. Il 25 marzo 2006 siamo arrivati in Italia con Mirko e Andrea! Sono passati 5 mesi da allora e i bimbi ci riempono la vita , hanno fatto passi da gigante nello sviluppo psicomotorio. Capiscono benissimo l’italiano e a modo loro lo parlano. E’ stata un’esperienza lunga ma bellissima. Ovviamente con momenti molto difficili ma superabilissimi! L’adozione è un perocrso bellissimo ma anche particolare e talvolta difficile quindi per qualsiasi consiglio noi vorremmo essere a disposizione di tutti coloro che hanno intrapreso questa strada. Pertanto lascio qui il mio indirizzo e mail stefania.piana@fastwebnet.it . Scrivetemi se avete bisogno di parlare, di chiedere delucidazioni, consigli o semplicemente conforto nei momenti grigi. Stefania e Sergio
30/10/06 alle 18:33 |
Io e mio marito possiamo ritenerci molto fortunati, abbiamo presentato domanda di adozione a luglio 2003 un anno dopo abbiamo ricevuto l’idoneità per l’A.I., visto che conoscevamo i tempi molto lunghi per l’adozione nazionale stavamo per dare la disponibilità ad un ente per quella internazionale, quanto siamo stati contattati dal TdM per l’abbinamento con un bambino di quattro anni, tutto questo a distanza di 15 mesi dalla presentazione della domanda, dopo un mese abbiamo conosciuto “nostro figlio”, l’adozione è diventata definitiva a maggio 2006:
Non nego che i primi periodi siano stati molto difficili, quel bimbo non era un angioletto ma un diavoletto che ci metteva veramente alla prova, comunque non preoccupatevi perchè è solo il primo periodo, cominciando ad acquistare fiducia in voi e capendo che non sarà l’ennesimo abbandono le cose cambieranno e la vostra vita cambiera’ sotto tutti i punti di vista .
Ancora oggi a distanza di due anni si presentano dei problemi d’affrontare e se ne presenteranno, l’importante e non farsi scoraggiare ed affrontarli con serenità, e quanto i vostri figli vi abbraccerranno forte e bacieranno dicendo “mamma ti voglio tanto bene, voglio sempre a te”, tutto questo vi farà dimenticare quei problemi che si presenteranno nel corso della vostra vita.
3/11/06 alle 14:25 |
ciao stefania volevo scriverti,ma il tuo indirizzo e mail forse è sbagliato fammi sapere tramite il sito oppure scrivimi a cinzia.diego@tiscali.it ciao
3/11/06 alle 16:07 |
Cinzia, ho notato che la email di Stefania era scritta sbagliata e l’ho corretta: comunque la riporto anche nel seguito cosi` la puoi contattare anche tu:
stefania.piana@fastwebnet.it
12/02/07 alle 20:18 |
Nel 2000 abbiamo adottato una ragazzina di 10 anni di origine colombiana. Oggi ho avuto con lei uno scontro durissimo e mi va di scrivere che l’esperienza dell’adozione può essere devastante. In questo momento mi sento inutile e vuota, incapace di procedere e mi chiedo “perchè l’ho fatto?”. forse domani ,quando l’amarezza mi lascerà, potrò dire altre cose, ma è inutile tingere l’adozione di rosa. Il nostro desiderio di maternità ci spinge verso un’esperienza che non sempre siamo in gardo di gestire. L’adolescenza di un figlio è sempre un periodo difficile, ma quella di un ragazzo adottato, magari in età avanzata, è tragica!!!! Mi sono sfogata
13/02/07 alle 11:15 |
Nana, condivido perfettamente le tue parole e, anche se noi non abbiamo ancora affrontato le problematiche dell’adolescenza, spesso ci sentiamo anche noi provati da questa esperienza di adozione che sicuramente puo` risultare difficile, … perche` questi bambini, e` bene ricordarcelo ogni giorno, hanno vissuto spesso esperienze traumatizzanti e se le portano nel loro inconscio per tutta la vita. Per nostra fortuna basta talvolta un loro abbraccio o un loro sguardo per farci dimenticare ogni fatica e ricaricarci nuovamente.
Un abbraccio.
Enzo
PS: anche la nostra bimba e` colombiana … spirito mooolto “caliente”!!
19/02/07 alle 11:28 |
Oggi la situazione è diversa.La mia ragazza è più tranquilla, è in cucina con un gruppo di amici di classe per una ricerca di storia. Lei ha difficoltà ad instaurare rapporti duraturi, passa da un’esperienza ad un’altra di amicizia, senza riuscire a costruire qualcosa di significativo. Subito si stanca e passa ad altro. Ha fatto grandi progressi grazie alla sua tenacia e testardaggine , la stessa che ci fa scontrare in modo epocale, quando non vuole sentire ragioni e vuole imporre la sua volontà togliendoci a volte lo spazio vitale. Arrivò che aveva frequentato la 1° elementare, ogni frequenta il 2° anno del liceo scientifico con accettabili risultati, grazie anche al nostro continuo appoggio, che lei giudica ossessivo. Noi ci proviamo , sicuramente possiamo sbagliare, l’importante è avere sempre presente la sua crescita.
1/03/07 alle 11:45 |
Desidero esprimere la gioia che mi pervade da tre anni per aver adottato uno stupendo bimbo indiano, questa esperienza mi ha cambiata profondamente come persona, mi ha migliorata e mi ha fatto conoscere l’amore vero e incodizionato che si può avere per una persona.
Ripeterei questa esperienza senza alcuna esitazione, è STUPENDO!!
5/03/07 alle 20:28 |
Mi piacerebbe confrontarmi con altri genitori di figli adolescenti, adottati in età avanzata (7-10 anni), per poterci scambiare esperienze e strategie educative. E’ il caso di far seguire questi ragazzi da un esperto? Come affrontare i loro momenti di crisi che spesso sono distruttivi contro le cose e le persone? Come affrontare i loro problemi di socializzazione sia nell’ambito scolastico che cittadino? Piuttosto che dirci di quanto siamo felici dell’esperienza (io penso che ci sia molta ipocrisia in questo…., perchè penso che sia un’esperienza molto difficile, che a volte ci rende felici, ma molto più spesso ci rende impauriti, insicuri, tristi, tremendamente angosciati…) raccontiamoci le disavventure, aiutiamoci a crescere questi figli. Basta con la favola delle madri amorevoli e capaci di grandi miracoli….ultyimamente si sente piuttosto di madri che uccidono (sia in senso materiale che figurato…). siamo noi capaci di aiutare questi ragazzi?
6/03/07 alle 10:52 |
Cara Nana,
noi portiamo Laura da ormai piu` di due anni a psicomotricita` e dei progressi ne abbiamo visti, penso anche grazie a questo supporto.
Le ricadute periodiche ci sono sempre, ed i momenti di aggressivita`, senza nessuna apparente motivazione, sono quasi giornalieri. Abbiamo in parte imparato a “convivere” con queste sue crisi, anche se ovviamente la loro violenza non sempre puo` essere umanamente sopportata. Siamo da tempo anche noi seguiti (sia come coppia sia singolarmente) da una psicologa che si relaziona con la psicomotricista): soprattutto nei momenti di grande crisi, quando insomma non si sa piu` dove battere la testa per porre un freno alle sue crisi, un supporto professionale ci e` stato sicuramente di aiuto, sia a livello psicologico sia comportamentale (ora riusciamo molto piu` di un tempo a reagire in modo piu` adeguato alle sue crisi, riuscendo cosi` a ridurle come durata e come intensita`, talvolta riuscendo a tramutarle in gioco e in crisi di risate … sicuramente meno distruttive sia per lei sia per noi.
Lo so che e` un costo ed un impegno non indifferente (di cadenza settimanale), ma attualmente non sapremmo piu` farne a meno visti i progressi concreti sperimentati sulla bimba e la nostra relativa maggiore sicurezza nell’affrontarli.
Personalmente consiglio a tutte le coppie adottive o meno (e penso siano in molte soprattutto nell’adolescenza) che sperimentano difficolta` di chiedere un supporto professionale … almeno provate anche questa strada oltre le altre possibili gia` utilizzate.
A presto
Enzo
7/03/07 alle 16:36 |
Sono una ragazza (donna/signora) di 28 anni, a novembre 2006 il giudice ci ha chiamati e abbiamo chiuso la pratica di adozione nazionale, quindi siamo in attesa di una chiamata, ovviamente dopo il 2009. Vi scrivo perchè mi intimorisce una cosa, quando siamo arrivati dal giudice questo ci ha comunicato che abbiamo l’idoneità per due bimbi (età da 0-3). Ho vicino a me tutte esperienze di coppie che hanno avuto l’idoneità per uno e poi hanno fatto l’internazionale, desidero un parere anche da chi ha fatto solo la nazionale, per i tempi e metodi. Grazie mille.
Ciao Lucia.
3/04/07 alle 14:11 |
Siamo una coppia che ha appena ottenuto il decreto di idoneità. Abbiamo una figlia biologica. C’è qualcuno che ha vissuto questa esperienza ? Abbiamo 42 anni e nostra figlia 8.
Monica
27/06/07 alle 14:23 |
BAMBINI IN CANDEGGINA
Sottratta alla famiglia affidataria con la quale ha vissuto dai 40 giorni ai 20 mesi Beatrice entra nella famiglia adottiva per iniziare, ‘mondata’ del suo passato, una nuova vita.
Porta con sé soltanto un cagnolino di pezza, che non mollerà per giorni, fino a quando, rassegnata, lo getterà in un angolo.
Con buona pace della continuità degli affetti.
Eppure basterebbe poco .
Sarebbe sufficiente un piccolo inciso in calce all’art. 4, co. 5 della legge 149/01, in cui si specificasse che” qualora l’affidamento di un minore si risolva in una adozione a causa del mancato recupero della famiglia d’origine, vanno protetti, salvo particolari e motivate eccezioni, i rapporti che nel frattempo si siano costituiti”.
Quanto dolore in meno e quanto lavoro in meno per giudici e cancellieri ( argomento non secondario in questi tempi di magra).
Ci sono drammi nella vita dei ragazzi, a volte irrimediabilmente e fatalmente portati dagli eventi della vita ( morti, guerre, malattie) altre volte invece costruiti dall’egoismo degli adulti o dalla loro incapacità di ascoltare e soddisfare le necessità dei più piccoli.
La storia di Beatrice appartiene al secondo gruppo.
I fatti
Affidata a 40 giorni di vita ad una famiglia con cui avrebbe dovuto rimanere pochissimi mesi per poi essere adottata, Beatrice vi trascorse invece i suoi primi due anni . Con questi genitori ha pronunciato le prime parole, ha mosso i primi passi, ha avviato le sue relazioni, ha goduto dei primi vizi, ha vissuto i suoi riti, le canzoni, le ninne nanne, i giochi: tutto quello che gli psicologi chiamano “attaccamento”.
Dato il tempo trascorso, i Servizi Sociali chiesero alla coppia stessa la disponibilità ad una adozione ai sensi dell’art. 44 lettera d). Tale disponibilità, ben diversa da quella volta ad un affidamento breve, fu accolta e quindi formalizzata: era passato ormai troppo tempo (in assoluto, ma soprattutto in relazione all’età della piccola) per pensare di poter allontanare Beatrice.
Intanto, in data 16 dicembre 2004, un Giudice Onorario aveva ascoltato la coppia e consigliato loro, indicandone l’ufficio competente, di presentare altresì domanda di adozione nazionale. “Siamo il tribunale per i minorenni -disse quel giudice – e siamo qua apposta per aiutare i bambini; la vostra richiesta verrà presa in esame”
Tuttavia, nonostante le richieste di cui sopra e prima ancora di dare risposta alle stesse, venne decretata l’adottabilità della piccola, prospettando invero un passaggio graduale dalla famiglia affidataria a quella adottiva, nel rispetto del diritto di Beatrice a non subire il trauma dell’abbandono.
Il Tribunale ha, dunque, archiviato la domanda di adozione nazionale, e rigettato il ricorso di adozione ex art. 44 lett. d L. 184/83
Beatrice, il 17 dicembre 2005, è stata allontanata dai suoi genitori affidatari e da tutto il suo mondo con modalità violente, sotto scorta della polizia, per entrare, alla vigilia di Natale e senza passato, in un’altra vita. Non ha portato con sé una foto, un racconto, una canzoncina, un cambio d’abiti: solo il cagnolino di pezza. Le due famiglie non si sono conosciute; con accorgimenti degni del trasferimento di un pentito di mafia; tribunale e servizi sono riusciti a far perdere le tracce della bimba.
La difesa degli affidatari tentò di scrivere una lettera al giudice delegato, chiedendo udienza personale e privata per discutere del caso, senza ottenere risposta alcuna.
Il decreto di rigetto dell’adozione venne impugnato dalla coppia affidataria.
La Corte d’appello, accogliendo in parte il reclamo, dichiarò la nullità del decreto impugnato e ordinò una CTU al fine valutare la qualità dell’attaccamento della minore alla famiglia affidataria, e l’opportunità o meno di un ripristino dei rapporti.
La CTU di fatto non ha potuto rispondere ai quesiti poiché, non ha ritenuto la bimba, a causa del grave trauma sofferto, pronta a rimettere in discussione una realtà che ha tentato di rimuovere con un faticoso meccanismo di autodifesa.
Beatrice è tuttavia una bimba a rischio, avendo – sono parole della consulente- nel suo futuro un “destino inquietante”
La Corte d’appello ha, infine, rigettato la domanda di adozione dei reclamanti pur precisando che un giorno, quando la situazione sarà decantata, potrebbe non escludersi una ripresa dei rapporti
Il diritto
Al di là dei fatti e dell’innegabile sofferenza che troppi malaccorti interventi hanno provocato ai genitori affidatari, ma soprattutto alla piccola Beatrice, anche in punto di mero diritto molte sono state le incongruenze:
- il Giudice delegato non ha mai ascoltato la coppia di affidatari ai sensi dell’art 5, primo comma, ultimo inciso della L 149/01;
- non è stato possibile visionare il fascicolo relativo all’adozione, e pertanto, non è stato rinvenuto il verbale dell’audizione 16 dicembre 2004, da parte di un giudice onorario che invitò la coppia affidataria a presentare domanda di adozione anche nazionale, rassicurandoli sul futuro della bambina;
- il decreto che respinge la domanda di adozione nazionale ha la seguente motivazione: “è stata trovata un’altra coppia adottiva”.
Ancor più grave – in punto di diritto- appare l’ iter della domanda di adozione ai sensi dell’art. 44 lett. d:
- il tribunale risponde con decreto e non con sentenza, come invece previsto dal novellato art. 313 c.c.;
- la motivazione è di una riga: è stata trovata un’altra famiglia più idonea ed è interesse della minore l’adozione legittimante;
- il decreto è stato depositato il 5 gennaio 2006; dato che non perveniva la notifica il difensore si è recato in cancelleria per provvedere ad una notifica a mani, avvenuta il 28 marzo 2006, mentre la notifica formale è avvenuta il 10 aprile 2006: 3 mesi dopo il deposito.
Il reclamo in Corte d’Appello, avverso tale decreto, viene discusso il 19 maggio 2006, e la sentenza-ordinanza conseguente, pur di parziale accoglimento, viene depositata il 23 giugno 2006: si dichiara la nullità del decreto impugnato emesso in forma di decreto e non nella forma più completa e tutelante di sentenza, e viene ordinata una CTU
Senonchè, la CTU, nelle sue ancorché numerose 76 pagine, non è stata esaustiva, come altresì il PM, ha rilevato in udienza, non avendo risposto ai quesiti posti.
Eppure, la stessa consulenza si conclude con le seguenti parole: “Tale constatazione (vale a dire, il rischio per la minore di rimettere in discussione quanto avvenuto) provocherà ulteriore dolore agli appellanti perché giustamente sentiranno ancora più forte l’ingiustizia commessa nei loro confronti e nei confronti di Beatrice”.
Questa ingiustizia può e deve trovare una riparazione, forse non più per questa bimba, ma certamente perché non abbiano a ripetersi simili vicende.
Troppo spesso l’applicazione rigida delle norme, lungi dal costituire soluzione dei problemi, ne diventa insuperabile ostacolo.
“Summus ius, summa iniuria”, scriveva Cicerone, e forse pensava a Beatrice.
Si impongono, allora, alcune precisazioni.
Mentre il distacco e la sospensione dei rapporti con la famiglia d’origine è prevista dal nostro ordinamento (agli artt. 10 e 27 della l. n. 149/01) nulla, assolutamente dispone dice la legge in merito al distacco dalla famiglia affidataria, e men che meno dalla comunità.
Nel silenzio della legge basterebbe, allora – ai fini di una decisione corretta – una valutazione del caso avendo riguardo all’interesse del minore (ancor meglio, sarebbe opportuno, de iure condendo – come in apertura ricordato – aggiungere la postilla in calce all’art. 4, c5 della legge 149/01).
Le istanze che rimbalzano e si accavallano nella mente e nel cuore dei genitori affidatari, soli con il loro dolore, e del loro avvocato, sono numerose e talvolta contrastanti: chiediamo il risarcimento dei danni, valutiamo se si può ricorrere in Cassazione, rivolgiamoci alla Corte Europea, scriviamo a Bruno Vespa, ma subito dopo subentra la preoccupazione contraria, e allora si pensa a far calare il silenzio su tutto e magari a tentare di stabilire un ponte tra gli adulti che consenta una ripresa dei rapporti.
Comunque si possa concludere questa storia, rimane la realtà di una grande, gratuita e inutile sofferenza .
Il cittadino non può tollerare che la giustizia si autoassolva così; è stato commesso un errore, si è agito con leggerezza, ma ormai la situazione è talmente compromessa da non potersi tornare indietro. E la responsabilità non è di nessuno.
Vorrei lanciare una proposta, su cui insieme ragionare e riflettere: si potrebbe dar vita ad un “tribunale del cittadino contro gli abusi della giustizia “ sulla falsariga del “tribunale per diritti del malato”, al quale rivolgersi per ricevere aiuto, consulenza, tutela a fronte dei diritti violati per il mancato funzionamento della Giustizia ( intralci organizzativi, tempi lunghi, scarsa diligenza, e via dicendo), anche e soprattutto quando siano coinvolti dei minori.
Pensiamoci.
Tenendo presente il preambolo della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 20.11.1989, che recita : “Il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di felicità, di amore e di comprensione”.
Concetti che contano e che pesano e che troppo spesso rimangono parole morte (Lucrezia Mollica)
3/07/07 alle 15:27 |
Mi sembra incredibile che una persona adulta sia capace di mettersi allo stesso livello di una bambina di 10 anni, indipendenti della nazionalità di nascita o dal livello d’intimità, al punto di dire “abbiamo avuto uno scontro durissimo” per dopo entrare in un blog per sfogarsi pentita dell’adozione?
Uno scontro durissimo con una bambina di 10 anni, come può essere?????
Un genitore deve stare al di sopra degli scontri durissimi con i suoi figli, non può comportarsi ugualmente, anche se non è adottato.
Ma chi vi ha dato sta bambina??? Sicuramente stava meglio in Colombia.
4/07/07 alle 14:45 |
Scusa Valentina, ma non hai proprio capito. La ragazza adesso ha 16 anni: è con questa adolescente che la madre ha avuto uno scontro durissimo. Se ancora non hai figli adolescenti, forse non puoi capire, ma ti assicuro che con ragazzi di quell’età gli scontri durissimi sono frequenti.
Suppongo che la poveretta abbia cercato questo blog per sfogarsi in modo da non lasciarsi scappare frasi troppo cattive con sua figlia. E’ vero che un genitore deve stare “al di sopra”, ma in certi momenti sei così scoraggiato che non hai più nemmeno la forza. Il mio consiglio a Nana è di cercare aiuto (marito, psicologo, amici, gruppi di genitori, insegnanti), di staccare qualche volta (un bel weekend fuori con tuo marito) e di guardare la cosa con più positività: l’adolescenza finisce e spesso subentra una grande serenità.
Ho un consiglio anche per Valentina: non dare giudizi così “spietati”. Primo, non hai tutti gli elementi necessari per valutare; secondo, anche se per magia avessi capito alla perfezione la situazione, non sono mai di aiuto a nessuno (non servono a riflettere e anzi provocano una chiusura in chi ti ascolta).
17/07/07 alle 12:39 |
Concordo pienamente con quanto Lella ha voluto specificare.
Probabilmente Valentina non ha proprio capito o forse non puo riuscire ad entrare in sintonia con un mondo e sensazioni ad esso collegati che non ha evidentemente sperimentato di persona.
Anch’io molto probabilmente avrei pensato come lei qualche anno fa, prima di essere diventato padre di una bimba piena di problemi: che Valentina ci creda o meno anche io ho “scontri” (che oggettivamente sono “durissimi”) con una bimba che e` ancora piu` piccola (7 anni) e non e` quindi ancora entrata nell’adolescenza (con le ulteriori problematiche che questa comporta).
Le esperienze pregresse di una bimba in adozione talvolta rendono molto problematiche le relazioni con gli adulti e con i genitori in particolare.
Tanto per essere piu` concreto e (forse) aiutare Valentina a capire meglio cosa possa significare essere genitore di bimbi “difficili” (che magari hanno sofferto la denutrizione e violenze fisiche) posso dirle che ancora oggi, dopo tre anni di psicomotricita` settimanale della bimba, seguiti noi da personale di neuropsichiatria infantile, la bimba ha crisi (che in certi periodi possono essere anche giornalieri e durare una mezz’ora) in cui per un nulla (es. ti sei lavato i denti prima di lei, senza pensarci; oppure hai spostato un soprammobile in casa o hai piantato un chiodo) cambia totalmente atteggiamento nei tuoi confronti e ti aggredisce con calci ed anche con morsi che lasciano il segno. … per poi tornare, se gestita la crisi opportunamente (ma comunque con nostra estrema fatica fisica e soprattutto psicologica), la bimba amabile e affettuosa di prima.
Penso che solo chi vive di persona certe esperienze (o personale specializzato quali psicologi infantili) possa capire le parole che Nana ha scritto che molta sofferenza ma anche molto amore.
Voglio concludere affermando con convinzione che sicuramente quella ragazza sta meglio ora in una famiglia che cerca comunque di comprenderla e di aiutarla per quanto sia possibile.
21/07/07 alle 16:01 |
Abbiamo incontrato per la prima volta Anastasija ( i nomi non sono reali)nel novembre del 2005 nell’istituto dove aveva vissuto dai pochi mesi ..strappata da madre tossicodipendente (era nata in crisi di astinenza) , fino a sette anni, …in quel momento stava mangiando una piccola mela rossa che piano piano ha rosicchiato tutta, compresi semi, torsolo e gambo (sembra la favola di PInocchio quando Geppetto ha messo da parte bucce e torsolo della pera preparata per Pinocchio….. queste erano l sue abitudini od ordini imposti)
Ora è con noi da un anno e mezzo, cerchiamo di darle tutto’ l’amore che possiamo…. e crediamo di dargliene
Ne abbiamo passati di brutti momenti, meglio non descriverli…. veramente brutti ma mai non l’abbiamo mai picchiata! mi sembrava giusto, ora va meglio, ma non posso dire bene, non so cosa farà questa bimba quando affronterà la vera adolescenza , e poi la vita, perchè lei non vuole regole.
Cioè le regole ci sono , solo che le vorrebbe dettare lei.
- vuole mangiare solo cose che dice lei,
- non vuole studiare, fare i compiti, a scuola è un susseguirsi di note e richiami dei genitori da parte di insegnanti un po’ stufe del loro lavoro e di “grane” come hanno considerato Anastasija.
-Non accetta rimproveri, discussioni e vuole solo (a modo Suo) comandare, forse perchè “l’anzianità” in istituto le aveva dato un potere che poteva esercitare sui suoi compagni di avventura.
-In questo modo ha anche difficoltà ad avere amici…
E’ molto attaccata al babbo che vorrebbe sempre con se’ ..ma il babbo deve lavorare molto adesso che la mamma è a casa. Ma allo stesso tempo non accetta le sue regole (quelle del babbo) .. ogggi dopo una tranquilla discussione a tavola dove non vuole mangiare nulla ( figuriamoci le mele con i torsoli, si è abituata bene al vivere del mondo consumista) non ha/abbiamo ottenuto nulla se non che alla fine un po’ ha mangiato, ma il modo di comportarsi è sempre quello della strafottenza e della voglia di fare solo quello che vuole.
Oggi sono qui a scrivere perchè dopo lunghissime discussioni a tavola durante le quali lei ha fatto quello che voleva, si è piazzata in poltrona nel salotto per vedere la tv ( i soliti cartoon della Walt Disney che se vogliamo non sono neanche diseducativi come tanti altri, anzi!!! ) prma che lei accendesse il video ho cercato di intavolare un discorso dolce ma deciso, dicendole che non doveva coportarsi come aveva fatto prima….. ebbene nel mentre io parlavo lei ha acceso la tv… per dirmi di andare via?
I l’unica cosa che sono stata capace di fare è stato prendere il telecomando, gettarlo sul pavimento e scappare affranta…ora sono qui ho fatto una piccola ricerca e no so nenche se scrivo nel posto giusto….
Daniela
15/11/07 alle 14:28 |
Buongiorno a tutti!
ho trovato veramente interessante questo blog poiché permette un equilibrato scambio tra informazioni tecniche e condivisione di esperienza.
Vi scrivo perché sarei interessata ad avere dei pareri, suggerimenti e soprattutto esperienze sulle eventuali difficoltà SOCIALI nell’adozione ( gruppo di amici, società in genere, scuola e inseganati, gruppo dei pari, vicinato, quartiere ecc)
Ve ne sarei molto grata!
Roberta
23/11/07 alle 12:54 |
Genitori di un figlio “biologico”, mio marito ed io abbiamo adottato nel 2005 il nostro secondogenito, russo, di 3 anni e mezzo.
Mi spiace non condividere nessuno degli entusiastici commenti che spesso leggo, anche in questo blog, che, anzi, trovo a volte persino esageratamente falsi.
Premetto che la circostanza di avere già un figlio ci ha consentito di capire con noi stessi con assoluta certezza che si diventa genitori nel rapporto con i figli, non durante l’attesa, biologica o adottiva che sia; che l’amore nei confronti dei figli è frutto del tempo; che entrambi i nostri figli sono carne della nostra carne e sangue del nostro sangue.
Tuttavia è onesto dire apertamente che con il piccolo adottato abbiamo sceso tutti i gradini dell’inferno!
Solo da un anno a questa parte, da quando abbiamo mandato a quel paese psicologi e pediatri, affidandoci al direttore della neuropsichiatria infantile in persona, abbiamo iniziato a comprendere i comportamenti di nostro figlio e a sperare di poter aiutare lui e noi stessi ad uscire da questo inferno.
Abbiamo potuto comprendere che il trauma dell’istituzionalizzazione non si cancella, come molti ingenuamente si ostinano a credere, con “tanto amore”, che baci-coocole-carezze non bastano e, soprattutto, che se non cominciamo noi genitori adottivi a suqarciare questo omertoso velo di bucolica ipocrisia sulle presunte gioie dell’adozione, non aiuteremo mai realmente i nostri figli a collocarsi come meritano nel mondo.
Siamo stanchi, provati, esausti. Ma fieri ed orgogliosi di nostro figlio e rifaremmo tutto daccapo non una ma un milione di volte!! Questa esperienza ci è stata di grande insegnamento per “tarare” il nostro prossimo, a cominciare da quelli che non invitano mio figlio ai compleanni perché “troppo agitato”, dalle persone che lo trattano come un disabile, da una città che lo guarda e dice “poveretto”…
Nostro figlio ha imparato in due anni e mezzo più di chiunque altro, nonostante la disperazione, la rabbia, le immense paure e le mille distorsioni mentali che aveva (e ancora ha!!) dei rapporti umani. Ha rivelato un’intelligenza straordinaria, talentuosa, vivace, nonostante il suo difetto di omologazione lo continui a far sentire un “poveretto”, perché a 4 anni non colorava lo scoiattolo nei bordi, perché la sua disperazione lo porta ancora a stati e momenti di agitazione che gli altri non cercano di comprendere.
Ci sentiamo dire spesso quanto siamo stati coraggiori. Ma il vero coraggio è quello di nostro figlio. E’ lui che ce la mette tutta ogni giorno per mettere in fuga i suoi fantasmi. Lo fa come può, come sa. Lo fa con gli strumenti che noi genitori, grazie all’aiuto dello specialista che ci segue, gli mettiamo a disposizione.
Tuttavia questo bel mondo che cerchiamo di costruire per lui è destinato a restare un contenitore vuoto, perché la maggior parte dei genitori adottivi sembrano ossessionati dal desiderio di normalità, che non è altro che lo stereotipo del Mulino Bianco.
E così facendo non prepareremo mai una società giusta, che sappia accogliere i nostri figli.
Personalmente, mio marito ed io speriamo che entrambi i nostri figli non siano mai normali. Sognamo per loro un futuro in cui siano SPECIALI, in cui la diversità sia un valore, un principio da affermare.
Il più grande insegnamento ce lo ha dato il nostro primogenito, di appena un anno più grande del fratello adottato, che ha sempre e incondizionatamente amato e accettato il fratellino, anche attraverso le durezze e le sofferenze, perché “non è mica colpa sua!”.
Chiedo perdono a tutti quelli che raccontano quanto sia stata bella, positiva e semplice la loro esperienza adottiva, perché non ci credo e non posso fare a meno di chiedermi se i post di quei ragazzi adottati che sognano di scappare non siano il risultato di quell’omertoso velo cui sopra mi riferivo.
Purtroppo vedo intorno a me famiglie la cui unica preoccupazione è costruire intorno al loro figlio adottivo la colpevole bugia del “tu sei come gli altri, noi siamo come gli altri”.
Noi no! Siamo profondamente diversi, lo saremo sempre e nostro figlio più degli altri. E, forse per questo, sarà speciale e infinitamente migliore.
Grazie a tutti!
23/11/07 alle 13:11 |
Post Scriptum: stiamo affrontando un contenzioseo con la Commissione per le Adozioni Internazionali perchè rifiutavamo l’ennesima relazione post-adottiva da mandare in Russia, avendo risolto il mandato all’associazione che aveva curato la nostra adozione.
Vale appena la pena di evidenziare che tutti i traumi di nostro figlio hanno origine nell’istituzionalizzazione e che troviamo mostruoso dover rendere conto alle autorità di quel Paese del benessere di nostro figlio.
Inutile dire che, per le autorità – italiane e non – i delinquenti siamo noi…
23/11/07 alle 17:15 |
Cara Daria,
condivido molte delle tue affermazioni e sono felice che tu abbia voluto scrivere in questo blog la tua esperienza che, per alcuni versi, e` simile alla nostra e (penso) a quella di molte altre coppie che forse meno di altre hanno tempo di “farsi sentire”. Conosciamo personalmente decine di coppie che hanno adottato uno o piu` bimbi e devo dire che grossi problemi come quelli che abbiamo avuto noi (ed ancora stiamo avendo anche dopo 4 anni) non sono percentualmente in molti … ma e` utile sapere che ci sono anche altre persone che “faticano” quasi giornalmente, cercando di attutire le crisi talvolta violente del proprio figlio.
Solo il grande amore che sempre piu` ci lega a lei, ci aiuta a “tirare avanti” confidando anche nelle sue immense risorse che l’hanno aiutata prima a sopravvivere, poi a superare tutti gli enormi cambiamenti che le sono stati imposti. E` vero, nostra figlia e` diversa da molte altre bimbe, … forse ogni bimbo o persona e` diversa dagli altri e per questo e` “speciale”. Sicuramente in lei convivono (piu` che in altri) gli estremi: le grandi paure e la grande rabbia cosi` come l’immensa tenerezza e sensibilita`.
Noi ci siamo da tempo affidati ad una psicologa che coordina una psicomotricista per la bimba e devo dire che anche grazie a loro ci sono stati dei visibili miglioramenti ed anche noi abbiamo imparato ad affrontare meglio certe situazioni (anche se la stanchezza si fa sentire!).
Che dire delle “istituzioni”? Quando dopo due mesi del nostro arrivo in Italia abbiamo chiesto un aiuto agli assistenti sociali (esponendo in modo reale le problematiche), la loro relazione al Tribunale dei Minori di Torino (per la presa in carico del problema) si e` risolta in una raccomandata in cui si ipotizzava da parte di un giudice la nostra incapacita` genitoriale che veniva quindi messa in forse. Solo un successivo colloquio con un altro giudice ha consentito di chiudere positivamente questa causa con una “assoluzione” che metteva in luce l’avventatezza dei giudizi espressi dal precedente giudice …
… anche se tutto e` finito per il meglio puoi immanginare qual e` stato il nostro stato d’animo in quelle settimane … e comunque sono cose che lasciano dell’amaro in bocca!
23/11/07 alle 20:50 |
Non so descrivere il mio stato d’animo: è la prima volta in due anni e mezzo che qualcuno mi risponde, nel senso di darmi condivisione di una situazione (non mi piace chiamarlo “problema”). Ciò mi dice anche che in tutto questo tempo mi sono rivolta alle persone sbagliate…
Le mie passate esperienze? La prima, la più amara: all’ente che ha curato la nostra adozione, ci eravamo rivolti a loro appena arrivati a casa da Mosca, quando la situazione domestica aveva già rotto gli argini. Chiedevamo di poter incontrare un loro psicologo, di avere consigli. Ci siamo sentiti rispodere . Non commento. Non ne vale la pena!
Quindi la psicologa dei servizi sociali. Risposta: . Non commento neache questa.
Poi l’iscrizione alla scuola materna statale, quella del paese, quella di cui eravamo stati estremamente soddisfatti nel percorso che l’altro nostro figlio stava vivendo. Il piccolo, in una delle sue deliranti richieste di attenzione, solo perché la mia telefonata era per lui una mia assenza insopportabile, salì sul quarto gradino delle scala a chiocciola e si lasciò cadere. Il giorno dopo aveva un grosso livido sulla schiena, la preside mi chiamò per “chiedere spiegazioni”, senza tenere conto delle decine di lividi ed escoriazione che l’altro mio figlio aveva portato a scuola o da scuola, come tutti i bambini del mondo.
Quindi il ritiro dalla scuola materna statale e l’iscrizione alla privata, ma si doveva aspettare il nuovo anno scolastico.
Nel frattempo il pediatra e la psicologa, sempre pronti ad elencarmi tutto quello che NON dovevo fare ma mai capaci di spiegarmi, in concreto, come comportarmi con mio figlio.
Nel frattempo, ancora, il fallimento di ogni attività di psicomotricità, di attività sportive, ludiche organizzate. Vita sociale ridotta a zero. Vita familiare infernale.
Poi una prima svolta. L’inserimento alla scuola materna privata: due suore, quattro maestre, una cuoca e tanto buon senso. Una dedizione infinita ma la consapevolezza che anche questo non bastava.
Quindi la svolta vera: la neuropsichiatria infantile ed il suo direttore. L’immediata comprensione del disagio di mio figlio, del suo “disturbo misto del comportamento e della sfera emozionale” e la condivisione totale con noi genitori del progetto che andava costruito su nostro figlio, compresa l’educatrice di supporto a scuola che si è rivelata preziosissima.
La lettura del disagio di nostro figlio è stata chiara e, finalmente, comprensibile. Con molta buona volontà ho letto anche “attaccamento e perdita” di John Bowlby, per approfondire le mie competenze.
Nostro figlio è ancora molto lontano da una sua reale serenità. Soffre e soffrirà ancora per molto tempo. Ma siamo finalmente attrezzati per capire come aiutarlo e come guidare il suo percorso fuori dal tunnel.
Trovo scandaloso che gli enti autorizzati e gli operatori sociali siano stati totalmente incapaci di assisterci nel momento più cruciale. Soprattutto in considerazione del fatto che la neuropsichiatria infantile ha dalla sua studi iniziati da oltre 60 anni, da quando, cioè, all’indomani della II guerra mondiale gli istituti di mezzo mondo si erano riempiti di orfani e occorreva capire che futuro potessero avere.
E questo mi porta a riaffermare con forza che il caso di nostro figlio (o di vostra figlia) non sono le eccezioni, bensì la norma, come a denti stretti qualche operatore ha ammesso, tanto che attualmente questi bambini che hanno bisogno di cure specialistiche importanti (pricoterapia, neuropsichiatria, logopedia, sostegno scolastico, ecc.) rappresentano costi sociali enormi per comuni piccoli come quello in cui viviamo.
Per colpa di gente incompetente abbiamo perso un anno prezioso della vita di nostro figlio, lo abbiamo condannato ad altra sofferenza, abbiamo rischiato di compromettere il suo futuro.
Sono la sola a credere che questa gente vada fermata?
9/12/07 alle 22:48 |
Sono mamma di 3 figli. Per un grave problema familiare al momento della nascita del 3 figlio non ho ricocsiuto mio figlio. Dopo 1 mese e stato riconocsiuto da altre persone. Ho il lavoro da sempre, ho una casa da sempre, sono italiana ma non vorrei nessuno al mio posto. Le persone che mi conoscono che sanno dicono ma la vedi quella. Auguro a mio figlio la felicita per sempre e che i genitri siano orgoliosi della scelta fatta. Un sincero augurio di buon Natale a tutti coloro che fanno scelte difficili nella vita.
Paola
11/12/07 alle 13:11 |
http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&rd=1&item=330196297325&ssPageName=STRK:MESE:IT&ih=014
Su Ebay trovate: La nostra storia – racconti di adozione
Un testo sull’adozione giuridica scritto da genitori; dal carattere esperienziale e narrativo, senz’altra pretesa di quella di raccontare un’esperienza che possiamo dire “bella” nè più nè meno di quella dei genitori biologici. Una raccolta di 42 racconti redatta da 29 coppie che hanno adottato in Etiopia tramite il Centro Aiuti Etiopia Onlus (www.centroaiutietiopia.it).
All’acquirente verranno consegnate in omaggio con il libro le tre immagini di croci etiopi visibili nella foto, riprodotte su stoffa formato 20X15 circa, acquistate ad Addis Abeba.
Normalmente il libro è ceduto dal Centro Aiuti a fronte di un’ offerta destinata a progetti determinati. In questo caso il ricavato della vendita di questa copia privata, autografata dal Presidente del Centro Aiuti Etiopia, Roberto Rabattoni sarà destinato al progetto operazione “donne del Wolaita”. Circa 300 donne di Soddo, nella regione di Wolaita, in Etiopia, sono state colpite da un virus all’utero e devono essere operate al più presto in quanto è a rischio la loro stessa vita.
Ogni intervento chirurgico costa 250 euro, spesa che ovviamente queste persone non possono minimamente affrontare.
Il Wolaita è una delle zone più povere dell’Etiopia, con una popolazione di circa otto milioni di abitanti che si dedicano alla pastorizia. La natura del terreno, per lo più argilloso, non consente loro di ricavare nemmeno il necessario per vivere. La loro sopravvivenza è garantita dagli alberi dei banani che non fanno frutti ma la cui corteccia abbrustolita, chiamata cociò, serve per non morire di fame.
23/12/07 alle 17:59 |
Non ditemi che è troppo presto………siamo tornati da Kiev 20 giorni fa,con una bambina di 9 anni,orfana,istiuzionalizzata da 5.Francesca interagisce positivamente con noi,più o meno rispetta le regole familiari:sicuramente vuole imparare.I problemi emergono con Roberta,!! anni,figlia biologica,che ha atteso per tanto tempo questo arrivo,anche mitizzando un rapporto che inevitabilmente si sta scontrando con una realtà molto diversa.Roberta pende dalle labbra di sua sorella;ma Francesca è gelosa,egoista,opportunista;accusa la “grande”di cose non fatte:…Ciò che,però,mi fa più male è il suo comportamento con gli altri :quando siamo a casa ,cerca il contatto e accetta carezze e coccole,ma appena un altro individuo appare all’orizzonte,anche se totalmente estraneo alla famiglia, ci abbandona,preferendolo a noi in modo chiaro.E’ come se non si riconoscesse in noi;come se fossimo solo un alloggio con annessa cucina e lavanderia.
27/12/07 alle 14:43 |
Cara Cina,
le reazioni delle tue figlie sono le stesse dei miei figli. Provo a passarti quello che abbiamo imparato, anche grazie a una bravissima psicologa della asl che ci seguiva.
Cominciamo dalla piccola. Anche nostro figlio faceva così con gli estranei (anche lui è rimasto anni in istituto, anche se in un altro Paese) e noi rimanevamo sconcertati e imbarazzati, non sapevamo cosa dire e lo lasciavamo fare. Cosa voleva invece lui? Voleva che gli dicessimo chiaramente, davanti agli estranei, “sì, puoi essere gentile con la zia o col vicino di casa o con il giornalaio, ma ricordati che NOI e solo NOI siamo i tuoi genitori e tu sei il nostro bimbo!”
Lui voleva solo continue conferme, per potersi finalmente fidare di noi: quanti adulti aveva incontrato che magari erano gentili 10 minuti e poi lo scaricavano a qualcun altro!
Altra cosa: “gelosa, egoista, opportunista” era proprio l’unico modo in istituto per potersi accaparrare l’attenzione di qualche adulto, ed illudersi di essere importante per lui, eliminando i concorrenti, cioè tutti gli altri bimbi che avevano la stessa fame di amore. Bisogna con pazienza e dolcezza farle capire (ci vorrà tanto tempo) che nel vostro cuore lei ha un posto tutto suo che non potrà essere scalzato da nessuno. Farle capire anche che un posto uguale al suo ce l’ha anche sua sorella ed anche lei non potrà mai perderlo. Aspettatevi una gelosia infinita, da parte di entrambe, che si protrarrà per anni.
La figlia maggiore, proprio come nostro figlio: anche lei è tanto gelosa, sapete? Sa che per voi è importante l’arrivo di sua sorella e cerca di essere una brava bambina, per paura di perdere il vostro amore (farebbe lo stesso con una sorella biologica, ma almeno in quel caso la piccola sarebbe neonata e molto meno “astuta” di lei). Bisogna coccolarla tanto e non darle troppa responsabilità perchè deve capire di essere ancora, proprio come sua sorella, la vostra bimba.
Auguri
Lella
3/01/08 alle 22:02 |
Non vi racconto il nostro dolore e nemmeno la nostra sofferenza di genitori affidatari, ma solo la nostra esperienza in breve e quindi alcune mie considerazioni.
Sono stata una mamma affidataria di una bambina di 5 anni. Da subito, ho iniziato ad accorgermi di atteggiamenti molto strani da parte della bambina. Ho denunciato prima alle assistenti sociali il caso, poi abbiamo portato la piccola da una neuropsichiatra infantile ed ha redatto una relazione, dopo 2 mesi di “osservazione”, però, non avendo noi, la Patria Potestà, per poter iniziare una vera analisi e capire meglio i messaggi della piccola, abbiamo chiesto l’autorizzazione al Tribunale dei minori. Morale: siamo stati tacciati di essere dei visionari, non abbiamo più visto la bambina, non sappiamo che fine abbia fatto e quando abbiamo anche denunciato alla Procura, hanno messo tutto a tacere.
Vorrei dire la mia sulle Istituzioni Italiane:
Ciò che ancora sconcerta è la prepotenza, l’arroganza, la presunzione di chi dovrebbe avere a cuore il destino di bambini, già duramente segnati dalla vita, e per di più affidati ad assistenti sociali, psicologi e giudici che fanno del potere e delle leggi l’unica ragione di esistere. Dietro al potente paravento del bene del minore sono perpretati abusi di ogni genere, non esiste possibilità di dialogo nè di mediazione. Esiste solo l’Autorità costituita dei Tribunali dei minori, con cui non è possibile alcun colloquio. La Verità è a senso unico, il decreto è l’unico credo, Dio infallibile di uomini che infallibili non sono e di cui nessuno controlla l’operato. Non è vero che i minori sono tutelati, perchè altrimenti si dovrebbe indagare su certi Istituti dove sono segnate nefandezze, perchè si dovrebbe controllare l’operato di assistenti sociali dal potere devastante e dalle croniche omissioni, perchè si dovrebbe assicurare aiuto e sostegno alle famiglie affidatarie che lo chiedono nell’interesse del minore, perchè si dovrebbe rispettare una personalità in fieri come quella di un bambino. Purtroppo il minore è solo un “incartamento”, un “fascicolo” su una pila di altri fascicoli, una pratica burocratica da sbrigare senza troppa fatica. Un “pacco” da rifilare a qualcuno purchè non si ponga troppe domande e non dia fastidio alle Autorità; l’importante è non fare richieste, non pretendere risposte, essere ossequienti e rispettosi del Potere. Bambini con genitori inesistenti, solo anagrafici, ma che mantengono la Patria Potestà; Bambini “depositati” come pacchi negli Istituti, dove non vengono “studiati” ed aiutati; Bambini senza problemi a detta dei cosiddetti esperti, che sono ingestibili quando arrivano nelle famiglie affidataria. Famiglie affidatarie allo sbaraglio, “prendete il bambino che non ha problemi” e poi chi ha mai più visto un assistente sociale od uno psicologo? Tanto il pacco è stato consegnato a destinazione. Istituti come depositi, perchè è più importante togliere il minore da un contesto famigliare pericoloso, e magari il vero pericolo è in questi Istituti, dove adulti senza controllo possono fare quello che vogliono, e se vengono scoperti sono impuniti da un reticolo di complicità e di interessi. Famiglie affidatarie senza voce in capitolo, senza personalità giuridica, senza possibilità di essere credute per quello che hanno visto, ascoltato e fatto. Non importa se si sono fatte in quattro per aiutare una piccola, non importa se hanno studiato ed analizzato i problemi, non importa se hanno amato la bambina. Quello che conta è che hanno denunciato le omissioni, gli abusi, la corruzione e le porcherie di cui sono stati testimoni. Perchè si deve credere solo alle Autorità? Chi ha costruito questa piramide di potere e di inefficienza? Perchè non può esserci la possibilità di un confronto? Perchè è stato dato tutto questo potere alle assistenti sociali? Perchè non esiste un Organo superiore di controllo sui Tribunali per i minori? Perchè non si aiutano le famiglie dei minori invece di dare sovvenzioni a pioggia negli Istituti? Sarebbe ora di togliere la polvere sotto i tappeti.
Questa email è stata mandata a tutte le più grandi testate giornalistiche, presentatori vari, Presidente della Repubblica, ecc… mi chiedo: cos’altro hanno da nascondere visto che non ho mai avuto un minimo riscontro?
Indignata!
Giuseppina
4/01/08 alle 18:47 |
Giuseppina carissima,
conosci quel modo di dire … il più pulito ha la rogna?
Credo che questo sintetizzi bene il motivo per cui le tue istanze non hanno mai trovato ascolto né mai ne troveranno.
Voglio raccontare a te e al blog quello che mi accade sovente, a causa del mio lavoro.
Sono avvocato e mi occupo spesso di casi che, a vario titolo, coinvolgono minori.
Per tutti, due casi esemplari.
Caso 1:
Ad una madre single viene rubata alla nascita la propria figlia da un conoscente che, non potendo avere figli, la dichiara nata da una sua relazione extraconiugale con la madre della bimba. Denuncia la madre come prostituta e ottiene l’affidamento della bambina dai servizi sociali.
Dopo 13 anni di battaglie legali, riesco a dimostrare l’assenza di legame biologico tra la bambina e il presunto padre nonché le connivenze dei servizi sociali e chiedo che la bambina venga aiutata a conoscere la verità sulle proprie origini e ad instaurare un rapporto costruttivo con la madre.
Il giudice stabilisce che non vi è alcuna necessità che la bambina conosca la verità sulle proprie origini e che tutto deve restare così com’è.
Caso 2:
Per conto di un mio cliente che da anni non percepisce l’affitto dal proprio inquilino, con moglie e 3 figli a carico, dopo aver inutilmente tentato il coinvolgimento dei servizi sociali, nell’inerzia generale, procedo allo sfratto. L’appartamento viene sgomberato ed emerge una realtà di promiscuità e di totale assenza di condizioni igienico-sanitarie minime. Qualcosa di indescrivibile! Aggiungo solo che la famiglia sfrattata era già nota da tempo ai servizi sociali.
Due casi diversissimi ma accomunati dalla totale latitanza da parte di chi è preposto a garantire il benessere dei bambini, accanto ai genitori e talvolta anche al di sopra dei genitori.
Se poi, Giuseppina, hai avuto la pazienza di leggere i miei messaggi più sopra, sai che ho due figli, di cui uno, il più piccolo, adottato e che anche la mia famiglia è stata vittima degli stessi ingranaggi.
La verità è che, nonostante la facile demagogia sui bambini, non interessa a nessuno parlarne sul serio, perché i bambini producono reddito solo a Natale. Perché viviamo in un’epoca storica di uno squallore senza fine. Perché tutte le volte che si leggono storie come quella che tu racconti, gli altri pensano “meno male che non è capitato a me”.
Soprattutto perché avere a cuore realmente il benessere dei bambini implica la volontà da parte dei giudici di imporre decisioni impegnative, a volte persino scomode, implica la volontà da parte dei dirigenti delle varie Asl, a salire fino al ministero della salute, di denunciare e sbattere fuori assitenti sociali e psicologi incompetenti e spesso collusi. Non ultimo, implica la volontà da parte dei direttori di testate televisive e giornalistiche di trovare il coraggio, “le palle” per dire al Paese qualcosa di utile oltre al delitto di Cogne.
Sono di indole battagliera ma non ti nascondo che inizio a pensare che non ne valga più la pena.
Ti sono vicina.
Daria
12/01/08 alle 11:21 |
Buongiorno, ho scoperto questo blog e vorrei rispondere a diverse persone:
PER MONICA – MESSAGGIO DEL 3.4.07
PER CINA E LELLA – MESSAGGI DEL 23 E 27.12.07:
noi siamo una coppia di 46 e 47 anni. Abbiamo una figlia biologica di 19 anni e una adottiva di 15 (adottata nel 1998). VORREI EVITARE I NOMI DELLE FIGLIE IN QUANTO LA FIGLIA ADOTTIVA VIENE DA UNA SITUAZIONE A RISCHIO, SCUSATEMI PER QUESTO. Questa è la nostra situazione: abbiamo pensato già prima di sposarci di avere un figlio biologico e uno adottato. Però, per l’adozione, eravamo orientati verso un bambino grande, italiano. Abbiamo sempre pensato che non sarebbe stato giusto per noi adottare un bimbo piccolo, ci sarebbe sembrato di “rubare” (scusate l’espressione un pò “forte”, questo è il nostro pensiero, ma non è detto che sia un pensiero giusto) un figlio ad una coppia con problemi di sterilità. Abbiamo parleto alla nostra figlia biologica (fin da piccolissima) dell’arrivo di un bimbo che avrebbe avuto bisogno sia di affetto che “di altre cose” come tempo, spazio, opportunità (ovviamente le parole usate con la bambina erano adatte alla sua età..). Quando la nostra primogenita aveva circa 5 anni abbiamo fatto la domanda per l’adoz.nazionale. Ottenuta l’idoneità, abbiamo in seguito dovuto ripresentala altre 2 volte, prima che il TdM facesse un abbinamento. Quando abbiamo incontrato la nostra seconda figlia era il 1998, la nostra prima figlia aveva 10 anni e la piccola 6 e mezzo. Tutt’oggi ripercorriamo spesso con la memoria il nostro primo incontro…sono ricordi belli e commoventi…
La bimba adottata veniva da una situazione di deprivazione e maltrattamenti (da parte della madre) per cui, appena giunta a casa, il lavoro che abbiamo fatto, con un aiuto grossissimo da parte della prima figlia, è stato quello di “disgregare” l’idea di madre che la piccola aveva in mente, per aiutarla a costruire un concetto giusto di quello che è la relazione mamma-figlia.
La nostra primogenita non è mai stata gelosa della sorella, anzi a volte si è comportata come una “tigre che difende i cuccioli”. Ci siamo rivolti con fiducia ai servizi che ci hanno seguito come famiglia e hanno confermato che effettivamente nella figlia grande non esisteva gelosia…siamo rimasti sorpresi ma felici di ciò!
Ovviamente la bimba adottata presentava problematiche, fra cui quella del linguaggio, avendo iniziato a parlare molto tardi (è stata tolta dalla famiglia biologica ben oltre i 5 anni). aveva anche ovviamente molta rabbia dentro..
Attualmente la sorella piccola dipende molto da quella grande (come vestirsi, pettinarsi, comportarsi…), mentre quella grande, più sensibile, talvolta (ma non spesso perchè è orgogliosa) si appoggia alla piccola per cercare consolazione dopo qualche “litigata” con noi genitori…
Ma non voglio dilungarmi troppo…se a qualcuno interessa che continui, mi faccia sapere!
PS: naturalmente la nostra vita non è tutta rose e fiori, avere figli non è facile…ma è bello anche se difficile! Grazie per l’attenzione
18/02/08 alle 8:59 |
Io e mia moglie,desideriamo tanto un bimbo in adozione,già da qualche anno,abbiamo fatto il primissimo passo,quello di andare altribunale dei minori,a chiedere cosa dovevamo fare o che documenti dovevamo presentare,le risposte disarmanti della tipa addetta a questo servizio,ci scoragiarono molto,ma comunque la signora ci diede ,l’elenco dei primi documenti. In questo elenco viera un certificato di sana e robusta costituzione,dopo aver ottenuto questo certificato nel piu’ normale dei modi,ci sentiamo dire che per le adozioni i certificati di sana e robusta costituzione,li deve fare un medico che ha apposito mandato,ma che però non lo potevamo trovare poichè è in pensione e il nuovo mandato non è stato ancora assegnato.Bene sono passati due anni,e io e mia moglie siamo ancora di un medico della nostra asl che abbia il mandato. Ecco la storia della nostra adozione.saluti massimo,37anni.
18/02/08 alle 10:26 |
Massimo, la tua testimonianza mi sembra incredibile! Ci potresti dire qual e` il Tribunale dei Minori di tua competenza?
Se ben ricordo, gli esami richiesti devono essere fatti da un ente pubblico e quindi devono poi essere visionati da un medico legale: mi sembra incredibile che una USL rimanga priva di medico legale!!
Facci sapere
21/02/08 alle 19:07 |
Per Massimo: mi chiedo: non è possibile, per avere il certificato, spostarsi di pochi chilometri e rivolgersi ad un’altra ASL? Se si deve fare un qualunque esame o visita questo è possibile…
13/03/08 alle 1:34 |
Ciao Daria, non so se leggerai questo mio scritto, ma se vieni sul mio sito, avrei una proposta per tutti noi che abbiamo subio delle ingiustizie. Abbiamo bisogno di te, ci aiuti?
Un abbraccio
Giuseppina
http://giuseppina-rubino.blogspot.com
14/03/08 alle 11:42 |
Cerco disperatamente mia figlia, mia madre l’ ha data in adozione quando è nata perchè io ero minorenne, la mia piccola è nata il 18/01/1982 alle ore 15.30 nella clinica San Camillo di Taranto mia madre essendo l’ unica che l’ ha vista mi ha detto che aveva un neo sulla guancia destra identico a quello che ho io…. e che al momento della nascita gli ha dato il nome Maria grazie
22/03/08 alle 18:19 |
Auguro a tutti una serena Santa Pasqua. A Daria, vorrei dire, gentilmente, se ha modo tramite il mio blog, farmi avere la sua email, vorrei metterti a conoscenza di alcuni passaggi del mio affido. Ti ringrazio in anticipo e rinnovo la mia stima.
Ciao ed ancora auguri a tutti
Giuseppina
1/04/08 alle 9:16 |
Di seguito la storia che mi è successa e che voglio raccontarvi (“io sono il papà”). Di tutto quello che è raccontato sono in possesso di documentazione.
Per discrezione ho riportato solo la prima lettera del nome della bambina.
V. ha 3 anni, da quando ha 8 mesi vive in una casa famiglia alle porte di Roma. La madre naturale sparisce a volte per settimane, poi per dei mesi fino a perdere la patria podestà sulla stessa: da ottobre 2006, V. è una bimba “adottabile”. V. sta bene, è una bimba allegra e socievole, abituata a stare in mezzo alla gente, affettuosa, molto affettuosa, alla ricerca sempre di un contatto fisico, un abbraccio. Nel corso del mese di marzo si trova il giusto “accoppiamento” bimba-genitori adottivi; il giudice invita i neo genitori a portar via V. dalla casa famiglia in tempi brevi (con un decreto di collocamento definitivo): I neo genitori iniziano a conoscere la bimba, a prendere confidenza con lei, con il suo mondo e con la sua vita. Allo stesso tempo V. familiarizza con i genitori adottivi, la nuova casa, il nuovo e sconosciuto mondo. Inizia a chiamarli mamma e papà, a riconoscere in ascensore il numero del piano di “casa nostra”, gioca serena con gli zii ed i nonni acquisiti. Passa le prime notti nella nuova casa, prima una sola notte, poi due, poi tre; si addormenta tranquilla e dorme fino al mattino seguente. Certo è emozionata e talvolta nervosa: il suo mondo sta cambiando, chi non lo sarebbe? Dopo circa 40 giorni, il trasferimento della bimba è ufficiale e completato, la mamma entra in maternità, in caso di adozione spettano 3 mesi (come il post parto). Le suore responsabili della casa famiglia ritengono che i tempi siano prematuri, ma i neo genitori forti della lettera ufficiale del giudice, euforici ed ingenui per poca esperienza, portano V. nella nuova casa. La bimba va qualche giorno all’asilo presso la casa famiglia, fa la festa di fine anno come concordato, gioca tranquilla nella nuova casa con i genitori adottivi, appare serena come tutti i bimbi di 3 anni. Il giudice dogato (un giudice superiore rispetto a colui che ha dato la bimba in adozione) convoca i genitori adottivi: i tempi di affiancamento sono stati troppo corti, la vostra adozione è a rischio. Tempo di una settimana arriva la comunicazione ufficiale di riportare la bambina in casa famiglia. I genitori presentano ricorso in corte di appello e dopo 4 mesi vincono in Corte di Appello e la “palla” passa nuovamente al Tribunale dei Minorenni di Roma.
Il TDM di Roma scrive che prendono atto della decisione della Corte di Appello ma la bambina ,che sta frequentando un’altra famiglia rimane e rimarrà questa famiglia.
25/04/08 alle 9:40 |
Carissimi, leggendo il vostro post credo di aver capito chi siete e, nel rispetto della vostra riservatezza, vorrei lasciarvi la mia e-mail: avv.d_scarciglia@email.it
Sarei veramente felice e grata, se mi deste l’opportunità di avere con voi un contatto privato: vorrei poter fare qualcosa per voi e, per quanto ora possa sembrarvi paradossale, credo che anche voi possiate fare molto per tante famiglie come le nostre.
Vi aspetto. Grazie!
Con tanto affetto,
Daria
22/05/08 alle 18:08 |
Ciao a tutti… io e mia moglie ci stavamo pensando… ma il solo pensiero di dover passare x tribunali… e vicende tipo quella che ho letto poco su… mi sta passando la poesia…
e poi ci sono dei tempi lunghi… troppo lunghi…
mahh… vedremo… domani sera abbiamo un’incontro con una coppia che lo ha fatto e voglio sentire da loro com’è stata la vicenda…
continuero a leggervi
ciao Marco
24/05/08 alle 18:59 |
Ciao Marco, non pensateci troppo, buttatevi verso un sogno, poi il sogno arriverà quando lo terrete in braccio!
L’adozione è una lunga lunga strada, a volte può sembrare dura, altre vi verrà voglia di ollare tutto, ma oggi che sono mamma adottiva capisco che questo è un percorso che serve…
E’ una cosa meravigliosa ciò che sto vivendo, sono ormai 2 anni che il mio bimbo è con noi, e credo che sia la favola più bella del mondo… una favola vera.
27/05/09 alle 9:44 |
Ma lascia perdere se avete più di 40 per Milano o siete vicino alla fossa o dovete accettare solo ragazzi dai 8 anni in su dopo aver frequentato corsi asl dove non spiegano molto sull’adozione ma sugggeriscono poi agli operatori e al giudice i tuoi lati deboli per non darti il decreto. e on importa se tu hai dedicato 4 pomeriggi di lavoro ehai speso soldi in libri e in incontri sul tema saluti
25/05/08 alle 12:03 |
Salve a tutti …
Io e mio marito staimo preparando la documentazione per adottare in Russia.
Ci piacerebbe tanto poter conoscere qualche esperienza di chi ha già percorso questo cammino e magari ha già conosciuto il proprio bambino…
La fase in cui stiamo vivendo è solo piena di dubbi, incertezze e tante paure…
27/05/08 alle 21:54 |
ciao ho 32 anni mio marito ne ha 34,abbiamo fatto solo una domanda nazionale,solo per un fattore economici, nel maggio 2009 scade,e non e successo niente.
potete darci un consiglio?non ci manca niente soprattutto l’ AMORE.
il mio e mail è : lilianalibergolis@gmail.it.
grazie ciao
28/05/08 alle 18:20 |
Ciao Liliana. Che dirti?
Le adozioni nazionali sono limitate rispetto alla richiesta ed inoltre non viene data ufficialmente alcuna indicazione sulla abilitazione o meno acquisita: l’unica cosa che si sa per certo e` che la possibilita` di essere abbinati ad un bimbo scade entro il determinato lasso temporale.
Quello che posso consigliarvi e` di presentare la domanda di adozione nazionale in piu` Tribunali dei Minori, in modo da aumentare le probabilita` di essere abbinati.
Infine, anche se in generale le spese da sostenere per una adozione internazionale sono tutt’altro che irrisorie, penso che non dobbiate escludere a priori una apertura a questa ulteriore forma di adozione: le spese per l’adozione in alcuni Paesi (es. Etiopia) sono minori e so, per sentito dire, che esistono forme di finanziamento apposite per le spese che una coppia deve sostenere per una adozione internazionale. Tenete conto inoltre che il 50% delle spese puo` poi essere dedotto nel 730.
Insomma … non datevi per vinti anche se questa domanda dovesse scadere!
… mi dici che hai 32 anni … pensa che noi abbiamo adottato nostra figlia a 45!!!
A presto
Enzo
31/05/08 alle 17:17 |
messaggio per liliana: ciao noi siamo riusciti nell’adozione nazionale…abbiamo fatto domanda nel 94 e abbiamo dovuto rifarla 3 volte…coraggio!
le nostre motivazioni verso la decisione di un’adozione nazionale erano riferite al fatto che noi avevamo il desiderio di un bambino grande (fino all’età della nostra prima figlia)…comunque nel 98 è arrivata la nostra seconda!
10/06/08 alle 23:26 |
Ciao sono una ragazza brasiliana che risiede in Italia da molti anni e da alcuni lavora per un’associazione che si occupa di intercultura nelle scuole. In questo momento aiuto un bimbo del mio paese ad inserirsi ed superare i suoi numerosi traumi. Non sono una esperta nel campo, ma conosco molto bene la realtà del mio Paese,so le difficoltà che inducono le nuove famiglie ad abbandonare i nuovi figli e le problematiche che esse comportano. Vorrei poter aiutare altre famiglie in questo difficile percorso, anche perche mi dispiace sapere che molti dei fallimenti registrati di bambini restituiti sono a maggior parte riguardanti a bambini brasiliani. Spero di essevi stata di aiuto. la mia mail è micadeoliveira@yahoo.it
4/07/08 alle 18:44 |
Ciao, e’ la prioma volta che scrivo anche se mi e’ capitato spesso di entrare nel sito e leggere storie e commenti da parte di tutti voi.
Dopo diversi tentativi falliti di gravidanza io e mio marito stiamo pensanso ormai da un po’ di tempo all’adozione. Siamo ancora molto indecisi e spauriti perche’, leggendo le vostre storie, so che e’ un percorso lungo e a volte doloroso che ci spaventa un po’.
La cosa che mi preoccupa di piu’ e’ che per una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui, ci stiamo avvicinando a questa decisione in eta’ piuttosto “avanzata” , 48 anni lui, 44 io e, sebbene siamo ancora per poco entro i limiti massimi di eta’ previsti dalla legge, so che quasi sicuramente ci potrebbero assegnare un bimbo gia’ grandicello e questo mi spaventa un po’…
Mi ha un po’ incoraggiato leggere che Enzo ha adottato a 45 anni, forse davvero non e’ troppo tardi??
Comunque ci siamo dati come limite di tempo la fine dell’estate e po probabilemte partiremo!!! Speriamo bene!!
A presto
16/07/08 alle 18:28 |
cara maddalena
quando ho adottato le mie bambine avevo 33 anni e mio marito 37( loro avevano 8 e 9 anni); ci hanno preso tutti per pazzi…. lo so che può spaventare l’idea di bambini “grandi” , per me è stata un’esperienza assolutamente positiva non priva di difficoltà ma appagante e piena d’amore. attualmente le mie figlie hanno 12 e 13 anni e non le cambierei con nessun bebè del mondo; sono una mamma orgogliosa ed innamorata e ritengo che chi adotta bambini piccoli sia un vero eroe, perchè quello è veramente un cammino tutto in salita ed a me e mio marito spaventava un po’l'idea ….con le mie figlie è stato più semplice perchè abbiamo iniziato la nostra vita insieme con una maggior consapevolezza per tutti .
i bambini adottivi portano in se ferite che con il tempo e l’amore diventeranno ciccatrici, ma resteranno per sempre sia per i piccoli che per i grandi.
non preoccuparti troppo, vivi il momento e pensa che da qualche parte ce tuo figlio che aspetta la sua mamma.
in bocca al lupo . simona
19/07/08 alle 21:55 |
Scusate, mi chiamo Patrizia ed ho 47 anni. Moi marito ne ha 42 ed abbiamo presentato domanda di adozione nazionale presso il tribunale dei minori di Torino, da un commento letto vedo che si possono presentare domande anche in più tribunali: quindi se ho capito bene è lecito rivolgersi anche un altre regioni o province? Valgono i colloqui con le as e psicologi già effettuati o bisogna sottoporsi ad altri colloqui nella regione o provincia in cui si presentano altre domande? Questo lo chiedo xchè il rapporto con i nostri as e psicologo è stato parecchio devastante…
Grazie Patrizia
21/07/08 alle 13:44 |
So di persone che hanno fatto la domanda in piu` Tribunali dei Minori per l’adozione nazionale (non ovviamente per quella internazionale). Non so dirti tuttavia se sia necesario o meno sottoporsi ad ulteriori incontri con psicologi & C. Penso che la cosa migliore sia telefonare ad un altro TdM e chiedere personalmente. Spero che ci siano altri contributi a tale proposito, magari di coppie che hanno gia` sperimentato questa opportunita`.
21/07/08 alle 18:07 |
ciao, io e mio marito abbiamo appena presentato domanda di adozione: nazionale ed internazionale. Non è stata una scelta facile e prima di procedere abbiamo chiesto supporto a persone che lavorano nell’ambito delle adozioni.
Ci consigliavano, se volevamo procedere solo con la nazionale, di presentare la documentazione in diversi tribunali, non ci sono limiti. Anzi, è molto più facile (se così si pò dire di un’adozione) che il tribunale non della tua provincia, dia priorità alle domande esterne.
in bocca al lupo
Maria
4/08/08 alle 11:47 |
Su suggerimento di Enzo (che ringrazio) pubblico qui la mail che ho cercato di inviare (la casella risulta piena, forse non è più utilizzata) al sig. Mario Abrate di cui ho letto la storia nel sito “adozioni(più)giuste”.
ritengo che potrebbe essere uno spunto di discussione per tutti.
“Buongiorno.
Stavo leggendo le storie di adozione sul sito “adozionipiùgiuste”. Ho cominciato a leggere la sua storia quando sono arrivata alla frase seguente
L’unica possibilità indicataci fu l’inseminazione eterologa, fatta cioè utilizzando un seme maschile preso da una banca apposita che sta addirittura in Svizzera.
Probabilmente sarebbe venuto fuori anche alto e biondo, ma non eravamo molto convinti ed anche moralmente, soprattutto mia moglie, avevamo qualcosa da eccepire.
… non sono riuscita ad andare oltre.
Ci stiamo apprestando a dare la nostra disponibilità all’adozione, come nei nostri progetti di vita da tempi non sospetti, dopo aver avuto due gemelli con un’inseminazione eterologa. Due bambini che sono la nostra gioia ogni momento. Sono la cosa migliore che io e il loro padre abbiamo fatto nelle nostre vite.
Non dubito che ci sia chi ha riserve morali sull’inseminazione eterologa, anche se faccio fatica a capirle. Quello che mi stupisce è che qualcuno che si accosta all’adozione e che a mio parere dovrebbe essere mediamente più accogliente e rispettoso delle “diversità” di ogni tipo, esprima questo genere di giudizi, irrispettosi, trovo, di chi ha fatto scelte diverse.
Ai nostri bambini da quando sono nati abbiamo raccontato la loro storia. Mi chiedo cosa penserebbero, un domani, se capitasse loro di leggere il suo scritto. Forse che il fratellino/sorellina (speriamo) hanno una storia moralmente non eccepibile, al contrario della loro?
Il mio è solo un invito a riflettere.
Cordiali saluti
Raffa
”
P.S.
cerco inoltre qualcuno che abbia avuto esperienze affini alla nostra, per confrontarci.
grazie
21/08/08 alle 11:14 |
sto compilando una tesi sul diritto delle persone disabili alla genitorialità. mi occorrono dati sulle adozioni da parte di genitori disabili, quante in Italia, se difficili, esperienze dirette. Ringrazio che mi può rispondere. Lucia (lsciuto@ausilioteca.org)
4/09/08 alle 11:50 |
Ciao a tutti!
io e mio marito siamo diventati genitori nel 2000 di uno splendido bambino.
il nostro “cucciolo” , come amiamo chiamarlo. aveva 17 giorni quando lo abbiamo conosciuto e stretto tra le braccia.
il nostro percorso di adozione è stato molto bello: la psicologa e l’assistente sociale che ci hanno seguito sono state persone sensibili e piene di ottimismo e tutte e due, alla fine dell’iter , hanno tenuto a precisare di quanto eravamo stati ben disposti a parlare di noi, a raccontarci, a confrontarci a commuoverci fino alle lacrime , ricordando l’infanzia a volte un po’ difficile e dolorosa di mio marito che ha perso entrambi i genitori. eravamo aperti e lo siamo tuttora a raccontare di noi, con molta serenità .
noi abbiamo sempre desiderato adottare un bambino , ne abbiamo parlato fin dagli anni di fidanzamento e dopo qualche anno di matrimonio abbiamo intrapreso questo stupendo cammino, senza stare a preoccuparci se avevamo problemi a procreare, a noi non è mai interessato. un figlio è un figlio, non esiste il figlio adottivo ed il figlio naturale, biologico o che dir si voglia e soprattutto non esistono due mamme e due papà (questo è il nostro pensiero, ovviamente)!
ora nella nostra vita c’è questo meraviglioso ragazzino di 8 anni che ci riempie la vita di gioia, di soddisfazioni e di orgoglio.
da sempre gli abbiamo raccontato la nostra storia, fin da quando era piccolissimo, facendola sembrare anche una bella favola, e perchè no? domando io !
ho persino scritto un diario, che ogni tanto leggiamo insieme. ci sono domande “pesanti” del tipo: “mamma, ma quella signora quando sono nato non mi voleva?” oppure “papà ma se quella signora ha avuto degli altri figli, vuol dire che io ho dei fratelli…” “mamma lo sai che un mio compagno mi ha chiesto se mi avete comprato al supermercato!”
sta a noi genitori, spiegare , senza timore, la realtà delle nostre vite e anche ringraziare il cielo per questo splendido incontro a tre anime ….
ah dimenticavo di dire che la nostra è stata una adozione nazionale e che mentre telefonavo all’assistente sociale per il primo incontro , molto probabilmente il mio bambino veniva concepito….. nove mesi dopo era a casa!
il giudice, il giorno che ci ha detto che eravamo genitori di uno splendido maschietto , nello stringermi la mano mi ha detto: “congratulazioni signora, ha avuto una gravidanza a termine!”
scusate se ho fatto qualche strafalcione… sono in ufficio e ho pochissimo tempo, magari nei prossimi giorni ci risentiamo. sono felice di avervi “conosciuti” .
a presto, assunta
9/09/08 alle 13:53 |
ciao a tuti sono una mamma di un bimbo di 4 anni avuto con mio marito.
purtroppo durante l’allattamento sono stata operata di tumore al seno e questo mi ha un pò stroncato le gambe nel volerci riprovare,……………ma il mio senso materno è troppo grande e sia io che mio marito vorremmo allargarci e anche il nostro cucciolo esprime il desiderio di avere un fratellino.
mi piacerebbe parlare con persone che avendo già un figlio naturale hanno intrapreso questa avventura.
grazie
19/09/08 alle 22:10 |
sono ormai 10 mesi che F. è arrivata a casa ns. Ha 10 anni, di cui 5 passati in un istituto ucraino, dal quale ha portato con sè tuttele nefandezze possibili.Sin dall
inizio della ns storia non ci ha mai veramente “scelto”: saluti frettolosi, lo sguardo al sacchetto con i regali …e poi la fuga dalle altre famiglie adottive. Sostiene che doveva essere adottata da una famiglia americana il mese successivo al nostro arrivo.Nessuna forzatura: lei avevadeciso di vedere l’Italia.
Da subito abbiamo capito che mancava una motivazione affettiva:il mondo che stava al di là della porta di casa era bello,gioioso, migliore di noi.Dopo 10 mesi siamo distrutti,devastati psicologicamente e affettivamente.In casa c’è un altro minore( biologico) qs coetaneo di F. affranto,deluso,rifiutato……Alla neuropsichiatra dichiara “loro mi danno tutto ma io non voglio una famiglia normale in cui io risulto figlia unica”……..stiamo pensando all’allontanamento………………………
19/09/08 alle 22:20 |
C’è un errore di battitura nel messaggio precedente: F. vuole una famiglia normale in cui risultare figlia unica. E’ difficile adottare un bambino quando in famiglia c’è un figlio biologico. E’ grande lo stress e la tensione da affrontare. Per un nostro sogno di maternita’mettiamo a repentaglio l’equilibrio di un essere indifeso, che all’improvviso deve scontrarsi con una realta’ dolorosa e difficilissima che sommerge e devasta ogni cosa, anche se solida,stabile e collaudata
20/09/08 alle 21:10 |
per cina: ciao, il 12 gennaio ti avevo lasciato un messaggio con la nostra esperienza…speravo di poterti dare un pò di conforto…è dura ma spero tanto che tu non perda la speranza…a presto
21/09/08 alle 15:51 |
F. si sente troppo “grande” per aver bisogno di una famiglia a cui appoggiarsi.Non vuole relazionarsi con nessuno di noi: trascorre le sue giornata in camera o in taverna oppure davanti alla tv.I tentativi di fuga sono continui e ricerca esperienze che la portano sempre fuori casa. Abbiamo scoperto che in istituto è stata abusata da alcune compagne….Appena arrivata aveva atteggiamenti apertamenti morbosi con me -durati 4 mesi-,poi, rivolti alla grande,a una sua amica e…”So che sono cose sbagliate ma a me piacciono”:qst è qll che dice quando le spieghiamo che tt ciò è sbagliato.All’oratorio qst’estate sono stata fermata dalla suora che mi ha chiesto di allontanarla per un po ‘ di giorni perchè “aveva atteggiamenti imbarazzanti con un ragazzo di 15 anni”. Ieri sera F. lo ha incontrato di nuovo e si è nascosta con lui in mezzo agli alberi…quando l’abbiamo ritrovata aveva un sorriso imbarazzato e felice sulla faccia….E’ spesso violenta con noi: a un no giusto e tranquillo reagisce con crisi isteriche che durano ore ( mi ammazzano. Aiutatemi. Non mi fanno mangiare, non mi fanno bere.Vi ammazzo…….) Fisicamente è una bambina ma ha in testa uno sviluppo che ci spaventa. I servizi sociali hanno lavorato poco e in modo approssimativo e non ci sono stati di aiuto. Sostengono che è un caso difficile e temporeggiano: la neuropsichiatra che l’ha incontrata per 2 mesi qst’estate ancora ci deve comunicare la valutazione dei test………Amelia grazie per la tua esperienza ma, come puoi leggere non esiste nessuna relazione tra di noi.La bambina desidera vivere da sola.Ormai durante la settimana resta a scuola fino alle 18 e le poche ore serali insieme sono pesantissime e tese…non ti dico il sabato e la domenica
21/09/08 alle 23:31 |
Tutto per Noi inizia nell’agosto del 2006, quando riceviamo l’attesa idoneità.
Quell’ultimo colloquio con il giudice del tbm ci fa riflettere tanto e ci conduce senza trascinare con noi incertezze, verso l’adozione Nazionale.
…”Signora sono poche le coppie che arrivano qui con relazioni così belle, voi siete una coppia che certamente prima o poi avrete un bambino, e solo questione di tempo,… 4,5 anni dovete avere pazienza ma arriverà”.
Queste furono le parole del giudice, usciti dal tbm io e mio marito ci guardammo e con un sorriso ci siamo detti “come va va”, siamo entrambi dell’idea che è inammissibile entrare dentro un sistema per lo più corrotto ed estremamente struggente come quello dell’adozione internazionale, e per lo più andare e scegliere un bambino quasi come fossero pacchi (o almeno questo è quello che parecchi raccontavano a noi) messi in fila ed avere il coraggio di dire tu si e tu quindi no.
Ci siamo detti che per noi era impossibile mettersi sulle spalle un mutuo per avere a disposizione quelle 40/50 mila euro di cui parecchi dicono di aver uscito, per poi non ritrovarsi nemmeno i soldi per dare da mangiare al bambino.
NO non era quello il percorso che desideravamo percorrere.
Avevamo la certezza della serietà, data l’esperienza diretta di amici, di un associazione di suore indiane che però ci disssero che non avrebbero accettato richieste per 3 anni, quindi non ci sentimmo di andare incontro a quanto sopra descritto scegliendo altre asociazioni.
Così visto che il tempo da far passare era lungo, decidemmo di comprare un camper con il quale occupare il nostro tempo in attesa di quel grande giorno che certamente sarebbe arrivato.
Una mattina di questo agosto a casa nostra arriva una telefonata del tbm, dicono di presentarci e appena arrivati scopriamo di essere una fra le 30 coppie scelte per una bimba di soli 16 giorni, “Dovete ritenervi fortunati” ci dicono, “Perchè siete stati scelti fra 350 coppie”.
Bhe arrivare secondi non serve a nulla ci siamo detti e uscendo da li eravamo arrabiati e non capivamo perchè fosse stato necessario contattarne 30 di coppie, lasciando l’amaro in bocca a ben 29 coppie.
Al rientro un pò sognavamo, sarebbe stato bellissimo raccontare ad amici e parenti che succedeva a noi e con la consapevolezza che tutto funzionasse in modo pulito e candido.
Ma subito con i piedi per terra ci dicevamo che 30 coppie erano davvero tante ed era difficile pensare a noi.
Ed invece oggi sono qui a raccontarvi che soltanto dopo due giorni a casa nostra arriva una telefonata del tbm che ci comunica di essere stati scelti e di andare a prendere la piccola l’indomani.
Adesso la mia farfallina dorme ed io qui con il cuore alla gola piena di felicità a raccontarvi il nostro miracolo e soprattutto a testimoniare che finalmente per una volta possiamo gridare grazie ad un sistema che ha funzionato correttamente e per nulla corrotto.
22/09/08 alle 12:31 |
…..deduco dalle vostre risposte che dovrei lasciar perder,….anche perchè ho un bimbo molto sensibile…..
22/09/08 alle 17:05 |
E’ un terno all’otto in cui devi tener conto di troppe incognite…….mia figlia ha e sta soffrendo moltissimo.Ha passato fasi alterne di depressione perchè rifiutata, di rabbia per un desiderio infranto, di dolore perchè maltrattata da chi lei ha sempre amato……….però non è sempre così…………………………..
1/10/08 alle 12:04 |
Ciao, sono mamma da un anno di due splendidi bambini italiani di 8 e 3 anni. Ho scoperto questo sito da un mese circa ed ho letto con attenzione tutte le esperienze da voi raccontate, e non vi nascondo che ho riflettuto davvero tanto, ma così tanto da non dormirci, e sapete perchè? Ero terrorizzata che mi sfuggisse qualcosa riguardo ai miei figli. Sono dei bambini tranquillissimi (anche se molto vivaci!) e non ho avuto nessun tipo di problema nell’inserimento sia in famiglia che a scuola. Vi sto parlando di un bambino che all’arrivo a casa nostra aveva già 7 anni e 1/2 ed era vissuto con la mamma biologica quasi 7 anni vivendo realtà di droga inverosimili. Sono stata molto fortunata perchè nella casa famiglia dove erano collocati provvisoriamente hanno avuto molta cura di loro. Il piccolo inizialmente ha avuto incubi notturni non facendoci dormire per mesi ma adesso è storia passata. I nostri cuccioli (è così che il piccolino definisce lui ed il fratellino grande) sono dei bambini serenissimi e non abbiamo avuto mai bisogno di aiuti dai servizi sociali e psicologi. Questa è stata per qualche giorno la mia ansia: quella di non accorgermi di qualche problema, ma ho focalizzato e ora sono di nuovo tranquilla. L’adozione non è certo una passeggiata, e anche per noi è molto dura, bisogna avere dentro una forza superore, qualcosa di GRANDE per intraprendere questa strada buia e tortuosa, la mia non è certo presunzione ma è certezza. L’adozione nazionale non è certo semplice, ma la mia caparbietà mi ha aiutata davvero tanto, diciamo che è stata determinante. Abbiamo iniziato con la preparazione della documentazione per la domanda di adozione a settembre e quindi la consegna al Tribunale dei minori di Napoli a DICEMBRE 2004. L’idoneità l’abbiamo avuta a giugno del 2005, dopo ben 6 mesi! Ho dovuto cercare da me lo psicologo, dato che la prima dottoressa che avevamo fatto il primo colloquio aveva dato le dimissioni, ho telefonato quotidianamente l’assistente sociale di venire a casa al più presto per la relazione, (poi sono andata direttamente a prelevarlo aspettandolo sulla porta dell’ufficio e l’ho trascinato a casa) e tanto altro ancora per concludere dopo 6 mesi. Poi dopo visite mensili al Tribunale il primo anno, poi quelle quindicinali il secondo anno e quelle settimanali per altri 6 mesi ci hanno chiamato per l’abbinamento a luglio 2007. Ad ottobre i nostri bambini sono venuti a casa. Ora sono ancora in affido, ma l’iter per l’adozione nazionale è questo. Aspettiamo l’adozione definitiva, ma siamo molto tranquilli, dato che i bambini non hanno neanche più il rischio giuridico. Molto sommariamente questa è la nostra storia, la nostra avventura comincia. Felice e speranzosa auguro tanta forza e coraggio a chi inizia questo meraviglioso percorso. Genitori si diventa!
1/10/08 alle 12:54 |
Cara Simona,
scusa se ti rispondo solo adesso, ma non riesco a frequentare il sito con regolarita’.
Voglio solo ringraziarti tanto per avermi raccontato la tua esperienza.
Mi hai incoraggiato e soprattutto sei stata la prima persona che mi ha parlato di mio figlio come se fosse gia’ qualcosa di vivo, presente e palpitante nella mia vita.
Finora tutte le persone che mi parlavano di adozione lo definivano, bambino adottivo o
peggio ancora minore, ma figlio e’ qualcosa che va al di la’ di concetti biologici o legali.
Quando ho letto questa piccola parola magica ho sentito il cuore che faceva le capriole!!
Come avevo gia’ scritto nel primo intervento, al rientro delle ferie io e mio marito
siamo andati in tdm per ritirare i moduli e adesso stiamo preparando tutti i doumenti.
Nel frattempo ho contattato i servizi sociali del mio Comune e mi hanno caldamente consigliato di frequentare un cosro pre-adottivo ancora prima di iniziare tutti i colloqui.
E qui arrivo al punto: navigando in internet ho scoperto che ci sono moltissime Associazioni che propongono questi corsi che di solito durano un week end oppure 3/4 sere infrasettimanali, i costi variano tantissimo da un all’altra e l’assistente sociale con cui ho parlato non mi ha indirizzato particolarmente.
Qualcuno di voi puo’ darmi un’idea? Io abito vicino a Milano ma sarei disposta anche a spostarmi un pochino (magari zona Bergamo-Como-Varese) tanto piu’ che gli incontri , almeno in questa fase, non sono molti.
Vi ringrazio tutti e ancora grazie e te Simona per le belle parole che mi hai regalato!!
a presto
1/10/08 alle 16:33 |
ciao a tutti!
E’ la prima volta che vi scrivo ma è da tanto che leggo i vostri messaggi. con molto interesse, perchè sinceri e realistici.
rispondo a Maddalena per dirle che anch’io sto preparando i doc. da presentare al tribunale di Milano e ho frequentato il corso che organizza l’ANFAA(tel. 02.4985528 – cell. 3383200344). Ci siamo trovati molto bene ed è davvero utile.
se ti va possiamo sentirci per scambiarci qualche consiglio.
Ciao Federica
4/10/08 alle 20:56 |
ciao a tutti!Io e mio marito abbiamo presentato domanda di adozione sia nazionale che internazionale nel 2004 dopo quasi due anni finalmente è arrivata l’idoneità e abbiamo dato l’incarico a un ente e siamo in attesa di abbinamento.Non vi nego che in questi 4 anni abbiamo avuto momenti difficili soprattutto quando sentiamo parlare di adozioni non andate bene.Questa attesa mi stà logorando nonostante sono molto impegnata con il lavoro penso sempre a come sarà il nostro bambino e soprattutto se lui ci accetterà come genitori.
7/10/08 alle 19:38 |
Ciao a tutti!!!
vorrei ringraziare tanto Federica per la segnalaizone dell’ANFAA. In effetti era uno degli Enti che avevo trovato in Internet e gia’ dal sito mi sembrava piuttosto serio.
A maggior ragione, vista la tua segnalazione, lo contattero’ per avere informazioni.
Se ti va, possiamo sentirci ancora attraverso il blog, oppure puoi lasciarmi una tua mail per scriverci in privato. grazie ancora e in bocca al lupo anche a te!!!
Al momento in cui scrivo stiamo ancora raccogliendo tutti i documenti per poi presentare la domanda.
Speriamo bene, perche’ stiamo trovando qualche piccola difficolta’ proprio in famiglia perche’ le nostre mamme (gli unici genitori che cio restano…purtroppo) sono un po’ perplesse.
E’ vero che sono piuttosto anziane e qualche resistenza la possiamo ben comprendere ma speriamo di riuscire a convincerle senza troppe difficolta’.
Settimana prossima avremo una riunione di famiglia e spero vada tutto bene.
In caso contrario andremo avanti lo stesso!!
Ho letto che alcuni Tribunali sono abbastanza elastici su questo punto e spero che quello di Milano sia cosi’.
Ciao a tutti!!!
8/10/08 alle 13:07 |
ciao a tutti!!
continuerò a scrivere sul blog per condividere con tutti la mia esperienza.
ho però pensato che con Maddalena ci potrebbe essere un confronto diverso perchè siamo entrambe all’inizio del percorso.
al momento ho preparato tutti i documenti e spero di consegnarli in trib. la prox settimana….vi farò saperE!!!
ciao a tutti…
il mio indirizzo email è : federicapelella@libero.it
15/10/08 alle 9:40 |
Salve, leggo con un sorriso Federica e Maddalena e colgo in loro il mio entusiasmo di qualche tempo fà, questo vi aiuterà tanto e il mio consiglio è di non farvi sopraffare mai dai dubbi e dalle incertezze, non vi soffermate troppo sui problemi futuri, ascoltare le esperienze conta molto e bisogna sempre restare con i piedi a terra, ma l’entusiasmo e (ripeto con fermezza) la CAPARBIETA’, vi aiuteranno tanto. Non aspettate MAI che vi vengano a chiamare a casa, fatevi sempre avanti voi, il tdm deve diventare quasi la vs casa, anche se avete un lavoro (anche io e mio marito lavoriamo) organizzatevi! E’ importante e fondamentale, provate l’adozione nazionale e non vi fossilizzate solo per l’internazionale, ci potete riuscire perchè ci sono riuscita anche io (vedi sopra 01/10/08) dopo solo 2 anni e 1/2, SENZA CONOSCENZE come qualcuno ha creduto: QUELLE non devono assolutamente esistere! Per quanto riguarda i corsi io ne ho frequentato uno organizzato dall’ASL della mia provincia ed è stato veramente importante, organizzato benissimo, informatevi anche voi alle ASL agli uffici adozioni e affidi. Vi auguro un forte in bocca al lupo e fateci sapere!
15/10/08 alle 19:22 |
Ciao a tutti!!
grazie a te Gaia per la testimonianza che hai lasciato.
All’inizio del percorso quando ci sono ancora tanti dubbi e’ fondamentale il confronto con qualcuno che ci e’ gia’ passato! E’ un sostegno prezioso che regala ottimismo!
Credo che piantero’ una tenda davanti al tdm, probabilmente li prendero’ per sfinimento!!! Nazionale, Internazionale e se non bastasse anche Extraterrestre!!!
Scherzi a parte e nonostante il fardello di paure che mi porto appresso credo e spero tanto che tutto vada bene! Vi terro’ informati!
E grazie ancora a te Federica per il tuo sostegno, ti ho scritto in privato e mi farebbe piacere condividere opinioni e speranze durante questo lungo viaggio.
IN CARROZZA, SI PARTE!!
Ciao a tutti!!
22/10/08 alle 17:55 |
salve a tutti, oggi io e mio marito 40 e 47 anni, abbiamo fatto domanda 4 anni fa siamo stati convocati in tdm oggi e ci hanno proposto una bambina di 12 anni
con adozione aperta, in primo momento eravamo entusiasti e abbiamo subito confermato la ns dispon. anche se nel nostro cuore abbiamo sempre sperato in
bimbi piu piccoli, questa decisione di accettare e’ stata presa perche’ abbiamo
fatto esperienze di affido anche temporanee con piccoli e grandi. pero’ ora ho un
forte dubbio e paura. a parte poi che che comunque il magistrato si e’ riservato
di decidere perche’ eravamo numerose coppie.
vorrei sapere da altri se e’ normale questa mia paura. secondo voi e’ fondata?
vi prego rispondetemi ho bisogno di confrontarmi con altri.
mi sento molto male quando sento di adozioni di bambini molto piccoli a coppie
“mature”,
esistono comunque difficolta’ anche con bambini piccoli?
ciao
23/10/08 alle 9:25 |
Ciao Monica.
Sicuramente esistono potenziali problemi, fin da subito, anche con bambini relativamente piccoli, … noi li abbiamo avuti ed aveva “solo” 3 anni e mezzo. Sicuramente, in generale, piu` hanno avuto tempo di maturare esperienze negative, piu` la adozione puo` presentare problematiche.
Mi sentirei comunque di dire che quasi mai una adozione non presenta alcun problema e non e` assolutamente detto che le difficolta` siano proporzionali all’eta` in cui viene adottato il bimbo.
Sicuramente ci vuole del coraggio ad adottare , cosi` come d’altra parte anche ad avere coscienziosamente un figlio naturale!
Ciao
Enzo
23/11/08 alle 21:53 |
Noi siamo una coppia di 42 e 45 anni e da 6 anni abbiamo adottato un bambino Etiope e quest’anno siamo ritornati ad Addis Ababa per adottare una bimba di 2 anni e mezzo, premetto che noi abitiamo in Svizzera e che non abbiamo riscontrato nessun problema per l’idoneità, per il primo bimbo che aveva un anno quando è arrivato abbiamo atteso 6 mesi e per la bimba in tutto in un anno ce l’abbiamo fatta, volevo solo notare che da voi ci sono poche adozioni internazionali. Noi non avremmo potuto fare un’adozione nazionale perchè in Svizzera non ci sono molte possibilità e il tempo d’attesa arriva anche ai 10 anni. Allora ci siamo lanciati e siamo finiti in Africa all’inizio avevamo pensato all’America latina ma poi iniziando la preparazione dei documenti ci siamo resi conto che per il Brasile la Columbia ecc non importava chi eravamo ma qquanto avevamo cosî abbiamo optato per l’africa dove siamo stati trattati da re anche perchè l’intermediario è molto pratico e competente. La prima volta siamo approdati in un paese poverissimo non c’era niente e quel poco che c’era per noi era difficile da accettare vista la situazione generale. Non potevamo neanche fare l’elemosina perchè ci saltavano addosso in 50 e non risolvevamo niente, la seconda volta dopo 6 anni abbiamo trovato un paese veramente rinnovato e con tanta voglia di mettersi al passo con il resto del mondo. I nostri figli sono fantastici perchè gli etiopi sono di colore ma hanno i lineamenti come i nostri molto fini rispetto a altri popoli, le donne poi sono bellissime , dicevo che sono figli fantastici io con il maschietto non ho perso neanche una notte di sonno, quando andiamo in albergo tutti ci chiedono come facciamo a far star seduto i nostri figli anche un ora a pranzo o cena, semplicemente loro adorano mangiare e si ricordano perfettamente cosa significa non avere neinte nella pancia perchè certi ricordi sono fortissimi, cosî sono grandi nel mangiare e nel dormire ora il maschietto va anche a scuola e va anche bene anzi benissimo noi pensavamo che a scuola avrebbe fatto fatica perchè lui non sta mai fermo e invece gli è piaciuta subito la maestra e poi i compagni ecc anche perchè è un bambino molto simpatico e va d’accordo con tutti anche troppo tutti . La bimba invece è vivacissima e furbissima fa cose che il maschio non ha mai fatto o perlomeno quando dicevo no lui cambiava direzione e finita li lei no è tremenda in senso buono e veramente mi da filo da torcere a confronto delle altre ragazzine è molto servizievole e aiuta a fare tutto lei desidera partecipare. Siamo una famiglia felice e completa contentissima della scelta fatta.
19/12/08 alle 9:34 |
Buon Natale a tutti voi che leggete!
e che l’anno nuovo porti a tutti noi tanta gioia e serenità !
Assunta
24/02/09 alle 20:06 |
Siamo una coppia di 45 anni che si trova a dover dato mandato ed l’ente ha proposto la Russia e ovviamente un bimbo grandicello. Dopo un anno 1/2 tra coloqui, incontri e confronti e oggi mi sento come se stessimo pe varcare una montagna insormontabile. Mi sento vecchia per un’esperienza che forse richiede piu’ energie di quelle che abbiamo. Sono un po’ affranta perché questa sera é come se tutto il mio egoismo stesse venendo a galla e così come la mia incapacità di prendermi carico di così tanta disperazione. Forse ho assorbito troppo durante questi continui incontri di sensibilizzazione ma sono piena di paure. Difficile cercare la risposta dentro di se e ancora più complesso capire cosa ascoltare.
Qualcuno a un consiglio da darmi?
2/03/09 alle 9:42 |
Io di anni ne ho 49 e l’esperienza di adozione di due maschi, italiani, è stata a dir poco terribile. L’inferno è cominciato nel 2003, quando con troppa sollecitudine da parte del tribunale mi furono affidati questi due ragazzi uno di nove anni quasi dieci e l’altro di tre. Quello grande ha passato questi sette anni a mettermi in croce, a cercare di farmi sbagliare qualcosa per poi rinfacciarmi di essere uguale alla madre naturale, una prostituta tossicodipendente, quindi non credo proprio di essere uguale a lei. Il piccolo, crescendo, mi ha dato enormi, incommensurabili problemi a scuola: è un pazzo, non sente ragioni, non riesce a stare un attimo fermo, ha serissimi problemi di comportamento e quindi di apprendimento. La mia esperienza è stata disastrosa, consiglio vivamente, se non sono arrivati i figli naturali, di dedicarsi alla coppia, al proprio marito e moglie, (il mio matrimonio è finito tra l’altro, perchè solo guerre e litigi hanno portato questi due ragazzi) ; consiglio di coltivare un hobby, di fare beneficenza, di fare giardinaggio di fondare un canile per cani randagi, qualsiasi cosa, ma di farsi i fatti propri, perchè non è il caso di ricercare la felicità, là dove non ci potrà essere mai.
2/03/09 alle 17:40 |
…mi dispiace tanto che la tua esperienza abbia portato dolore e sofferenza! effettivamente le adozioni nazionali riguardano quasi sempre (almeno per i bimbi grandi) casi difficili con storie particolarmente complicate da gestire. io ho 48 anni e la mia figlia adottiva ne ha 17 (è con noi dal 98 quando ne aveva 6 e mezzo). anche la nostra vita di coppia ha rischiato seriamente di naufragare (siamo stati aiutati da un ottimo psicologo per più di un anno) per i problemi connessi all’adozione. ultimamente la situazione si è anche aggravata per le “traversie” del suo fratello maggiore (un’adozione finita non troppo bene…) e anche la nostra figlia biologica (quasi 21 anni) ne risente…
ma ogni storia è una storia a sè e non si possono fare paragoni…volevo solo cercare di esserti vicina nella comprensione delle tue sofferenze! spero che tu e i tuoi figli possiate trovare quella serenità cui avete diritto! saluti cari
11/03/09 alle 11:55 |
E’ veramente angosciante quello che sto leggendo, e sinceramente ringrazio il cielo per quello che invece a me sta succedendo. Anche io sono la mamma di due maschietti che sono entrati nostra vita uno a 8 anni e l’altro a 2 e 1/2 con adoz. nazionale. Sono due bambini adorabili ed ormai sono due anni che sono con noi ma sembra che sono nati in casa nostra. Il grande sa benissimo che non sono come la sua mamma biologica (ugualmente come sopra prost. e tossica), proprio perchè è il motivo principale della loro seperazione, mi racconta spesso del suo passato e spesso mi dice che vorrebbe essere più piccolo come il fratellino per poter dimenticare tutto. Sono due bambini meravigliosi anche se vivacissimi e iper-attivi, ma questo glielo dobbiamo concedere. Si sono legati tantissimo e sono molto orgogliosa di loro, non avrei potuto desiderare di più dalla vita. Il primo ha avuto seri problemi a scuola, semplicemente perchè non c’era mai stato prima e quiondi trovandosi in terza elem. ha dovuto cominciare tutto daccapo, ma oggi nonostante qualche lacuna, mi dà tante soddisfazioni; il piccolo non sta un attimo fermo, neanche la notte, ma è di una solarità immensa e le maestre lo adorano. I miei figli sicuramente non sono paragonabili ad un hobby e tantomeno ad un “cane randagio”: i miei figli con tutte le loro problematiche sono un pezzo del mio cuore e della mia anima. Io e mio marito simo fieri di noi e di loro. Speriamo che la vita ci portertà tante cose belle anche se sappiamo già che ci sanno anche quelle brutte, ma abbiamo tanto coraggio e tanto ottimismo.
13/03/09 alle 0:21 |
é bello sentire che ci sono storie a lieto fine! non mi sento però di criticare anna: la sua sofferenza e il suo disagio sono tangibili e purtroppo ben poco possiamo fare noi genitori quando i nostri bambini hanno dentro di loro tanta sofferenza che spesso fanno fatica ad identificare…
una cosa posso dire ad anna: se tuo figlio ti mette così tanto alla prova, se tuo figlio ti dice tutte quelle cose forse è perchè sa che tu non lo abbandonerai mai…anche mia figlia mi ha detto frasi del genere (“sei peggio della mia madre di prima”…). negli ultimi mesi (ha quasi 17 anni) dopo aver finalmente trovato uno psicologo molto in gamba lei sta riuscendo a “riordinare” i cocci della sua vita…sta ricordando tantissimi episodi della sua infanzia che aveva rimosso ma che continuavano a darle reazioni simili a quelle di tuo figlio. sono episodi violenti e forti che piano piano sta “incastrando” al loro posto.
17/03/09 alle 12:59 |
La nostra storia più che a lieto fine è a “buon inizio”. Io non avevo nessuna intenzione di criticare Anna, anzi le sono molto vicina e solidale, ma a questo percorso bisogna essere molto preparati prima di intraprenderlo dato che esso non è il colmare l’assenza di un figlio naturale, ma quello di “dare” te stessa senza aspettarsi nulla in cambio, ad un bambino che alle spalle ha un bagaglio di sofferenze ed esperienze inverosimili, tanto per quanto riguarda un bimbo italiano,tanto quanto per uno straniero. Della mia esperienza ho dato solo un accenno, ma sicuramente i problemi ci sono e sono anche grossi, specialmente col bambino di 9 anni che ne ha vissuti 6 con una mamma che gli ha fatto vivere direttamente scene di droga e molto più, ma questo per me è nella normalità, la mia fortuna è stata quella di instaurare col bambino un dialogo molto intimo e lui ha una fiducia cieca di noi, e con noi si sente al sicuro e si sente bene, ha raggiunto, per dirla breve, la tranquillità. Il piccolo ormai non ricorda nulla del suo passato ma quando lo abbiamo accolto a casa era sempre agitatissimo e non ha dormito la notte (urlando e agitandosi in continuazione) per un anno. Lo abbiamo dovuto disintossicare da tranquillanti che prendeva in passato, ma oggi è un bambino normalissimo, anche se di una vivacità fuori dal normale, ma sempre gioioso ed entrambi sono simpaticissimi e solari. Ci sono tanti bambini al mondo che hanno bisogno di noi, ma proprio tanti, l’adozione non è colmare un vuoto, è DARE e basta, a tutte le coppie che ci stanno pensando, convincetevi di questo, ve lo dico col cuore in mano.
23/03/09 alle 17:51 |
saluti a tutti.
…scusate, è da un pò che non scrvo, ma come ben capirete è stato un periodo un tantino stressante.
Con mio marito abbiamo terminato i colloqui più di un mese fa.
Ad oggi(siamo a 5 mesi) però ancora non siamo stati contattati per la lettura della relazione.
Qualcuno mi potrebbe dire se è normale e quanto dobbiamo aspettare. Se è il caso di chiedere info…?
grazie a presto
24/03/09 alle 11:51 |
Ciao Federica, 5 mesi sono nella norma, anzi…Per la lettura della relazione non so’ se c’è una prassi particolare, io ricordo che le nostre le abbiamo lette nel momento in cui sia l’assistente sociale che la psicologa e quindi la responsabile della sezione affidi e adozioni dell’asl le hanno scritte, non sono stata contattata in seguito per rileggerle. Poi sono stata contattata dopo un mese esatto dal Tribunale per il colloquio con il giudice e quindi abbiamo avuto l’idonietà per la nazionale, il decreto per l’internazionale invece arriverà in seguito. Ti consiglio comunque si stare in contatto continuo (anche telefonico) e quindi chiedi di farti leggere la relazione se non l’hai letta ancora, probabilmente è stato già inviato il tutto al Tribunale e sarai contattata al più presto, ti consiglio comunque di chiamare. iao e in bocca al lupo.
24/03/09 alle 16:41 |
Ciao Gaia,
scusami ma
non mi è chiaro cosa intendi per: “le abbiamo lette nel momento in cui sia l’assistente sociale che la psicologa le hanno scritte” e”non sono stata contattata in seguito per rileggerle”.
A noi, al termine dei colloqui, ci hanno detto che ci avrebbero telefonato e invitato a leggere la relazione prima di inviarla al tribunale.
Quindi ad oggi posso essere certa che ancora non l’hanno inviata.
Ecco perchè facevo riferimento ai 5 mesi..
Comunque grazie. Domani telefono.
A presto
25/03/09 alle 10:33 |
Ecco vedi, le prassi possono essere diverse, a noi non hanno mai telefonato per rileggere le relazioni. Quando abbiamo fatto il colloquio con l’assistente sociale che è venuto a casa, insieme alla sua collega hanno scritto al momento una bozza di relazione, e l’abbiamo poi letta insieme; in seguito quando abbiamo finito con lo psicologo, abbiamo fatto più o meno la stessa cosa, e rileggendola abbiamo anche chiarito dei dubbi che c’erano stati; i servizi sociali, dove abbiamo fatto dei corsi di preparazione all’adozione, hanno a loro volta fatto una relazione (che sinceramente non ricordo mai di aver letto) che insieme alle altre sono state inviate in tribunale. Lì poi le abbiamo rilette e discusse nei vari colloqui che abbiamo fatto. Sono passati quattro anni da allora, magari qualche passaggio lo avrò dimenticato, ma sommariamente questo è stato il nostro percorso. Ciao, ciao.
25/03/09 alle 10:44 |
Ciao Gaia, adesso è tutto chiaro, grazie.
A noi la procedura è diversa: abbiamo fatto tutti gli incontri con assistente sociale e psicologa assieme e loro hanno preso solo degli appunti.
Oggi, ho contattato l’assistente sociale e mi ha detto che dobbiamo aspettare un altro mese, che la stanno scrivendo e che ci chiameranno loro.
Ma i servizi sociali non hanno a disposizione 4 mesi??!!!
Ciao, ciao
25/03/09 alle 11:30 |
Certo che per scrivere una relazione deve essere molto faticoso: 2 mesi… o forse più! Forza e coraggio tesoro, non ti scoraggiare altrimenti è ancora più dura. Quello che ti consiglio comunque, per esperienza vissuta, è di non mollare mai il telefono o meglio ancora (se hai ritagli di tempo) di farti viva SEMPRE, anche con la scusa “passavo di qui…”, scoccia tutti e sarai ricompensata, vedrai che funziona, come ha funzionato con me, in particolar modo in seguito con visite costanti e frequenti in Tribunale. Ciao.
25/03/09 alle 11:46 |
Grazie per le tue parole di incoraggiamento…ne ho proprio bisogno.
speriamo che la relazione arrivi presto!
Ciao, Ciao
10/05/09 alle 2:33 |
Io e mia moglie abbiamo adottato due bambine dell’etiopia da più di un anno e purtroppo siamo crollati in una depressione post-adottiva.
Questo per colpa dell’ente e dei servizi sociali che ci hanno preparato per un adozione di bambini in età pre-escolare e alla fine abbiamo scoperto la vera età di 9 e 8 anni delle nostre bambine!! quando in fase di abbinamento era stato detto 4 e 5 anni.
Vi posso garantire che solo ora ho capito quanto sia inutile la preparazione pre-adottiva se non sai l’età dei bambini. Ci hanno riempito la testa di un monte di discorsi, purtroppo fuori luogo perchè io ad oggi mi trovo a scontrarmi con problemi che nessuno mi aveva detto.
11/05/09 alle 17:58 |
X Guglielmo
Un anno é il tempo che gli esperti della nostra fase istuttoria ci indicavano come lo standard per uscire dall’emergenza post-adottiva per vedere istaurato l’abbozzo del legame genitoriale, su cui poi lavorare per tanto tempo.
E così é effettivamento stato per noi.
Anche nostro figlio é nato in Etiopia, é entrato nella nostra vita due anni e mezzo fa all’età di sette anni.
Mi dispiace molto che l’età effettiva delle vostre bambine sia motivo della vostra depressione… siete certi che non ci sia dell’altro?
Il mio consiglio é senz’altro quello di farvi aiutare dagli servizi del vostro territorio, di confrontarvi con altre realtà, di condividere le vostre difficoltà con altre famiglie, siamo tante con figli etiopi!!!
Tra l’altro mio figlio é bravo a scuola, si impegna e non fa fatica come mi risulta siamo la maggioranza dei bambini etiopi.
La nostra esperienza con un figlio in età scolare é assolutamente positiva.
Non scoraggiatevi e fatevi aiutare.
2/06/09 alle 1:26 |
per guglielmo e meris
Anche io e mio marito siamo in attesa di un bambino etiope.
All’abbinamento l’ente ci ha detto che aveva quattro anni, ma dopo la sentenza ci ha comunicato l’altezza ed il peso che corrispondono ad un bambino sicuramente più grande.
Potete fornire maggiori dettagli della
vostre esperienze?
a
3/06/09 alle 9:32 |
Non e` raro trovare bambini in adozione che alla nascita non siano stati regolarmente iscritti all’anagrafe! La data di nascita viene quindi stabilita dal giudice quando il bimbo viene preso in cura dai servizi sociali.
… per ovvi motivi, nel vantaggio del bimbo, nell’incertezza la data di nascita viene spesso scelta ai margini superiori …
Comunque direi che non c’e` da preoccuparsi … ha una vita davanti!
A presto
Enzo
16/06/09 alle 8:11 |
io e mio marito l’anno scorso abbiamo fatto domanda a rimini dopo il corso sono passati mesi ad aprile ci chiamano per il primo colloquio lasciamo perdere…uno psicologo che a guardarlo sembrava un bagnino capello lungo tinto con riporto camicia rosa aperta sul torace braccialettini ecc. A META DEL SECONDO colloqui ci comunica improvvisamente che non era il caso di continuare perche eravamo sprovvisti di parenti in situ perche ci avrebbero dato un bimbo di 6 7 anni e che questi bimbi non si integrano mai e il rishio e di doverli restituire. preciso che mio marito è medico ed io non lavoro, alla fine ciha detto che in emilia romagna è difficile e di andare a fare domanda fuori regione.ci siamo sentiti usati ewravamo solo comodi per fare numero al corso
18/06/09 alle 21:48 |
so di sollevare un vespaio ma, pochi mesi fa, ho saputo da una collega (mamma adottiva di bimbi stranieri) che le adozioni nazionali sono quasi sempre “regolamentate” da bustarelle e favoritismi politici…
poiché non amo molto i “pettegolezzi”, ho provato a informarmi in modo più dettagliato e presso fonti attendibili. e, in effetti, mi hanno confermato che le cose stanno proprio così!
allora ho cominciato a guardarmi attorno: a parte pochissime famiglie adottive (fra le quali metto anche la mia) con una situazione economica medio-bassa, generalmente gli abbinamenti nazionali vengono fatti con famiglie economicamente benestanti.
a questo punto ho provato a tirare le somme: siccome gli unici soldi che noi abbiamo “tirato fuori” sono stati quelli per la benzina per andare a prendere nostra figlia, i casi sono due:
- o siamo stati proprio considerati “bravi…” da chi ci doveva giudicare
- o è purtroppo vero ciò che ho sempre pensato: e cioè che i bimbi adottabili grandi non li vuole proprio nessuno…
19/06/09 alle 12:00 |
Mia cara Amelia, come in passato ho detto, 2 anni fa ho avuto l’immensa gioia di diventare la mamma di 2 bambini favolosi, uno (all’epoca) di 7 anni e uno di 2 anni, con adozione nazionale. Ti posso mettere per iscritto, ti posso fare un giuramento, ti posso dare la mia parola d’onore che NON HO CACCIATO UN SOLDO! e tantomeno conosco politici o roba del genere che possano avermi aiutata! Sta il fatto che il bambino grande aveva 7 anni, ma il piccolo ne aveva 2! E’ vero il fatto che i bambini più grandi non sono ambiti dalle coppie che fanno domanda di adozione, anche se è una situazione orribile ma bisogna ammetterla. Io e mio marito abbiamo accettato senza esitazione di diventare i genitori di un bimbo già “grande”, e oggi dopo due anni siamo molto orgogliosi e fieri del nostro cucciolone, le problematiche ci sono state, ma in modo non tanto diverse dal fratello più piccolo. Spero che tante coppie che intraprendono questo cammino, si convincano che l’adozione va’ oltre la maternità o la paternità, è per questo che giudici e psicologi tentennano a dare facili idonietà. Consiglio sempre tanto coraggio e caparbietà.
19/06/09 alle 17:03 |
ciao gaia! neppure noi siamo stati vittime di “pagamenti vari” ma purtroppo le cose stanno così…mi è stato confermato in varie occasioni, e questa cosa mi ha letteralmente “sbattuto col sedere per terra” (per usare un’espressione gentile!).
noi pensavamo all’adozione di un bimbo grande già prima di sposarci: le nostre motivazioni sono spesso state causa, in chi ci doveva “esaminare” di perplessità, ma noi abbiamo portato avanti la nostra idea e siamo riusciti a “tirar fuori” da una situazione particolarmente difficile nostra figlia.
comunque che tristezza la strumentalizzazione dei bambini…
9/07/09 alle 8:39 |
Sono scandalizzata dalle voci che certe persone mettono in giro, anche perchè in questo modo sporcano la storia di tante famiglie che si sono costituite in modo corretto e senza favoritismi.
la mia storia l’ho già scritta in queste pagine e non starò a dilungarmi.
io e mio marito abbiamo avuto nostro figlio, dopo aver fatto gli incontri stabiliti dalla legge. per noi è stata una bellissima esperienza, e non mi stancherò mai di dirlo, con persone meravigliose.
la psicologa e l’assistente sociale (che non conoscevamo e non avevamo mai visto in vita nostra!) sono state persone speciali e fondamentali per il nostro cammino. voglio anche pensare che un po’ speciali lo siamo anche io e Stefano: ci siamo messi a completa disposizone e abbiamo parlato di noi in modo aperto, sorridendo e a volte piangendo sulla nostra storia, la nostra vita… che non è stata priva di momenti difficili….
poco tempo dopo l’idoneità ci hanno chiamati dal tribunale per un ulteriore colloquio …. Il Giudice (che non conoscevamo e non avevamo mai visto in vita nostra) ci ha ascoltati e ci ha fatto alcune domande e poi siamo usciti dalla sua stanza…. con l’idea che un bambino per ora non ce lo avrebbero dato…… due giorni dopo, in ospedale, abbiamo conosciuto nostro figlio e il giorno dopo ancora, lo abbiamo portato a casa: aveva 17 giorni!
non voglio credere a queste voci e illazioni di persone che pagano per l’adozione nazionale ! la nostra, vi garantisco, e non giuro perchè i giuramenti non fanno parte del mio modo di pensare, e temo mi dobbiate proprio credere sulla parola, è una storia italiana pulita.
mio figlio oggi ha nove anni ed è il frutto dell’amore, della caparbietà e della estrema volontà di costituire una famiglia.
9/07/09 alle 10:30 |
cara assunta, nemmeno noi abbiamo pagato nulla. abbiamo adottato nel 1998 e queste cose le ho sapute pochi mesi fa!
e purtroppo non sono storie…
9/07/09 alle 11:03 |
queste cose andrebbero denunciate da chi le ha subite…..
9/07/09 alle 19:06 |
hai ragione assunta! io quando ho sentito di queste “faccende” mi sono sentita letteralmente STUPIDA e INGENUA. ho smesso di andare alle riunioni delle famiglie adottive e ho perso gran parte della fiducia nei confronti del “sistema”.
quello che dici tu è vero ma chi subisce, se denunciasse, si vedrebbe poi assegnato un figlio in adozione o vedrebbe la propria domanda direttamente cestinata?
10/07/09 alle 8:57 |
Cara Amelia, mi sa che hai ragione tu! io sono una grande idealista e purtroppo credo ancora (malgrado i miei 45 anni di età) nelle istituzioni e nella giustizia.
mi rendo conto di essere stati fortunati per non aver viaggiato troppo nel vasto mondo delle adozioni
dove spesso persone senza scrupoli giocano con i sentimenti e la buona fede di chi vuol dare una famiglia ad un bambino e diventare un buon genitore….
ho amici che hanno aspettato anni prima di poter avere a casa i loro bambini…
sono contenta di questo scambio di opinioni con te e spero di trovarti ancora qui, a parlare della nostra esperienza di genitori adottivi.
a presto, Assunta
10/07/09 alle 13:27 |
ti abbraccio e ti ringrazio tanto per le tue parole assunta! anche io sono e sono sempre stata un’idealista, quindi capisci appieno quello che provo. anche noi, come i tuoi amici, noi abbiamo rifatto più volte la domanda prima che fosse fatto un abbinamento con nostra figlia.
ci sentiamo, a presto!
13/07/09 alle 12:45 |
…mi associo al club delle idealiste ed inoltre oggi sono particolarmente felice: dopo esattamente 2 anni che abbiamo i nostri cuccioli abbiamo avuto il decreto di adozione definitiva e quindi sono diventati finalmente figli legittimi ed hanno assunto il cognome della nostra famiglia. Dal giorno che abbiamo presentato la domanda di adozione sono passati esattamente 4 anni e mezzo. Tutto questo senza mai favoritismi ed è successo a Napoli ai giorni nostri! Quindi ancora dobbiamo avere tanta fiducia, esistono giudici che fanno il loro dovere, e anche bene, sarò pure l’eccezione che conferma la regola, ma IO CI CREDO!
15/07/09 alle 1:30 |
Ciao a tutti!
Vi scrivo dalla Polonia dove sono in attesa insieme a mia moglie che le autorità polacche mi rilascino il passaporto per i 2 fratellini che abbiamo adottato.
Confesso che leggendo le tante esperienze negative mi son un pò preoccupato( anche se un pò tardivamente)
I nostri bambini hanno 9 e 8 annie provengono da una storia analoga a quelle di tanti bambini adottati:maltrattamenti, tolti alla patria potestà,orfanatrofio e infine 2 anni in una famiglia affidataria alla quale non smetterò mai di mandare i mei complimenti e benedizioni!Forse è l’entusiasmo, forse l’incoscienza, forse è presto, ma anche se in fondo questi figli li conosciamo da appena un mese mi sento di tracciare un giudizio più che positivo. I nostri bambini ci han accettato dal primo momento,e tengo a precisare che il vero coraggio è il loro!Non ci conoscono e li abbiamo tolti con loro grande sofferenza ad una famiglia affidataria alla quale erano molto affezionati,non parliamo la loro lingua, li abbiamo portati in una città che non conoscono,abbiamo starvolto le loro abitudini alimentari,i loro oarari….eppure essi ci ripagano con fiducia. Si fidano di noi, con i loro sguardi ci comunicano la loro fiducia…e ci chiedono di non farli più soffrire. Ora dormono sereni nella loro camera, mangiano con gusto quanto gli prepariamo, non chiedono regali,non chiedono tv sono solo dei “polipi” sempre attaccati a noi a chiederci baci e coccole. Devo dire che noi sin dal primo giorno non siamo mai caduti nel “desiderabile ed umano” bisogno di guadagnarci il loro affetto. Siamo stati subito mamma e papà! Tanto amore ma anche regole! Stare a tavola, aiutarci a sparecchiare ed apparecchiare, rifare il letto, lavarsi,attraversare la strada dandoci la mano, piccole regole ma che son sicuro ad essi han dato sicurezza. Il grande quando è arrivato dormiva con i pannolini, dopo 3 giorni ci ha chiesto di non metterlo più! E non ha mai sporcato il letto! Ci avevan avvistati di non lasciare cose da mangiare i giro in quanto avrebbero divorato tutto fino a vomitare. Dopo i primi decisi e fermi richiami ora han tutto a portata di mano, ma non ne approfittano. Non gli facciamo mancare amore coccole e baci, ma se sbagliano siamo fermi e decisi con i nostri no e anche piccole punizioni! (oggi niente giostre ad esempio) Lo siamo stati anche quando sapevamo che da li ad un ora sarebbe arrivato lo psicologo per valutare l’abbinamento, lo siamo stati anche a rischio di ricevere un giudizio negativo dai servizi sociali polacchi o un rifiuto da parte dei bambini.Anche ora che siamo qui bloccati da un banale problema burocratico, non manchiamo di far svolgere ai bambini semplici compiti (es. tabelline,dettati,) prima di concedergli quanto ad essi fa paicere…(giostre, piscina, giocare a palla). Credo forse con presunzione che ad essi non dispiaccia aver delle semplici regole, che gli diano sicurezza, riferimenti e parametri entro i quali muoversi e sentirsi protetti. Ora sono felicissimi ogni volta che imparano nuove regole,anche perchè ogni aspetto educativo lo mattiamo come forma di gioco!Io non li sento come figli adottivi, non credo di doverli amare più o meno o diversamente da un figlio biologico, ne credo che essi debbano amarmi incondizionatamente per il solo fatto che li abbiamo adottati!Forse il problema di ni genitori adottivi e che in fondo non vogliamo confessare a noi stessi che arriviamo alla scelta dell’adozione per soddisfare un nostro bisogno e desiderio di maternità/paternità che è più forte del desiderio di amare un bambino.Ed è umano, anche se non legittimo. Ma così facendo carichiamo il bambino di un enorme peso, che è quello di colmare e nostre aspettative che ci portiamo dietro da anni. Di avere l’amore di un figlio, dimenticando che il diritto di essere amato spetta al figlio (adottivo o biologico) è un suo diritto, e non sarà mai il nostro. La via più semplice per farsi accettare è essere docili,simpatici questo vale per un rapporto genitore figlio come qualsiasi rapporto nella vita. Ma si esaurisce presto. Se uno dei miei figli che amo piu di me stesso e per i quali già so che stanotte mi alzerò dal letto per andar in silenzio a sentir in camera loro se respirano bene..domani cercasse di imporre un suo comportamento che io ritengo dannoso per il suo bene con la forza o la disubbidienza non esiterei per il suo stesso bene a punirlo.Per inteso punizione non intendo mai nessuna forma di sofferenza fisica o morale di un bambino.Rispetto con affetto quanti han problemi a relazionarsi con i propri figli, e capisco che possano esserci trascorsi terribili nella vita di un bambino abbandonato che possono condizionare lo sviluppo e la crescita di esso. Ma quando intendo dire “amateli” non voglio esprimere un concetto dipinto di rosa dove tutto si risolve con una coccola e una carezza!Amore è aiutarli a crescere aiutarli a superare le difficoltà a vincere le paure,ma questo amore spesso esige dei no! esige anche qualche lacrima, sia da parte loro che di mamma e papà.Quando mio figlio si dispera perchè gli dico di finir un compito assegnato prima di andar alle giostre che a lui piacciono tanto,quando cerca prima di farsi del male dandosi pugni, poi cercando di distruggere quanto ha davanti ,per poi finire in un pianto a dirotto con tante lacrime e singhiozzi tante implorazioni credetemi io mi sento male, mi metto dietro di lui per nascondere le mie lacrime, mi sento male. La soluzione è li a portata di mano…cedere, rimandare,ma lui continua a sentirsi dire da me “no”Ma vi assicuro che la sua gioia quando riesce a finir quanto gli ho assegnato,( e ci riesce)la gioia di quando io esplodo in un abbraccio e lo riempio di complimenti,di bravissimo,e per lui incontenibile! é orgoglioso, lo racconat a chiunque incontri. Si sente un ometto! Ed io sono felice per lui
15/07/09 alle 9:44 |
Caro Enzo non posso che farti i miei migliori auguri per la bellissima famiglia che oggi hai. Condivido in pieno le tue idee e modi di fare, sono le stesse identiche regole che io e mio marito abbiamo adottato da quando i nostri figli sono entrati a far parte della nostra famiglia. Ti faccio i miei complimenti, non perdere mai il coraggio e la forza; l’orgoglio e l’amore per i tuoi figli, ti aiuteranno ad affrontare i problemi (piccoli o grossi che siano) con meno fatica. Un grosso in bocca al lupo.
15/07/09 alle 12:44 |
Ciao Enzo,
sono una figlia adottata, se posso permettermi non fare l’errore che hanno fatto i miei. Parla sempre con i tuoi figli e non tener nulla nascosto
15/07/09 alle 23:19 |
Cara Gaia, grazie per il tuo augurio! E solo ieri che ho scoperto questo forum e ho letto con interesse le storie di tutti, ma la tua in particolare. Forse perchè ha tante attinenza con la nostra…2 fratellini, il grande un pò ciuccio a scuola (sono napoletano anche io) e tanta mancanza di autostima . Pensa che la sua paura più grande e di non riuscire a meritarsi il nostro amore e che quindi prima o poi anche noi lo abbandoneremo!
Sono daccordo con te comunque. L’adozione, (e i figli in generale) non è un colmare un nostro vuoto…è solamente donare e donarsi. Mi hai fatto venir in mente i versi di una bellissima poesia e li ho cercati su google..eccoli:”
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s’attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell’arco:
GIBRAN
15/07/09 alle 23:37 |
Chicca ciao!
Grazie del tuo consiglio, ti assicuro che lo terrò sempre presente, e comunque non sarà nostra intenzione nascondere ai nostri figli alcunchè. Essi hanno avuto una parte della loro vita fino ad oggi, ed è la loro vita! In essa ci sono i brutti ricordi con i quali dovranno imparare a convivere,e anche ricordi belli che non dovranno mai dimenticare. Non starà a me decidere cosa essi debbano sapere oppure no della loro esistenza vissuta quando io non ero nemmeno all’orizzonte della loro vita. Posso aiutarli, fargli da filtro,magari scegliere i momenti giusti per parlarne, aspettare che essi lo vogliano,ma non gli nasconderò mai nulla.E non essere amareggiata se i tuoi genitori ti han nascosto qualcosa…purtroppo lo avrai capito leggendo questo forum che nessuno ci prepara o ci insegna ad essere mamma e papà. Al di la delle parole,di quanto trovi scritto qui o altrove, al di la dei consigli…poi dobbiamo vedercela da soli,barcamenarci tra mille paure tanti dubbi e tanto tantissimo amore. Non è facile,mi rendo conto solo adesso quanto è difficile, e quanto lo è stato anche per i miei genitori anche se son un figlio biologico. Se i tuoi han commesso cio che chiami sbaglio, ti consoli, o conforti che sicuamente lo han fatto per amore,per il tuo amore.Forse sbagliando,ma sicuramente per amore tuo
16/07/09 alle 9:32 |
Enzo pensa che questa poesia l’ho salvata da anni in una cartella sul mio desktop e la leggo almeno una volta al giorno! Condivido in pieno la risposta per Chicca. Con il mio bambino di 9 anni (il “grande”) parlo di tutto, qualsiasi cosa, e questo ci rende molto complici e facilita molto la comprensione dei suoi dubbi, delle sue perplessità; con il “piccolo” di 4 anni inizio ora ad avere un dialogo più personale, anche se con argomenti semplici, ho cominciato a “svelargli” che è nato dalla pancia di un’altra mamma e che poi siamo arrivati io e il papà, ma vedo che non “vuole” capire ancora, aspetterò il momento giusto. Il dialogo è importante, ma ogni cosa ha il suo tempo. Purtroppo non esistono regole, cara Chicca, rispetta la decisione dei tuoi genitori, se hanno omesso di dirti qualcosa, anche sbagliando, cerca di comprenderli.
16/07/09 alle 12:07 |
comprendere …
fosse semplice ..
sono ormai in forte contrasto con loro mi sento vuota senza psssato alla ricerca di un qualcosa che mi lega ad una terra di cui conosco solo il nome..
Rispetto la loro decisione ma chi rispetterà mai la mia??
20/07/09 alle 8:21 |
vi prego , non parlate ai vostri figli della pancia di “un’altra mamma!”
non ci sono altre mamme…..
su questo argomento bisognerebbe parlare in modo molto approfondito….
i bambini sono spugne che assorbono tutto e fargli pensare che sono nati da altre mamme….
a presto, assunta
20/07/09 alle 10:25 |
Assunta cara, i nostri bambini hanno un’altra mamma che gli ha donato la vita! Ricordiamoci di questo, e i nostri cari cuccioli devono crescere consapevoli di questa cosa, proprio perchè non dovranno mai avere traumi. Con tanta serenità devono essere consapevoli di questo. I miei bambini sono dei bimbi fortunati proprio perchè hanno ben TRE mamme: IO, quella naturale e la Madonnina che li protegge.
20/07/09 alle 10:46 |
mi dispiace molto ma non sono d’accordo con te.
il fatto che mio figlio sia stato messo al mondo da una donna che non sono io, e credimi mio figlio di questo è serenamente consapevole e ne parliamo in modo molto sincero e reale, da sempre, non fa di questa ragazza la sua mamma.
io la stimo e ammiro per il gesto che ha fatto; mio figlio non ci sarebbe se non fosse stato per lei, e credimi se ti dico che io penso spesso a lei…. il giorno del compleanno di mio figlio, per esempio, oppure alla sera, quando lo abbraccio e diciamo le preghiere insieme, oppure quando è malato , ha la febbre alta e metto la sveglia ogni ora per paura di addormentarmi e non accorgermi se respira bene, se gli sanguina il naso, (perchè con la febbre alta a volte gli capita) , e quando lui mi stringe tra le sue braccia e mi dice: “mamma sei il grande amore della mia vita, senza te non potrei vivere! sei la mia mammina dolce….” , allora proprio no, gaia cara, non ho dubbi su chi è la mamma di mio figlio: IO e basta!
il significato della parola mamma è qualcosa di molto più profondo del “semplice” concepire e del “semplice” partorire ed io non voglio assolutamente che mio figlio cresca con l’idea delle due mamme…. e perchè poi? di mamme ce n’è una sola!
i bambini sanno essere crudeli e a mio figlio sono state poste domande del tipo: ma la tua mamma vera chi è? ma se non sei stato nella pancia della tua mamma sei nato da un’altra mamma? e chi è … dove è?
certo se ci mettiamo pure noi a fargli confusione…..
20/07/09 alle 11:21 |
Questi sono sicuramente punti di vista, non sta certo a noi spiegare il significato della parola “mamma”, i nostri figli lo conoscono bene! Io non credo proprio di aver creato confusione al mio bambino, ho solo seminato una nozione, raccoglierà il frutto man mano col tempo. Infatti quando gli ho detto questa cosa lui prima l’ha percepita, poi qualche giorno dopo, ridendo e correndomi in braccio mi ha detto “ma sei solo tu la mia mamma” e poi “la mia cimpipessa adorata!” (la mia principessa adorata) come mi chiama lui. Intanto ho seminato, capirà quando sarà il momento. Forse dovevo dire che è nato dalla pancia di un’altra DONNA. e non MAMMA, ma mi è sembrato giusto così, in quel momento quella donna era la sua mamma, oggi e per sempre ci sarò io, e i miei bambini lo sanno, e lo capiranno sempre di più man mano che “cresceremo” insieme.
21/07/09 alle 22:36 |
Io credo che ai bambini, almeno fino a che son piccoli non importi tanto in quale pancia siano cresciuti,o di chi li abbia concepiti,ma interessi più l’amore e la protezione che ricevono da quella che essi sentono essere la vera mamma.Credo che quando essi si rivolgono a voi mamme dicendo ” sei la mia mamma adorata” non facciano paragoni ma esprimono quella che per essi è una verità assoluta. I paragoni li facciamo noi adulti e sono frutto del nostro voler ragionare e dare una collocazione a ogni cosa. Loro ragionano per sentimenti. Forse con l’adolescenza le domande se le porranno,ma quella sappiamo tutti per esperienza che è l’età delle domande!,per adesso credono che essi vogliano solo certezze e sicurezze.
21/07/09 alle 22:51 |
RISPOSTA X CHICCA!
Chicca! Tu hai un futuro da costruire!! E il passato sarà ciò che domani ricorderai di aver vissuto oggi.Non arrovellarti troppo in domande alle quali senti di non poter dare una risposta.Costruisci la tua vita giorno dopo giorno e vedrai che crescendo avrai qualcosa che ti legherà non a una terra soltanto ma a questa avventura meravigliosa che è la vita! Ed è vita dovunque tu stia!! dove vivi oggi, dove hai vissuto ieri e dove vorrai vivere nel tuo domani!
22/07/09 alle 8:21 |
Caro Enzo,
mio figlio era piccolissimo quando è arrivato e da lì, io e mio marito, abbiamo continuato il nostro percorso di genitori. Dico continuato, perchè noi genitori lo eravamo già nel momento in cui abbiamo deciso di avere un figlio. Essere riusciti ad averlo è stata una grande gioia che però ci ha messo davanti a grandissime responsabilità come tuti i genitori di questo mondo.Tutti potete capirmi. Io non sapevo neppure della sua esistenza e già “lo sentivo” e lo percepivo.Quando è arrivato questo cucciolo e ce lo hanno posto tra le braccia ci siamo sentiti immensamente ricchi e completi. Eravamo una famiglia.
Man mano che cresceva abbiamo parlato con lui , abbiamo letto insieme il nostro diario, fatto disegni, guardato libri con bellissime illustrazioni e lui è cresciuto con la consapevolezza di essere un figlio speciale, ma non diverso dagli altri figli. Certo i passi sono stati fatti in base alla sua età, ma lui è sempre stato un bambino molto maturo.Alla scuola materna era un bimbo aperto e solare, pieno di amici e cose da raccontare. Le maestre erano conquistate dal suo carattere e dal suo modo di esprimersi.
In prima elementare a Natale, la maestra ha raccontato la storia di Gesù, di come Gesù era nato e vissuto sulla terra , con Maria e Giuseppe, il suo papà adottivo (disse lei) e mio figlio candido e serafico disse in quell’occasione: “Giuseppe è come il mio papà!” e ha raccontato la sua storia ai suoi compagni e alle maestre che lo ascoltavano incantate.
Arrivo al dunque, caro Enzo. Io non volevo accentuare il fatto di quanto sia importante essere nati da una pancia o dall’altra, infatti non lo è.
L’importante è che mio figlio abbia avuto risposte precise e chiare fin da piccolissimo , aveva tre anni quando la sua domanda è stata: “Mamma , ma quella signora non mi voleva?”
e a quella domanda bisognava rispondere in modo corretto, a noi è sembrato, e sincero.
E per noi non è importante e rilevante essere denominati “mamma adorata” o “papà fantastico”, credimi. Per me e mio marito l’unica cosa che conta è che nostro figlio, viva e cresca guardandoci negli occhi e veda l’amore che proviamo per lui e come gli ripetiamo spesso,che lui è l’unico figlio che noi volevamo e che lui è nato per noi e noi siamo nati per lui.
La nostra storia è piena di grandi coincidenze e fatti che mi portano a credere che dovevamo incontrarci… noi tre.
tanti auguri alla tua famiglia e … a presto!
22/07/09 alle 9:38 |
Alla fine ci incontriamo tutti allo stesso punto! Sono bellissime le parole che scrivi cara Assunta, e le stesse valgono per te, per me, per Enzo2 e tutti gli altri… coincidenze e fatti che ci hanno fatto incontrare con i nostri figli (sapessi quante!), l’amore speciale che proviamo per loro, le notti insonni accanto a loro, l’ansia delle parole giuste al momento giusto, le domande e le risposte…regole precise non esistono, l’unica è quella di non farsi prendere mai dal panico e di farci guidare sempre dal cuore, attimo per attimo, il nostro istinto (materno o paterno) ci aiuterà. Pensiamo a crescerli bene, rendendoli sereni e dandogli tanta protezione e sicurezza, perchè è di quello che hanno bisogno. Guardo i miei bambini e sono così felice per loro percependo la loro serenità e tranquillità, un bambino di 9 anni che sta solo da 2 con me, ed è lui a rassicurare me! Mi domanda in continuazione se gli voglio bene e senza aspettatare la risposta col suo sorriso smagliante mi salta addosso e mi dice “lo so che mi ami e mi adori, io ti amerò per tutta la vita” (intanto io sdraiata a terra perchè pesa 38 chili!). Non so’ quante volte al giorno ripeto ad entrambi quanto li ami, ma vogliono ed hanno bisogno di sentirselo dire, e io glielo dico!Per me va bene così, i miei figli sanno benissimo quanto li amiamo, il resto verrà col tempo.
22/07/09 alle 10:04 |
che bello Gaia!
ho un’amica in più! sono felice di poter parlare con mamme e papà che capiscono perfettamente il “mio linguaggio”. Sai le mie amiche più care sanno tutto di me, della nostra storia e di quanto il nostro bambino ci riempia la vita. ma parlare con altri genitori adottivi è veramente …. speciale!
anche mio figlio ha 9 anni e pesa quasi trenta chili!
in questo periodo parliamo tantissimo: lui mi racconta delle sue figurine di yu-gi-hoo, delle prime cotte dei suoi amici , e anche delle sue, mi fa impazzire l’imbarazzo ed il rossore delle sue guance….quando parla delle “ragazze”. Ed io gli parlo del mio lavoro, delle mie giornate, spesso apparecchia la tavola oppure mi fa da aiuto in cucina a preparare cose buone , anche se lui mangerebbe solo pasta! in questo è come me: da bambina ripetevo spesso: “ad un buon piatto di spaghetti non si dice mai di no!”
Quando poi arriva papà lo segue fin quasi dentro la doccia per raccontargli della sua giornata, dei suoi amici e di tutto e di più! parlerebbe in continuazione se non gli dicessimo di starsene un po’ zitto e di far parlare anche noi! io e mio marito di solito parliamo a rate, perchè lui ha qualcosa da dire sempre e comunque….
è il grande amore della nostra vita e come dici tu, stiamo crescendo insieme…
ciao a presto
22/07/09 alle 10:51 |
Non ci posso credere: stai parlando di tuo figlio o del mio? Il mio è un romantico inguaribile, è sempre innamorato, proprio stamattina l’ho accompagnato al campo estivo e da lontano mi indicava la nuova fiamma e dal labbiale capivo “è bella vero?” e io con la mano gli ho fatto l’OK guardando nei suoi occhi una gioia immensa! E poi parla sempre, ovunque e dovunque, è una cascata di parole, se non parla, CANTA! Infatti è stato scelto nel coro della scuola. Ma è sempre felice e sorridente, e lo “sopportiamo in po’ tutti, comprese le maestre! Il mio cucciolone mi aiuta tantissimo a casa, apparecchia e sparecchia la tavola, qualche volta mi aiuta spolverare, riordina il letto la mattina. Anche lui adora i “maccheroni al sugo”, ma il mio pesa quasi 40 chili! Anche se,diciamolo pure, è alto quasi quanto me. Ecco perchè quando mi salta addosso (e lo fa’spesso) mi sdraia a terra! E devi vedere quando ne approfitta e mi fa il solletico! Io imploro pietà e lui si “schiatta” di risate. E’ un’amore di bambino, è il figlio che ho sempre sognato.
22/07/09 alle 11:08 |
e’ il figlio giusto per te!
non ti chiami Gaia ?
e l’altro tuo bimbo com’è? anche lui un cucciolone?
questa mattina sono meno presa del solito in ufficio e posso chiacchierare un po’ con te!
lavoro in un studio legale ed il mio avvocato ha voglia di vacanza ….
io però con mio figlio ho anche tanti “scontri” : è un disordinato cronico e tutto quello che gli dico lo mette in pratica solo quando vengono a trovarlo i suoi amici; a loro fa mettere le ciabatte perchè altrimenti segnano il parquet , li accompagna in bagno a lavarsi le mani, perchè quando si rientra bisogna farlo, dice loro di non correre nella sua camera che se no possono farsi male e tutte le raccomandazioni che io faccio a lui e lui puntualmente non condivide con me…. però quando mi punta addosso quei suoi occhioni azzurri e mi fa il verso del gatto quando fa le fusa , mi sciolgo come il burro………..
a scuola è bravissimo in tutte le materie, sono sconcertata da come mi parlano le maestre di lui: è attento, concentrato e riesce bene in tutto quello che fa, perchè ci mette passione! ma allora a casa perchè è sempre distratto, pasticcione e disordinato?
la mia mamma mi dice sempre : “…cosa pretendi? che sia un bimbo perfetto? deve avere pure lui i suoi sfoghi ed è meglio li abbia a casa !”
… ovviamente ha ragione !
22/07/09 alle 23:35 |
Leggendo le vostre storie,cari Assunta, Gaia ed Enzo 2, mi si riempie il cuore di gioia e sempre più penso che il mio profondo desiderio di adottare un bimbo, sebbene non condiviso pienamente dalla mia metà, sia una cosa splendida, probabilmente il migliore che la mia mente e soprattutto il mio cuore abbiano “creato”.
Non potete neanche immaginare quali e quanti benefici io stia traendo dalle vostre parole intelligenti, amorevoli, profonde, ma anche ricche di tanta concretezza.
I vostri figli sono speciali perchè voi siete persone straordinarie e meritate in pieno tutta la felicità che state provando.
Grazie, amici cari, di essere un balsamo per la mia mente ed il mio cuore.
23/07/09 alle 9:53 |
Assunta cara mi chiedi com’è l’altro bimbo? FASCINO da vendere! Caparbio, orgoglioso, intraprendente e fin troppa autostima: un adorabile mascalzone! Fisico asciutto e atletico (futura medaglia d’oro ai 100 metri): non sta’ fermo un attimo. Se è coccolone anche lui? Il suo gioco preferito è mettersi sotto la mia maglia appoggiandosi con la guancia sulla mia pancia e resta lì non so’ quanto tempo, non dorme se non abbracciato a me (facciamo la sauna in questo periodo), e mi riempie in continuazione di paroline dolci avvinghiandosi addosso in continuazione come un polipo. All’inizio era piccolissimo, denutrito, beveva solo latte e non sapeva masticare, oggi non è un gran mangione ma sono riuscita a fargli mettere sù otto chili in due anni! La pediatra lo chiama “il bimbo che è nato due volte”. Ringrazio il cielo tutte le volte che li guardo, resto per ore la notte a guardarli dormire, e mi sembra tutto un sogno. Mi sto’ godendo questi momenti al massimo, con tutti i problemi compresi, oggi li risolviamo con facilità, domani si vedrà. Ci vuole tanta fatica, la sera sono così stanca, ma così felice!
23/07/09 alle 10:02 |
Cara Maria,
intanto grazie per le tue belle parole, mi riscaldano il cuore, anche se ti sento un po’ malinconica.
Sai io penso che il desiderio di maternità sia insito nella donna (non tutte le donne, comunque lo provano) da quando viene al mondo.
Per l’uomo è diverso, ci arriva con il tempo, ragionandoci molto. L’adozione poi è un passo molto diverso dal decidere di concepire. L’adozione è qualcosa che hai dentro di te, fa parte del tuo essere, della tua vita, questa idea non lascia mai i tuoi pensieri, e diventa concreta, quando in due si parla se si è pronti per crescere un altro essere umano, se si è responsabili e determinati a vivere in funzione di un bambino, accettare i suoi tempi, la sua età, la sua razza……
poi quando ci si guarda negli occhi e si scopre nell’altro la stessa consapevolezza e lo stesso desiderio , allora si parte per la grande avventura…..
E’ per quello che dico che i genitori adottivi hanno una marcia in più, per questo loro modo di essere sicuri e convinti di quello che stanno facendo.
Quindi si cominciano i colloqui, si parla , si pensa, si domanda , uh ! quante domande e quanti sospiri e quanti sorrisi quando la psicologa ci chiese : “Ma come ve lo immaginate vostro figlio?”
Quel “vostro figlio” ti fa scattare la molla, ti determina, ti forgia, ti fa andare avanti sempre e comunque e poi le domande tra me e mio marito sono diventate: come sarà? di dove sarà? sarà sano? sarà maschio o femmina? che lingua parlerà? sarà grande o ancora in fasce?
Maria, lascia che tuo marito “maturi” questa grande cosa che è l’adozione, questo immenso atto d’amore verso un altro essere umano….
Se tu sei così convinta, prima o poi anche lui si sentirà coinvolto. Parlatene e confrontatevi e ascolta i suoi timori e le sue incertezze. in questo momento quella forte sei tu!
Tutti i dubbi e le paure svaniranno e sarete una mamma ed un papà meravigliosi!
Ciao , Assunta
23/07/09 alle 10:13 |
X MARIA
Anche per noi non è stato tutto semplice. Mio marito ha avuto problemi ad accettare il fatto di non poter avere figli naturali ed ha avuto bisogno di tanto tempo per “riflettere”. Abbiamo fatto domanda di adozione dopo 10 anni di matrimonio, dopo mesi di volontariato in una casa famiglia. E’ lì che si è reso conto che quella era la nostra strada: da qualche parte c’era un bambino che aveva bisogno di noi (invece erano due!). Oggi è un uomo felice e realizzato: è un papà adorabile. Mia cara le cose vengono man mano, ma ricorda che non bisogna “convincere”, bisogna essere sicuri e certi del percorso da intraprendere, mai pensare di colmare un vuoto (lo ribadisco sempre), ma DARE senza nulla in cambio. Non ti sto assolutamente scoraggiando, anzi, se tu sei così convinta di intraprendere questo percorso, metti di fronte a tuo marito queste realtà, e poi parlatene, perchè il silenzio e le incomprensioni non risolvono i problemi. Un bacio.
23/07/09 alle 14:38 |
PER ENZO 2
grazie mille per le tue parole.
Spero vivamente di imparare a vivere una vita serena.
Sono forse troppo fragile
23/07/09 alle 17:19 |
Vi ringrazio, care Assunta e Gaia per le vostre parole che condivido pienamente.
Per mia indole, non appartengo a quella categoria di mogli che “marcano stretto” il proprio compagno, fino a quando, questi, per sfinimento, cede alle richieste della donna.
Non saprei nè vorrei condurre mio marito a tutti i costi verso questa direzione perchè l’adozione è un percorso che si fa a due, tenendosi per mano, con grande forza e convinzione ed è giusto che io rispetti i suoi tempi senza forzature; del resto, non mi piacerebbe neanche un po’, percepire di “essere stata accontentata”.
Mio marito è un uomo di grande sensibilità, intelligenza e chiarezza e so per certo, che quando avrà sciolto i suoi “nodi”, potremo intraprendere quest’avventura meravigliosa sostenendoci a vicenda, sognando di donare tutto il nostro amore ad un bimbo,NOSTRO figlio.
Grazie ancora, un forte abbraccio.
27/07/09 alle 10:30 |
la mia decisione di adottare la definirei estremamente strana e particolare: avevo 10 anni quando ho conosciuto una famiglia che, oltre a due figli biologici, aveva recentemente adottato una ragazzina GRANDE. in quel momento ho deciso che l’avrei fatto anch’io (mio padre ancora se lo ricorda). quando ho conosciuto mio marito già prima di sposarci e indipendentemente dalla nostra fertilità, abbiamo deciso di adottare un figlio già grande, dopo averne avuto uno biologico. e così abbiamo fatto!
27/07/09 alle 11:28 |
Brava Amelia e partner! Ce ne fossero tanti come voi! Si toglierebbero tanti bambini dai guai e dalle sofferenze, dalla fame e dalla solitudine, dai maltrattamenti e tanto altro ancora. Bambini che hanno bisogno….. di una famiglia e di tanto amore. Ci vuole tanta forza e coraggio, ma si può fare! Bravi.
1/08/09 alle 22:46 |
X maria
Guarda che capisco benissimo cosa prova tuo marito.
La prima volta che abbiamo incontrato i nostri futuri figli,siamo stati presentati ad essi non come futuri genitori,ma come persone che erano andati a trovarli.Questa è stata una precauzione da parte della nostra associazione, ( e credo di tutte)per proteggere i bambini di fronte ad una nostra eventuale reazione di rifiuto. Noi abbiamo passato un pomeriggio insieme a loro..ebbene ti confesso che la sera quando siamo rientrati in albergo io ho detto a mia moglie che se quella che avevamo vissuto per poche ore era solo un anticipo di ciò che sarebbe divenuta la nostra vita futura io non me la sentivo affatto! Non avevo paura…ero terrorizzato! Considera che non siamo più ragazzini, e che in tanti anni che siamo sposati senza figli,io e mia moglie abbiam vissuto una vita da fidanzati, pur se con alti e bassi. Abbiamo viaggiato tanto, abbiamo coltivato i nostri interessi, ci siamo laciati andare a mille improvvisazioni con spensieratezza e faciltà. Sentivo che la mia vecchia vita mi sarebbe mancata, anzi già mi mancava,ripetevo a me stesso che i figli bisogna averli quando si è giovani,e poi, 2 bambini dei quali non conoscevo il passato,la loro reazione…chi me lo faceva fare. Quante paure!E poi confesso a me non era successo quello che leggi e senti dire in giro sui genitori adottivi. Quelle frasi del tipo: quando ho visto il bambino ho capito subito che lui era mio figlio! A me non è successo Ma tutte queste paure le ho fatte uscire fuori! Non ne ho tenuta nascosta nessuna. Poi un pò alla volta mi è successo ciò che succede a tutti i papà| Ora li amo! Ora sono felice! Mi sento padre, anzi papà!Mi rendo conto che non stò rinunciando a nulla! E vero la vecchia vita mi manca,ci penso, ma ci penso con la gioia di averal vissuta, come si pensa con gioia agli anni della gioventù.. ma la nuova vita mi entusiasma, mi arricchisce, mi attrae , mi fà fà sentire vivo! Mi fa star bene, amo anche le preoccupazioni che ho!Non tornerei indietro! Vedrai che succederà anche a voi lo stesso. Noi maschietti abbiamo solo bisogno di un pò più di tempo! Abbi pazienza! Pensa che magari il tempo che tuo marito si stà prendendo servirà a farvi incontrare al momento giusto quel bambino/a che il destino ha in serbo per voi, e che senza questa titubanza da parte sua rischiereste di veder sfumare questo magnifico appuntamento.
In bocca al lupo!
3/08/09 alle 8:50 |
Grazie, Enzo 2, per ciò che hai detto. E’ vero, voi uomini avete bisogno dei vostri tempi di riflessione ed è giustissimo rispettarli.
Ho molto apprezzato la tua sincerità nel dire quello che hai provato nel vedere per la prima volta i tuoi figli: paura, sgomento, terrore! Partendo da queste tue reazioni, poi, sei riuscito a creare un rapporto meraviglioso con i tuoi piccoli che hanno rivoluzionato la tua vita.
Auguri per la tua meravigliosa famiglia
16/08/09 alle 22:10 |
Buongiorno,
Ho 42 anni, e a giugno abbiamo presentato domanda di adozione (entrambe).
Siamo consci, io e mia moglie, che certamente se mai arriverà il momento non sarà per un bimbo piccolo, non sarebbe giusto e non ne avremmo le forze. Un marea di domande si agitano, e non abbiamo la risposta.
Ma un bambino così grande, leggendo le vs. storie, ne saremo capaci? Come si fa a diventare “genitori” di un bimbo di 8-10 anni così di botto, senza aver passato tutte le fasi precedenti? Come si possono sanare le ferite che un bambino coì grande si porta dietro (e non credo affatto al tante coccole e amore, l’inconscio è ben più complesso e affamato).
Dopo solo 2-4 ammi si è pronti ad affrontare la fase adolescenziale? Ancora mi ricordo cos’ero io da adolescente, con i miei genitori naturali!
Però, la voglia di dare opportunità ad un bimbo, di dargli la nostra esperienza e soprattutto le opportunità che anche a noi per nostra fortuna il destino ci ha riservato è tanta. Come vedete , un gran casino in testa. Continueremo ad indagare dentro di noi, anche grazie alla lettura di quanto qui scrivete. Certo che anche se non si arrivasse a nulla, il che è possibile data l’età, già così è un cambiamento.
Grazie
Rob
10/09/09 alle 23:53 |
Ho adottato un bambino la cui età effettiva è superiore a quella risutante dai documenti. Vorrei conoscere se qualche genitore è riuscito a modificare la data di nascita ufficiale
14/09/09 alle 12:45 |
Non e` raro che la data di nascita non corrisponda a quella reale, soprattutto quando il bimbo non e` stato iscritto per tempo all’anagrafe del suo paese. Generalmente nell’incertezza i giudici assegnano una data di nascita ai margini superiori a quelli ipotizzabili.
Non so se sia possibile in Italia modificare la data di nascita (con quale poi se non ci sono documenti certi che lo attestino?) ma non me ne farei un grosso problema. Spesso e` necessario un tempo di adattamento (es. nuova lingua, nuove abitudini, problemi psicologici) perche` il bambino trovi un suo equilibrio nella nostra societa` e nella scuola. … qualche mese in piu` di vita anagrafica non puo` che essergli di aiuto!