Qui puoi inserire le tue esperienze di figlio adottato

In questa sezione puoi inserire le tue esperienze di figlio adottato! Esiste anche una sezione specifica nel sito a tale riguardo: http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm

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129 Risposte a “Qui puoi inserire le tue esperienze di figlio adottato”

  1. PAOLA! Dice:

    SALVE!
    QUESTO E’ L’INDIRIZZO DEL MIO BLOG.
    SONO UNA FIGLIA ADOTTIVA IN CERCA DELLE PROPRIE ORIGINI. Devo dire che mi piaccio molto cosi’, ma se avessi chiarezza su quel tassello mancante…..BEH, sarei perfetta! ; ))
    CIAO!

    http://blog.libero.it/MAMMA09SETTEMBRE

  2. Enzo Dice:

    Ho visitato il tuo blog: bello!!!

    Ciao
    Enzo

  3. Erika Dice:

    ciao sono una ragazza di 15 anni … volevo sapere perchè si possono avere informazioni sull nostro “passato” solo dai 25 anni in su … grazie a tutti e rispondetemi in fretta anche sulla mia e-mail (kirikouerika@yahoo.it).

  4. jose monti Dice:

    IO HO SCRITTO LA MIA ESPERIENZA DI ADOTTATO IN UN LIBRO
    http://www.underground-press.net
    AUTORE: Jose Monti
    TITOLO: L’adottato – una piccola e buffa storia tra realta e fantasia
    EDITORE: Nicola Pesce Editore

  5. :'( Dice:

    ciao…io sn un adolescente in cerka dlle sue radici e del suo passato…vorrei sapere ki , kome.. e perkè… mi manka sapere..e poi…voglio andare via da qui,,,

  6. Amelia Dice:

    MESSAGGIO PER PAOLA ED ERIKA
    Ciao ragazze! Sono la mamma adottiva di una quindicenne! Avete pienamente ragione, avete il pieno diritto di desiderare di conoscere le proprie origini. E dico “desiderare” perchè penso che vadano anche considerate le condizioni e le motivazioni della vostra adottabilità. Vorrei rccontarvi il “percorso” di mia figlia. E ve lo racconto io, la mamma, perchè mi fa piacere che voi possiate sentire il parere, oltre che di figli adottivi, anche di mamme adottive.
    Mia figlia viene da una situazione un pò brutta e anche un pò pericolosa. per cui è stata accompagnata in un istituto quando aveva circa 5 anni. Di questo istituto (ci è stata 1 anno) ha dei ricordi molto belli, pensate che sta studiando proprio per fare l’educatrice! Tutt’ora siamo in contatto con le persone dell’istituto che le sono state più vicine e ci vediamo tutti gli anni.
    Ma veniamo alle proprie origini.
    Dopo un pò di tempo che era con noi (quando è arrivata aveva 6 anni e mezzo, ha cominciato a voler ritrovare i suoi genitori biologici con questi motivi:
    - all’inizio li voleva vedere per chiedere loro perchè le avevano fatto del male
    - poi li voleva vedere per punirli
    - poi li voleva vedere per cercare di farli diventare buoni
    - quindi li voleva vedere per perdonarli
    - passato un pò di tempo voleva vedere sua madre per vedere che faccia avesse
    …noi genitori l’abbiamo sempre appoggiata nelle sue intenzioni. Però, visto che avrebbe potuto incontrare dei rischi reali, le abbiamo sempre detto che con lei ci sarebbe stato qualcuno, o il papà o suo fratello (lei ha anche due fratelli che sono stati adottati da altre due famiglie e che vede quando vuole).
    Intanto nostra figlia cresceva e ormai aveva quasi 15 anni. Stava cominciando ad avere dei dubbi sul fatto di voler vedere sua madre biologica…aveva paura di essere riconosciuta da lei…allora ecco cosa le ho detto:
    “Sai cosa facciamo? Aspettiamo il carnevale, ci mettiamo in maschera e andiamo”
    A mia figlia questa risposta è piaciuta, è passato quasi un anno e non ha, per adesso, più alcun desiderio di vedere i suoi genitori biologici.
    L’unica persona della sua famiglia precedente che vorrebbe incontrare è un suo fratello più grande (un altro rispetto ai due di cui ho parlato prima). Questo fratello lo cercherà (e noi la accompagneremo molto volentieri) quando avrà raggiunto i 25 anni. Abbiamo ragionato con nostra figlia e lei si è accorta che negli anni i suoi sentimenti nei confronti della famiglia di origine sono cambiati molto. Penso che sia abbastanza giusto attendere i 25 anni: è bellissimo l’entusiasmo con cui voi ragazzi vi tuffate nella vita ma a volte, nelle decisioni pesanti che possono portare in situazioni dalle quali non si può tornare indietro, a volte dicevo, è necessario essere un pò più vecchi, per sapersi difendere e soprattutto per non farsi ferire in modo più profondo. Questo è il mio pensiero, ma non è detto che io abbia ragione…Vi auguro tanta serenità, ciao

  7. wauki Dice:

    ciao a tutti sono un ragazzo adottato di 22 anni, sino ad’oggi non sentivo il bisogno di conoscere le mie vere origini … e a dir la verità neanche ora … però qualche volta il pensiero torna ma senza turbarmi più di tanto … sarà perchè da quando sono in italia i miei genitori adottivi li ho sentiti dal primo istante miei o meglio i miei unici e veri genitori
    … ma la curisità più grande non è conoscere i miei genitori ma sapere solo se ho da qualche parte del mondo un fratello o una sorella … più che altro volevo sapere se esiste un associazione che si occupa di questo aiutando chi esprime il desiderio di poter conoscere le proprie origini
    … cmq un consiglio ragazzi … vi ama chi vi cresce e non chi vi concepisce … grazie d’esistere mamma e papà …

  8. adozionigiuste Dice:

    Grazie Wauki delle belle considerazioni che, credimi, aprono il cuore ai genitori che le leggono!
    Tra i link presenti nel sito adozionigiuste ( http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#adottivi ) avevo messo il link di un sito che mi sembra si ponga come mandato di aiutare le persone adottate a ritrovare le proprie origini: io personalmente non lo conosco e l’ho trovato cercando su Internet, per cui valuta tu stesso la serieta` o meno del suo operato! Il link e` http://www.astronascente.it/

  9. Enzo Dice:

    Per chi e` interessato, si possono leggere storie di adozione in http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm#storiefigli

  10. maria Dice:

    nata il 13/03/1955 al S.Camillo di roma battezzata il 21/03/1955 adottata a 16mesi vissuta in ua famiglia serena e AMATA si tutto va bene ma mia MADRE quella che mi ha portato per 9mesi nel suo grembo dov’è io la cerco ancora

  11. albina Dice:

    sono una mamma di una ragazza di 35 anni che sono stata costretta ad abbandonare: io non avrei voluto farlo, ma altri hanno deciso per me perchè ero minorenne. Non passa giorno in cui io non mi chieda come sta, com’è la sua vita e se è felice, ma mi hanno detto che non ho il diritto di cercarla. C’è qualcuno che può darmi consigli su come fare per avere sue notizie? Grazie di cuore a tutti

  12. Enzo Dice:

    Se tua figlia ha, come dici, 35 anni, e percio` e` maggiorenne, penso abbia il diritto di conoscere le sue origini e di contattarti. Ho visto che ci sono siti (vedi tra i link di adozioni giuste), che consentono di lasciare richieste del tuo genere, qualora da entrambe le parti ci sia il desiderio di un incontro.

  13. albina Dice:

    grazie enzo per l’informazione. Non sono molto pratica, tu mi sai indicare a quale link rivolgermi? io intanto cerco, ma sono un pò imbranata….. grazie ancora

  14. Enzo Dice:

    Alcuni li ho trovati e messi in http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#adottivi, ma cerca meglio con il motore di ricerca google! Se troviamo qualche sito interessante aggiontivo comunichiamocelo!
    A presto

  15. albina Dice:

    grazie Enzo, mi metto alla ricerca. Se trovo qualcosa ve lo faccio sapere.

  16. Anonimo Dice:

    Questa è una lettera per mio padre adottivo?
    Caro papà, ora che non posso piu’ guardarti negli occhi, ma che il tuo sguardo severo e pensoso è ancora vivo fortemente dentro di me, ora, dopo tanti troppi anni che te ne sei andato per sempre, io ti chiedo qual è la verità.
    E tu non puoi piu’ rispondermi.
    Le cose piu’ importanti della mia vita accaddero in sette giorni: scoprii di essere stata adottata leggendo la cartella clinica rilasciata a mamma dopo la sua operazione e vorrei poterti spiegare, con le parole che oggi conosco e allora erano come bloccate in gola … vorrei poterti dire il vuoto assoluto, la disperazione schiacciante, il senso di alienazione, la rabbia …
    Tu te ne accorgesti che non stavo bene e quel giorno, io e te al ristorante, mi dicesti che eri tu il mio vero padre e che avevi avuto una relazione con la cognata della signora T. e lei aveva un negozio in via Cosenz, a Napoli.
    Che avevi adottato ad un anno e mezzo proprio la bambina nata da quella relazione.
    scuotendo il capo dicesti pure che non eri proprio sicuro—
    Di cosa?
    Questo mi dicesti ed io non ti chiesi niente, nemmeno il suo nome e del perchè di quell’insicurezza, perchè sentivo che, per te, ogni parola era un macigno, e stavi male, e quasi non mi guardavi.
    Ti volevo troppo bene per farti soffrire.
    Da tanti anni tu e mamma mi avete lasciata ed io oggi sono andata in cerca di quella signora.
    Niente.
    Niente coincide con quello che mi hai raccontato, ed io sto impazzendo per sapere se mi hai mentito, se mi hai detto una mezza verità, se sei stato ingannato a tua volta.
    Però ti ringrazio: per trent’anni ho vissuto serena pensando che tu fossi mio padre naturale e che a PESCARA viveva una madre biologica che tu avevi conosciuto e forse amato.
    Ma nel cuore sempre e solo il volto della mia vera madre, tua moglie.
    Vorrei dirti che ti voglio bene, che sono confusa, che so quanto mi hai amato, insieme a mamma, e poi, prendendoti dolcemente la mano tra le mie vorrei rassicurarti che non ha importanza se mi hai fatta tu o no, perchè tu sei l’artefice di quello che sono oggi, tu che mi hai forgiato, che mi hai spiegato la vita, che mi hai fatto studiare … TU SEI MIO PADRE E BASTA.
    Vorrei solo capire perchè mi hai fatto quelle rivelazioni e cosa c’era di vero.
    Per me conoscere le mie origini, adesso, ha un doppio significato: sapere da chi sono nata, ma forse, ancora di piu’ capire meglio te, seguendo le tracci di questa improbabile pista che hai voluto consegnarmi…
    Ciao papà
    Emilia

  17. emilia Dice:

    La mia lettera a papà è anche il mio messaggio nella bottiglia. Oggi la bottiglia si chiama blog, post, topic ecc …, ed il mare è il web.
    Raccogliere e decifrare un messaggio è sempre solo affidato alla fantasia dei naviganti …

  18. Samy Dice:

    I figli che cercano le proprie origini e i genitori che vorrebbero ritrovare i propri figli dati in adozione, possono vistitare i siti di astronascente e faegn.. in bocca al lupo!

  19. fabio Dice:

    ciao mi presento a tutti, mi chiamo fabio e sono stato adottato. Volevo rispondere ad Erika, non è vero che a 25 anni puoi conoscere chi erano i tuoi veri genitori ma anzi io ho conosciuto chi erano i miei genitori appena compiuto 18 anni…per iniformazioni contattami a bassa80_120@hotmail.it

  20. silvia Dice:

    cerco i miei figli allessandra barbara mirko barbara e del 80 mirko del 10 12 82 alessandra e nata quando avevo 14 15 anni ora ne ho 49 sono nati a roma scrivetemi su silenesilvia@yahoo.it puo’ darsi che vi anno cambiato nome tipo
    ò

  21. simona Dice:

    sono mamma adottiva anche io, leggo tutto d0un fiato le vostre parole, sento il mio cuore stringersi forte forte in una morsa glaciale…
    So che mio figlio avrà bisogno delle sue origini, ho tutti i dati dei suoi genitori, ma più tempo passa e più ho paura di quel giorno…Paura di sentirmi dire: cerco la mia mamma, perchè sono io la sua mamma!

    • nina Dice:

      sono anch’io una mamma adottiva ed è la prima volta che leggo storie di adozione, mi sono subito rispecchiata in ognuna delle parole che hai detto e sapere che non sono da sola ad avere queste paure, mi aiuta. grazie

  22. Antonio Dice:

    salve a tutti!Sono antonio,vivo a napoli,ho 18 anni.Sin da piccolo ho sempre cercato di far luce sulle mie origini,come ogni ragazzo adottato credo.Ho avuto la fortuna di avere accanto a me due genitori fantastici ,che mi hanno sempre aiutato in quest impresa,senza mai ostacolarmi.Insieme abbiamo fatto davvero tanto per scoprire il mio passato.ambasciate,consolati,polizia ,tribunali,ma niente di tutto cio mi ha potuto aiutare,finche per i miei 18 anni mi hanno regalato un bellissimo viaggio in Brasile,con la speranza di trovare qualcosa.E stato difficile le ricerche sono state lunghe e faticose dato ke ho dovuto girare(insieme ad un amico)il brasile da nord a sud,finche alla fine sono riuscito nel mio intento.Oggi ho due sorelle con le quali abbiamo riallacciato tutti i rapporti,ci sentiamo telefonicamente e su internet.in famiglia siamo tutti contenti di questo,non ci poteva essere regalo piu bello!DIKO INOTLTE A TUTTE LE MAMME ADOTTIVE DI NON OSTACOLARE MAI I PROPRI FIGLI NELLE RICERKE DELLE ORIGINI,PERCHE VIVREBBERO MALE IN SE STESSI ANKE SE ESTERNAMENTE NON LO FACCIANO VEDERE.NON C E NIEN TE DI MALE IN QUESTO E UN DIRITTO.LA MAMMA ADOTTIVA E QUELLA K TI HA CRESCIUTO E TI HA AMATO CON TUTTA SE STESSA E QUINDI NON POTRA MAI ESSERE MESSA DA PARTE,MAI E POI MAI.L AMORE DI UN GENITORE NON EVE ESSERE EGOISTICO ANSI…DA QUI SI VEDE LA DISPONIBILITA DI ESSERE DEI VERI GENITORI.AMO CON TUTTO IL CUORE I MIEI DI GENITORI K MI HANNO SEMPRE SOSTENUTO E INSIEME OGGI CI GODIAMO LE MIE SORELLE IN BRASILE TUTTI INSIEME COME UNA FAMIGLIA ALLARGATA.PER QUALSIASI DOMANDA LASCIO IL MIO INDIRIZZO E-MAIL: puma510@hotmail.it

  23. giuseppe Dice:

    Sto cercando di trovare la madre di mia madre (la mia nonna naturale) per motivi umani di conoscere le proprie origini, Mia Madre (vittani Vincenza) nacque a Roma il 19 luglio del 1932 in Via Arno 90 (asilo materno Sant’ Anna) da madre che non consenti’ essere nominata, e la nascita fu dichiarata nella casa governatoriale di Roma dalla signora Camilla Kutter, un impiegata. Il giorno 2 agosto dello stesso anno mia madre fu posta nel Brefotrofio di Roma in via Nicola Fabrizi 7 e battezzata a Roma nella chiesa di San Francesco a Ripa Grande il 9 agosto dello stesso anno, essendo madrina di battesimo Anna Bravar.
    Il 10 agosto 1932 fu affidata ad una balia nella provincia di Roma (Licenza) che successimavente decise di crescerla pur mantenendogli il nome datogli alla nascita.
    Dai registri del brefotrofio risulta che fino a due giorni prima dell’affidamento, mia madre fu allattata da una nutrice di nome Lina Ricci, che secondo le usanze in quegli anni potrebbe essere la stessa madre naturale di mia madre che si recava al befotrofio, in Via Nicola Fabrizi 7 a Roma, per allattarla prima di una eventuale adozione. D’altra parte potrebbe solo essere una nutrice.
    Dopo alcuni anni, quando mia madre era ancora adolescente, la madre naturale si reco al paesino della balia a riprendersi mia madre ma la balia si rifiuto di restituirla e le chiuse la porta.
    A questo punto la madre naturale di mia madre potrebbe non essere piu in vita ma potrebbe essersi confidata con parenti ed amici o forse con I suoi stessi figli. Il suo ritrovamento aprirebbe un nuovo capitolo della storia della nostra famiglia.
    Vorrei precisare che le mie ricerche hanno una scopo puramente affettivo.
    Se questo racconto suscitasse in voi ricordi ed emozioni, non esitate di contattarmi.
    E-mail: gr399@tiscali.co.uk
    Cell: 0044 7752692687

  24. alex62 Dice:

    mi chiamo carmelo sono nato a roma il 16-03-1962 credo al s.giovanni o al s.camillo insieme a un altra bambina che si chiama maria. non sò xchè ma hanno sempre detto ai miei genitori adottivi(ora scomparsi) che la mia gemella è deceduta a 3 mesi di vita! ma se è vero che esiste la famosa simbiosi non sento neanche minimamente che sia morta!! appena nati ci hanno messo a villa pamphili poi io nel novembre del 1963 venni adottato! vorrei tanto trovare mia sorella e sapere chi era nostra madre se potete darmi un sistema x arrivare a questo ve nè sarei molto grato- sento che è come mancasse un pezzo di me stesso senza ritrovare mia sorella- il cognome che l istituto ci aveva assegnato era OSTINI CARMELO e OSTINI MARIA- nati a roma il 16-03-1962- un abbraccio a tutti e grazie-

  25. assunta Dice:

    Cari amici ,
    So come vi sentite anche a me mi manca il volto della mia mamma ,ma so una cosa se i nostri cari non ci hanno voluto e carpa loro non nostra.
    Per tutta la mia vita mi sono sentita in colpa ,ma adesso so solo una cosa ringrazio Dio. Di essere una persona come sono.

    Grazie e un saluto

  26. GGB PROTECTION Dice:

    Cari amici, leggendo il Blog capiamo cosa possono provare le persone e specialmente i giovani che scoprono per svariati motivi di non essere i figli naturali di persone che tanto hanno fatto e tanto faranno pur di vederli felici e posizionati nella vita, noi siamo una agenzia di sicurezza e abbiamo una sezione specializzata nelle ricerche di questo tipo, ma credeteci tante volte conoscere il passato non rende piu’ di tanto, i genitori veri sono quelli che vi hanno cresciuto non quelli che per svariati motivi vi hanno abbandonato, ogni volta che abbiamo ricongiunto la madre biologica con il figlio si e’ notata una forte emozione tra loro, ma anche paura,diffidenza,rabbia,sono senzazioni che si provano al ricongiungimento dopo tanti e tanti anni, raccontarsi in pochi minuti la loro vita domandarsi i perche’,come e quando e potuto succedere a tanti puo’ dare un equilibrio, a tanti puo’ farlo perdere.

    • Simona Dice:

      hai ragione.
      La ragione di chi non sa come ci si possa sentire alieni, di come possa essere brutto, frustrante, orribile guardare i tuoi figli e non sapere a chi assomiglino, non avere idea di eventuali malattie ereditarie e quindi non potere prendere eventualmente precauzioni…
      ma a parte questi “ridicoli” distinguo, hai ragione, ovvio…
      chi adotta è un santo perchè si prende cura di un sangue non suo…ovvio :-( ((
      @tutti: nn mi risulta che ci sia in Italia la possibilità di conoscere le proprie origino, mai e in nessun caso.
      Questo è almeno quello che mi è stato risposto dal brefotrofio di Venezia e da altre idtituzioni che ho contattato.
      Se così non è, se la legge italiana è cambiata fatemi sapere
      grazie

  27. leila Dice:

    ciao sono leila e avrei tanta voglia di dialogare con Albina, la mamma in cerca della sua piccola:
    io sono stata adottata all’età di due mesi e mezzo dopo essere stata nell’orfanotrofio di villa pamphili; ho un figlio di 7 anni e da quando sono diventata madre sento forte dentor di me la volgia di conoscere la persona che mi ha tenuto in grembo 9 mesi.
    ciao leila . leilapama@tiscali.it

  28. Loredana Dice:

    Ciao!
    Cerco mia cugina: è nata il 03/07/92 si chiama Elisa. E` stata adottata all’età di 6 anni circa.
    Per essere più chiara … le mie cugine sono 2 sorelle, Elisa e Francesca, quest’ultima nata 13/03/94.
    Vi aspetto!
    Se ci sei fatti sentire … vailory@libero.it

  29. SANGEETHA Dice:

    Ciao a tutti mi chiamo Sangeetha e sono una ragazza indiana adottata, sono nata il 06/05/83 a Vaythri in un piccolo paese del sud est del Kerala.

    Sono stata adottata all’eta di 5 anni, da una coppia di siciliani sono stati per me dei genitori fantastici. Scrivo al passato perche’ dopo due anni dalla mia adozione mia madre e’ morta di cancro.

    Per me e’ stato come cadere in un baratro, non potevo credere che proprio a me capitasse questo, ma penso (anzi ne sono sicura) che la cosa che mi ha fatto piu’ male sia stato il mio atteggiamento nei suoi confronti: per quanto io adorassi mia madre, non sono mai stata capace di dimostrarle il mio affetto. Quando sono stata adottata e’ venuto a prendermi in INDIA mio padre e nel vederlo ho provato subito un bene morboso, Non mi staccavo da lui neanche per un attimo avevo paura di perderlo e sopratutto avevo paura che mia MADRE me lo portasse via e che mi riportasse di nuovo in India. Ma come poteva portarmi via se proprio lei mi ha voluto piu’ di tutti! Ma con i miei 5 anni non l’ho capivo: pensavo che il fatto che non mi fosse venuta a prendermi in INDIA con mio padre era segno che solo mio lui mi voleva … ma non era cosi’. Dopo poco tempo che mia madre non c’era piu’, mio padre mi diede il suo diario con tutte l’emozioni che aveva provato con il mio arrivo, i miei primi mesi con loro. Leggendo quelle parole ho capito quando mi volesse bene e come stava male per il fatto che per me mio padre fosse la persona piu’ importante e lei fosse secondaria.
    Ma nonostante tutto il suo dolore non ha mai fatto pesare la cosa ne a me ne a mio padre che non si era mai accorto di questa cosa. E adesso che non c’e piu’vorrei gridare forte il bene che le voglio … ma tanto ormai e’ troppo tardi.
    Piu’ che parlare della mia esperienza di figlia adottata ho voluto parlare di lei perche’ la mia esperienza piu’ bella e’ stata conoscere lei: MAMMA ovunque tu sia sappi che ti ho sempre voluto bene e sopratutto mi manchi tantissimo.

    SANGEETHA.

    • simonetta Dice:

      Ciao, sono la mamma di Uday che oggi ha 15 anni. Viene anche lui da Vaityri (aveva solo 16 mesi quando siamo andati a prenderlo). Volevo soltanto dirti che anche se non ti conosco ti abbraccio forte e spero per te una vita serena.

  30. Amelia Dice:

    Cara Sangeetha, non sentirti così! La tua mamma era una persona intelligente e come tale immaginava come potessi sentirti…e te lo dice una madre adottiva che ha aspettato molto a lungo che la propria figlia adottiva (6 anni e mezzo) fosse pronta per relazionarsi…le mamme comprendono i loro figli! E l’amore dei genitori è sempre gratuito e grandissimo! ciao, è bellissimo che tu senta “fantastici” i tuoi genitori!

  31. Sailorsky Dice:

    Salve, anche io vorrei sapere di + sulle origini. Senza dare giustificazioni sul perkè, se è perkè sono contento o meno dell’attuale situazione, perkè penso sia un mio diritto saperlo senza dover dare rassicurazioni che non “voglio scappare” od altro. Voi sapete qual’è l’iter? Io sono stato adottato tramite il CIAI e sono ben oltre la maggiore età.

  32. Anonimo Dice:

    ciao a tutti sono Annalisa:sono stata adottata all’età di un’anno sino ad allora ero stata cresciuta dal befetrofio di cagliari.
    sono nata a cagliari il 12 aprile 1969 cerco ancora la mia madre biologica che non sono mai riuscita a trovare, anche perchè i miei genitori non hanno mai voluto aiutarmi! adesso sto facendo veramente di tutto, sono pure arrivata a rivolgermi a degli investigatori privati ma purtroppo i prezzi che mi chiedono sono per me inaccessibili! sono disperata perchè più passa il tempo e più o paura di non trovare la mia madre biologica!
    qualcuno mi sa consigliare altre soluzioni?
    vi ringrazio tantissimo!
    questa è la mail di mio marito: careddugiuseppe@tiscali.it

  33. Maria Dice:

    Ciao.
    Sono Maria.
    Non so se questo sia il il posto giusto per parlarvi della mia storia anche perchè le vostre sembrano così piene di speranza.
    Sono stata adottata anche io (a 12 anni) e condotta da Mosca (la mia città natale) in un paesino del Sud. Fino ad allora avevo trascorso la mia esistenza in svariati istituti senza aver conosciuto alcuna figura della mia famiglia d’origine. Premetto anche che non ero proprio entusiasta all’idea di lasciare la ciurma di ragazzi/ragazze con cui avevo condiviso praticamente tutto (erano la mia famiglia); la mia pseudo-casa in cui giocavo, studiavo, crescevo; ne tantomeno la mia terra, le sue contraddizioni, la neve.
    Sognavo l’adozione, certo, ma non per un bisogno di affetto (come si fa a sognare qualcosa di cui non si è mai avuto neppure sentore? E soprattutto come si fa ad avere la capacità di sapere cosa potrebbe essere meglio per noi quando ci vengono imposti i luoghi in cui stare, le persone che si prenderanno cura di noi senza spiegazioni, per mezzo di una logica invisibile, senza che via sia una persona realmente interessata a noi ?).
    Sognavo di avere dei genitori per avere tutte le cose che vedevo addosso, nelle mani degli “altri” bambini che incontravamo nelle nostre passeggiate al di là degli intimi cancelli.
    Ecco allora che vi propongo la mia microstoria di orfana adottata agli inizi dell’età puberale. Essa non verte intorno alla necessità di trovare il filo delle proprie origini, ma sulla perplessità circa le modalità con cui (ri)costuire la propria identità nonostante la conoscenza, la consapevolezza di esse (e nonostante i dubbi, tutt’oggi ,se si sia trattata di un’adozione giusta.)
    Mio padre adottivo l’avevo conosciuto qualche mese prima: mi era parso un uomo gioviale ed affettuoso; mia madre, invece, solo al momento di partire.
    Ricordo che mi rincorreva (con notevole disagio da parte mia) dandomi dei pizzicotti sulle guance, imponendosì, dunque, con la sua passionalità fin dall’inizio.
    Una volta venuti in Italia, oltre ai problemi comunicativi e a quelli legati alla diversità dei rispettivi stili di vita, la cosa che mi terrorizzò di più fu il dormire da sola (non avendolo mai fatto), cosicchè i miei misero un letto per me nella loro camera.
    Ah già, li sto chiamando i miei genitori, ma allora non li pensavo neppure tali. Il problema lo risolsi, chiamandoli mamma e papà all’inizio per gioco, decidendo che questra strategia non li avrebbe fatti diventare neccessariamente tali solo grazie a dei nomi. Tuttavia alla base vi fu forse anche un bisogno di definire in qualche modo il rapporto con questi estranei. Da allora ebbi dei genitori, e loro ebbero una figlia. Ma non è stata, e non lo è tuttora, una favola con lieto fine.
    Trascorso del tempo, iniziai a rendermi conto che queste persone mi diventavano anzichè intime sempre più aliene. Mi imponevano di mangiare delle pietanze che non avevo mai assaggiato, mi impedivano di frequentare le amichette che mi ero fatta intanto a scuola. Certo facevano più o meno quello che fanno i genitori, ma io non lo sapevo, … e poi, pensavo: che diritto ne hanno loro?).
    A scuola all’inizio ebbi diversi problemi, non solo nella comprensione e nell’apprendimento, ma anche a livello relazionale in quanto notavo che i rapporti amicali instaurati nei vari istituti (che per ovvie ragioni dovevano essere molto stretti), qui non riuscivo a riviverli.
    Nel frattempo iniziai a nutrire una forte rabbia nei confronti di mia madre (mio padre non me lo ricordo neppure in questo periodo, … e non perchè fosse assente fisicamente) e in più occasioni le ho messo le mani addosso. Ho distrutto la mia stanza a forza di calci e pugni. Lei mi minacciava, dicendo che m’avrebbe rispedito in istituto, che non mi avrebbe permesso di vedere le mie amicizie, ecc… Ero quel che si dice una ribelle, un’antisociale, nonostante queste condotte si manifestassero solo all’interno della casa.
    Su consiglio di una donna che aveva adottato 2 sorelle russe di 4 anni, decisero di inviarmi da un Assistente Sociale (ma io mi chiedo, col senno di poi: non doveva esserci fin da subito?). Allora ci andai. Ci chiese di fare dei colloqui con tutta la famiglia. Ma naturalmente le versioni che loro davano dei miei atteggiamenti e comportamenti erano diverse dalla mia individuale interpretazione. E questo perchè i nostri temperamenti erano e sono quasi del tutto incompatibili l’uno con l’altro. I modelli che mi offriva mia madre sulla vita, sulla famiglia, sulla Donna erano per me inacettabili.
    Dopo il primo colloquio mio padre non venne più con noi dall’Assistente Sociale, decidendo che si trattava di un problema mio, un mio presunto difetto di personalità, una mia la colpa e quindi mio personale solitario bisogno di aiuto. Aiuto per cosa? Per adeguarmi ai loro metodi educativi, alla convinzione che un figlio debba obbedire, debba essere plasmato dai desideri, bisogni e progetti dei genitori.
    Anche mia madre, ad un certo punto, relegò a me personalmente il tentativo di corregermi con l’aiuto professionale dell’assistenza sociale, psicologica, comunque sempre di altri che fossero più dominanti. Mia madre me lo diceva spesso: “Se tu avessi avuto tal dei tali come madre (per durezza freddezza autoritarismo) allora si che avresti rigato dritto!!!”
    L’adolescenza che ho vissuto è stata terribile, tra senso di costrizione (mia madre uscendo chiudeva anche la porta di casa a chiave), anoressia, pedinamenti ossessivi di mio padre, fughe, attachi di rabbia, depressione, ricoveri in ospedale per intossicazione da alcool, tentativo di suicidio e soprattutto un senso di solitudine estremo, viscerale. Eppure quello che volevo era vivere come una ragazza qualunque e probabilmente per loro ero lo stesso nella loro veste di genitori adottivi. Cionostante il nostro incontro è stato così doloroso per entrambi …
    Cosa non ha funzionato? Forse il tentativo di riempire vuoti sbagliati, una disomogeneità temperamentale, culturale e genetica, che non è stata attentamente valutata nei colloqui psicologici preliminari all’avvio delle pratiche. … e molto ha influito, sicuramente l’incompetenza o l’indifferenza professionale delle figure che sono state di volta in volta chiamate in cause (per redimere questa peccatrice). Basti pensare che una di loro ha brillantemente consigliato ai miei genitori di portarmi da un giudice dei minori perchè mi mettesse paura. Paura di comportarmi spontaneamente? Io non potevo, non sapevo agire diversamente da come facevo. L’esperienza comunque ha avuto come esito una denuncia per me per vilipendio alla bandiera italiana, o offesa del Pubblico Ufficiale, … non ricordo bene.
    Ora gran parte dei problemi sono stati superati, anche perchè sono cresciuta e mi sono trasferita a vivere in un’altra città. Mia madre noto che è diventata più aperta, più flessibile, meno coercitiva. Io sono diventata più affettuosa e mi piace passare tempo con mia madre, quando possiamo. La sento come mamma, ma è una situazione di comodo perchè io la soddisfo principalmente nei miei studi accademici e lei me in quanto figura che sento presente, nonostante tutto. Mia madre mi dice ultimamente che spesso sogna di avere un bambino. Mia madre quando mi chiama mi chiede: Come stai? (con questo intendendosi salute fisica) Hai mangiato? Com è il tempo da te? Mio padre non è mai riuscito a distaccarsi dalla sua figura di padre – marito – padrone: non parliamo quasi mai al telefono e quando sono da loro parla a me rivolgendosi a mia madre.
    Attualmente non colpevolizzo più i miei genitori. Anche loro hanno avuto una dura sofferta disillusione, hanno pianto ed urlato anche loro.
    Ma io? In questo si rivela il mio dramma attuale. Andando indietro nel tempo mi ricostruisco per mancanze, dolori ed illusioni. Eppure un’identità dovrebbe avere come partenza una presenza, una guida, un amore … incondizionato, compassionevole ed aperto.
    Ed allora è ad una coppia che si prepara ad accogliere una bambino proveniente da una realtà a loro estranea come la mia, come quella di alcuni tra voi, che vorrei rivolgermi; chiedendovi di informarvi su questa realta in tutti i suoi aspetti, di esplorare profondamente ed a lungo le vostre risorse interiori ed i limiti soprattutto con l’aiuto di una figura esperta e capace, che possa guidarvi nel vostro percorso di crescita e consapevolezza. Penso che dobbiate avere una pazienza, tolleranza ed apertura verso la diversità incredibili. Quindi prima di tutto si tratta di adottare se stessi.
    Scusatemi per essere stata così prolissa, ma le nostre non sono forse narrazioni ricostruzioni più lunghe di qualsiasi altra? … a volte sono infinite …

  34. adozionigiuste Dice:

    Cara Maria,
    sicuramente questo e` uno dei posti “giusti” per raccontare la tua storia, … direi soprattutto la tua storia che, seppure nella sofferenza, mi sembra comunque intrisa di speranza … per te e per tutte le coppie che hanno intrapreso o intraprenderanno una adozione.
    Mi sono piu` volte chiesto, leggendo le tue considerazioni profonde, quale eta` tu possa avere oggi: sicuramente dimostri una maturita` ed una sensibilita` fuori dal comune.
    Le sofferenze che purtroppo hai subito sicuramente hanno fatto di te una persona speciale. Non so che studi tu stia svolgendo, … mi piace pensare che possano portarti un domani a lavori che in qualche modo sappiano sfruttare questa tua sensibilita` (es. assistente sociale, psicologa, insegnante, medico, infermiera).
    Penso che molti altri bambini adottati o meno abbiano storie simili alla tua da raccontare, … solo che pochi tra quelli hanno tuttavia la volonta` e la capacita` di raccontarsi e raccontarle, soprattutto se penso che uno dei motivi principali che ti ha spinto a scrivere sono le raccomandazioni che lanci alla fine a tutte le coppie che intendono adottare un bimbo.
    Sicuramente nella storia che racconti ci sono state manchevolezze su molteplici fronti, da parte di piu` persone, … ma e` troppo facile vederle da chi dall’esterno non vive certe esperienze personalmente.
    Anche noi come coppia abbiamo avuto grossi problemi con nostra figlia che pur aveva “solo” 3 anni e mezzo, ma gia` un sacco di tristi esperienze alle spalle … e solo da poco (a distanza di 4 anni dall’adozione e con l’aiuto di psicologi/psicomotricisti che stanno seguendo, fin quasi da subito, sia noi sia la bimba) si stanno vedendo i primi evidenti risultati. L’aggressivita` di cui tu parli, la conosciamo bene.
    Hai pienamente ragione quando dici “Penso che dobbiate avere una pazienza, tolleranza ed apertura verso la diversita` incredibili. Quindi prima di tutto si tratta di adottare se stessi“. Perche` e` quanto mai vero che, sebbene sia estremamente difficile e talvolta risulti quasi impossibile, ci si deve sempre mettere nei panni dell’altro e si deve far fronte alle insicurezze, alle aspettative e alle paure che ciascuno inevitabilmente porta dentro di se`.
    Infine voglio riprendere ancora una tua frase che mi ha colpito particolarmente:”Un’identita`dovrebbe avere come partenza una presenza, una guida, un amore … incondizionato, compassionevole ed aperto“. Penso infatti anch’io che quello sia il fine principale a cui una coppia che adotta un bambido deve tendere, pur negli inevitabili errori e manchevolezze, … una presenza, un esempio di amore incondizionato che sappia essere un punto di partenza da cui il figlio possa costruire/ricostruire la propria identita`. … se questo e` vero per qualsiasi figlio, lo e` ancor di piu` per uno adottato.

    Grazie Maria.

  35. Barbara Dice:

    Buona sera a tutti voi, mi ritrovo qui a leggere e rileggere le parole di questo Forum interessantissimo per me, perchè penso al futuro della mia piccina, arrivata nella nostra famiglia alla tenera età di 16 giorni.
    Mi soffermo è rifletto, quale la modalità migliore per dare alla mia piccina le armi giuste per affrontare la sua vita contro chi con cattiveria a volte giudica.
    Sono dell’idea che la mia piccolina conoscerà la sua/nostra realtà con l’ascolto delle prime favole… di una cosa sono certa!! Lei ha preso un treno sbagliato ma è venuta al mondo perchè destinata a noi da Dio.
    Adesso chiedo a figli adottivi,… come avete saputo di essere figli adottivi, quali esperienze si sono rivelate positive e quali negative?????
    Vorrei dare il massimo, il meglio alla mia piccina e vorrei che Lei un giorno abbia la consapevolezza che la sua mamma ed il suo papà la amano da morire.
    Sono convinta di una cosa, i nostri figli non hanno madri o padri adottivi e madri o padri e madri o padri biologici…..
    ….I nostri figli hanno un padre ed una madre poi qualcuno che li ha messi al mondo perchè scelti da Dio per condurli a noi.
    Sono Madre da poco più di un mese e dico a figli grandi che veramente Noi vi amiamo da impazzire, siete la nostra vita.
    Grazie per avermi letta.

  36. assunta Dice:

    Ciao Barbara, leggo con piacere la vostra storia, anche perchè assomiglia tanto alla nostra: pochi giorni fa anche io ho scritto della immensa felicità e dell’amore totale e assoluto per nostro figlio, arrivato a noi a soli 17 giorni di vita.
    Siamo convinti che lui era destinato a noi: la strada è stata diversa dal concepimento, dalla “pancia” e dalle nausee della gravidanza, ma il suo arrivo era scritto nelle nostre vite.
    A lui abbiamo raccontato tutto: dal giorno in cui abbiamo preso la grande decisione, all’attesa, alle emozioni, alle lacrime, al batticuore di quando lo abbiamo stretto a noi per non lasciarlo più.
    Purtroppo leggo storie di grande sofferenza: il dolore atroce di Giuseppina, i dubbi di chi scrive se iniziare o meno le pratiche di adozione, gli abbandoni, le storie dei figli che vogliono trovare le loro radici….
    e mi faccio tante domande, su come affrontare tutto quanto si prospetterà in futuro; io e mio marito vogliamo per nostro figlio, come tutti i genitori del mondo, la serenità e la consapevolezza di essere amato.
    Lui fa tante domande, le fa da quando era molto piccolo, intorno ai tre anni: le sue domande sono sempre molto mirate e gli occhi fissi nei nostri, quasi a cercare nel profondo delle nostre anime, le risposte che poi puntualmente arrivano, senza giri di parole, ma con molta precisione e dolcezza, senza misteri.
    Come anche io dicevo, i nostri figli devono avere l’assoluta certezza che non esistono doppie figure genitoriali: sembra una frase fatta , ma essere mamma non è partorire.
    Chi lo ha avuto nella pancia nostro figlio non è una mamma , è una persona che ha fatto una scelta.
    quindi, Barbara, leggendoti, mi sembra di ascoltare me . vedrai che non sarà difficile parlare alla tua bambina , ma soprattutto ascoltarla.
    I bambini sono meravigliosi: hanno la capacità di farti guardare dentro, di tornare bambino a tua volta, di rivederti com’eri , di farti sorridere, di farti piangere.
    quante volte alla sera, quando il mio bambino mi dice: “Mamma mi sento solo, vieni nel mio letto a fare qualche coccola?” mi si stringe il cuore, perchè, benchè piccolissimo, lui l’abbandono l’ha comunque vissuto e allora me lo stringo forte fin quasi a toglierci il respiro e allora lui mi guarda negli occhi e sorridendo felice e assonnato esclama: “una mamma come te non ce l’ha nessuno! ti voglio bene fino alla fine del mondo!”
    sono contenta di scrivere ogni tanto e leggere tutti voi mi arricchisce….
    buona giornata a tutti, e grazie!
    Assunta

  37. cinzia Dice:

    Ciao a tutti. Sono cinzia, ho 44 anni e cercomio nipote Cristiano, figlio di mia sorella maggiore morta nel 1984. Cristiano è nato il 6 febbraio 1976 a Bolzano e è stato dato in adozione nel 1977. Oggi ha 32 anni, lo sto cercando da molto tempo ma finora non ci sono riuscita. Vorrei trovarlo per dirgli che oltre ad avere una zia ha una sorella di 25 anni che sa della sua esistenza e che vorrebbe tanto incontrare. Chi mi può aiutare????????????

  38. Michela Dice:

    Ciao, sono Michela e ho 30 anni.
    Sto cercando i miei due fratellastri, Fabio e Debora. Sono originari di Vicenza. So che sono stati in orfanotrofio fino ad una ventina di anni fa, sono stati poi dati in affidamento pre-adozione in provincia di Vicenza, a Marola. Anni? Fabio è dell’82, Debora non ricordo se 84 o 85, nati entrambi ad ottobre. In questo momento non mi vengono in mente altre informazioni da potervi dare… Grazie dell’attenzione.

  39. Mario Dice:

    Sono un uomo adottato di 37 anni. Sono stato adottato all’età di 3 anni e mezzo, il mio padre adottivo è morto quest’anno e la mia madre adottiva è malata di alzheimer. E’ come aver perso in un solo momento entrambi. Ho letto le vostre testimonianze e noto che quasi tutti volete conoscere le vostre origini. Io francamente non ho mai avuto questo desiderio, ho vissuto la mia vita finora sempre amato dai mie genitori che sono solo quelli adottivi. Ma dopo aver perso mio padre si è rotto qualcosa. Continuo a non voler sapere niente della mia vita precedente l’adozione, ma dentro di me è rinato come un senso di abbandono. Sono sposato ed ho una figlia, che adoro, ma continuo a sentire la necessità di avere la mia vita sottocontrollo, di proteggere in ogni modo me stesso da un vuoto che non riesco a spiegare. Sono soddisfatto della mia vita familiare, lavorativa, sociale, ma allo stesso tempo mi manca qualcosa che non so spiegare, saprei anche nome e cognome originari, ma non mi interessa ricercare le origini, ma sento comunque un vuoto. Sono solo io a provare certe sensazione, emozioni a cui cerco di dare una spiegazione o anche altre persone hanno vissuto questa confusione di sentimenti? se qualcuno vuole rispondermi vi prego di scrivermi all’indirizzo e-mail: grmario@tiscali.it

  40. valentina Dice:

    salve volevo sapere come posso ritrovare i miei genitori naturali…se qualcuno sa per favore inviatemi una email..grazzie infinite

  41. laura Dice:

    ciao io sono laura ho quasi 28 anni adottata mi sento incompleta cerco la mia mamma vera e la mia sorelina mia madre quando mi ha dato via lei aveva 23 anni e mia sorella aveva 2 anni piu di me.mi domando una madre e una sorella come mai dopo 27anni nn si domandano dove sono.come fanno a stare e vivere tranquille.aiutatemi a capire come le posso trovarle i passi che4 devo fare per cercare.la mia emeil e laura.antonelli1981@libero.it

  42. Amelia Dice:

    ciao laura. guarda che puoi benissimo (ormai l’età ce l’hai) rivolgerti al tribunale dei minori della tua regione (quello di riferimento per la tua adozione).
    fai una domanda scritta e poi sarai chiamata a motivare la tua scelta, dopodiché il tribunale valuterà se contattare la tua famiglia biologica. buona fortuna!

  43. marzi Dice:

    ciao
    anch’io sono figlia adottiva,non riconosciyta alla nascita insieme a gemella.
    Sono nata al careggi di Firenze il 3.12.64 e non ho mai saputo nulla della mia gemella!
    Anche i miei genitori non ne hanno potuto avere all’epoca l’adozione (sono stata adottata a 3 anni).Io l’ho sempre amata lo stesso e se qualcuno potesse aiutarmi!

  44. manuela Dice:

    ciao a tutti, scrivo sul blog perchè cerco una ragazza nata al Macedonia Melloni di Milano il 9-11-1973 e, ci hanno detto, adottata nei primi giorni di vita da una famiglia di Milano. Non sappiamo niente di lei, come vive, come sta, cosa pensa e nemmeno come si chiama. Ma vorrei dirle che al mondo c’è qualcuno che la pensa ogni mattino quando apre gli occhi e ogni sera prima di richiuderli e che accetterebbe di accorciarsi la vita pur di vederla almeno una volta e sapere che sta bene.
    Spero tanto sia tra voi e se ci sei, ti prego, batti un colpo.
    Buone feste a tutti,
    un abbraccio

  45. sd Dice:

    sono genitore adottivo e penso che a nessuno vanno negati i diritti di conoscere il proprio passato,ma i veri genitori sono quelli che ti amano e ti accudiscono giorno per giorno…e tiro acqua al mio mulino….

  46. Amelia Dice:

    caro (o cara) sd, direi che hai ragione, i VERI genitori sono quelli che ti crescono e ti amano ma amare penso voglia dire rispettare appieno quelli che sono i sentimenti e i desideri di ricercare se stessi e il diritto di poterlo dire in piena libertà … conosco molti ragazzi adottati che evitano di esprimere ciò che provano e si tengono tutto dentro con l’intento di “non far soffrire” i genitori adottivi.

  47. Albina Dice:

    Grazie AMELIA. Io sono la mamma della ragazza nata il 9/11/ 1972. Rispondo alla signora che dice che i veri genitori sono quelli che ti amano e ti accudiscono giorno per giorno. MA lei cosa ne sa il perche’ una ragazza o una donna sia stata costretta a dare in adozione il proprio figlio. Dovreste essere voi genitori adottivi a dire ai figli tu 6 stato adottato ed insegnargli a non giudicare perche` dietro a ogni genitore naturale puo’ esserci una storia molto molto molto dolorosa.
    GRAZIE AMELIA PER QUELLO CHE HAI RISPOSTO A QUEL GENITORE ADOTTIVO
    BUON NATALE A TUTTI

  48. Luz Dice:

    e ci siamo un’altra volta … anche io sono stata adottata e tutta la mia vita è inevitabilmete segnata da questa esperienza. Si potrà mai cancellare il dolore, la ferita profonda quando una bambina, nella sua tenere età, viene lasciata dalla mamma e dopo un anno ancora deve lasciare il suo paese per vivere in un’altro, con tradizioni e culture diverse?

    Ho lavorato tanta tanto per ristabilire il contatto con i miei che era distrutto nell’età dell’adoloscenza. Ho lavorato tanto tanto per poter dire dal mio profondo cuore ‘grazie per avermi adottata’ perchè per quasi 30 anni l’ho sentito come ‘essere tagliata’ dalle mie radici.

    Finalmente dopo 30 anni sono anche riuscita a perdonare il mio madre biologico che mi ha lasciata.

    Eppure, come ha scritto un certo signore nei messaggi precedenti, sento un vuoto. Un qualcosa che manca e a volte mi esce fuori come una sofferenza profonda e dico ancora non sono riuscita a guarire la ferita del tutto.

    Il mio essere adottata ha fatta di me una cittadina del mondo ed è sicuramente questa esperienza che mi ha condotta a chi sono oggi e ne sono molto felice … e ringrazio miei genitori per avermi dato una possibiltà di sopravvivere.

    Lavorerò su me stessa sperando che prima o poi riusciro` a guarire la ferita del tutto….

    Grazie per avermi letto, e grazie per questo spazio…

    Luz

  49. adozionigiuste Dice:

    Cara Amelia,
    non sai quante volte penso alla madre naturale di mia figlia adottiva. Non l’abbiamo mai conosciuta, vive in un Paese dall’altra parte del mondo eppure abbiamo con lei un qualcosa in comune: una creatura a cui lei ha per lo meno saputo donare la vita, e che noi cerchiamo di crescere, nel modo migliore secondo le nostre possibilita`.
    Penso che ogni storia di adozione sia differente dall’altra, ma credo che in generale una delle cose piu` importanti, se davvero si vuole la felicita` di proprio figlio, sia di non dare mai un giudizio categorico sui genitori naturali (tanto piu` di fronte al figlio) di cui non possiamo conoscere la storia ed i sentimenti se non in minima parte.
    E` necessario “tirare l’acqua del mulino” di nostro figlio, non necessariamente del nostro, perche` penso che la ferita ed il vuoto di cui parla anche Luz si possa almeno in parte colmare se si riesce ad aiutare nostro figlio a “perdonare”, nel suo intimo, i/il genitore biologico e questo non e` possible se c’e` solo rancore ed odio.
    Aiutare il bimbo a crescere un sentimento di affetto, se non di amore, verso un genitore che neppure si ricorda e che probabilmente non avra` piu` occasione di rivedere, ma a cui comunque deve riconoscenza anche solo per il fatto che gli ha dato la vita, …. tutto questo non puo` “rubare” nulla all’affetto che nutre per i genitori adottivi che ora hanno la possibilita` di accudirlo ed aiutarlo a superare i momenti difficili della crescita.
    Sicuramente non e` facile crescere un figlio tanto piu` quando profondamente toccato dalla sua esperienza di abbandono, cosi` come penso non sia stato facile per una madre metterlo al mondo probabilmente in condizioni psicologiche/socio-economiche difficili.
    Sicuramente fa male ad un genitore adottivo sentirsi dire, nei momenti di rabbia del figlio: “Tanto tu non sei mia madre/padre” … perche` questo prima o poi succede ed e` giusto che succeda se esiste un rapporto di sincerita` tra genitori e figlio: ma e` proprio in quelle occasioni che l’affetto deve prevalere e e deve saper dimostrare con i fatti che almeno ora i genitori su cui il figlio puo` fare affidamento siamo noi, anche quando e` arrabbiato, anche quando “sente” un vuoto dentro se` e non riusciamo a riempirlo nemmeno noi.
    Leggendo alcune frasi di Luz mi e` tornato alla mente il pianto di mia figlia quando aveva neanche ancora cinque anni e, disperata dopo una delle sue crisi, ci aveva saputo urlare una delle mortivazioni profonde del suo malessere: “Perche` mi avete portato via dalla mia Colombia. Ora io parlo italiano e nessuno la` mi puo` capire!”. Non so se imputarlo a quell’evento, ma quando ho visto in edicola l’inizio di un corso di spagnolo l’ho comperato perche`almeno per quanto concerne la lingua non si senta “tagliata” fuori dalle sue radici e, in quanto “cittadina del mondo”, possa quanto piu` integrarsi in esso nella sua diversita`.
    Penso infine che possa servire a volte dare la possibilita` affinche` genitori biologici e figli adottati possano, se lo desiderano, rivedersi in eta` adulta, … magari solo per poi scoprire che non hanno ormai piu` nulla in comune se non geneticamente, ma dirsi che comunque si sono pensati/immaginati in tutti quegli anni: per poter chiudere definitivamente una porta socchiusa, talvolta e` necessario prima aprirla completamente.

    Enzo

  50. Amelia Dice:

    …com’è difficile essere genitori e come è difficile essere figli! L’amore ci fa sempre temere di ferire l’uno o l’altro…è vero che ogni storia è diversa dalle altre (così come ogni figlio biologico è diverso da tutti gli altri). E’ vero anche che il rispetto va esteso anche alle motivazioni di tante madri adottive che si sono viste costrette a scelte più grandi di loro…penso che sia una sofferenza indicibile!
    La nostra storia è completamente differente in quanto nostra figlia e i suoi fratelli sono stati tolti da una situazione difficile della quale hanno piena consapevolezza (ho cercato di raccontarla nel mio intervento del 12 gennaio 08).
    Oggi le cose sono un pò cambiate, infatti ci stiamo occupando anche del fratello maggiore di nostra figlia: la sua adozione è stata un pò “problematica” in quanto è mancato appieno il “rispetto” per la persona di cui parlavo prima.
    Ma questa è un’altra storia…

  51. debora Dice:

    mi rivolgo a valentina che cerca i suoi genitori io cerco una valentina vorrei sapere di piu mettiti in contatto ti prego grazie

  52. Luz Dice:

    infatti Enzo, è proprio così, le tue ultime frase sono magari proprio quel sensazione di vuoto che sento (ma molto leggero, non pensate che io stia male, io sto benissimo con me stessa!) per chiuder una porta socchiusa talvolta è necessario aprrilo completamente.

    Infatti il desiderio di tornare in Colombia mi viene sempre più forte, sono cresciuta con questo desiderio, ho anche studiato spagnolo nelle superiori, ma è sempre accompagnato con una leggera paura: paura di stravolgere l’equilibrio che ho trovato.

    Vorrei tanto tornare, tornare per conoscere, annusare, tocccare, vivere le mie radici, ma non so se avrò il corraggio per fare la ricerca per cercare la mia madre naturale, io ho soltanto un nome…

    Io adesso ho due figli e sai è strano perchè io sono cresciuta in Olanda, vivo da anni oramai in Italia ma non posso niente darli da parte mia dei loro antenati. In loro fluisce sangue colombiano, vive nel loro temperamento, nella loro passione per la musica e ballo. Sono cresciuta in olanda ma non mi sento affatto olandese e i miei figli sono metà itlaiani, metà colombiani, non hanno niente di olandese,ma non posso darli niente di più sulla loro radici colombiane.

    Scusatemi, rileggendo vedo che non ho scritto in coretto italiano, spero che mi capiate…

    Grazie per ascolto!

    Luz

  53. Luz Dice:

    e poi, volevo dirit Enzo, con tutti gli anni di litigio che ho avuto con i miei mai in nessun momento di rabbia ho detto quella frase che hai scritto: ‘tanto tu non sei mi madre/padre’ penso che se un figlo adottivo cresce con i genitori adottivi e da sempre c’è stato chiarezza sul fatto di essere adottato, e che ti vogliono crescere con amore, quei genitori SONO la mamma e il papà, in tutti i momenti, in tutte le sfide……e poi c’è la donna che ti ha messo al mondo, che ti ha portato per nove mesi dentro il suo corpo e ha avuto i dolori tremendi del travaglio, un dolore che solo le donne che hanno partorito possano capire, penso , come figlia adottiva e madre di due bambini, SOLO dop aver avuto una gravidanza e portato un proprio figlio al mondo si possa ‘capire’ di più la donna che ti ha messo al mondo: mamma.

  54. monica Dice:

    ciao a tutti , mi chiamo monica, e sono stata adottata all’annunziata di napoli….i miei genitori non mi hanno detto molto sulle mie origini,tranne che mi hanno cambiato il nome….prima ero enza, ho due sorelle che sono state adottate con me, anche a loro è stato cambiato il nome, si chiamavano giusy e imma. io sono nata il 23 12 1979, e vorrei conoscere le mie origini .Io e le mie sorelle abbiamo un anno di differenzal’una con l’altra. come faccio a saperne di più???? aiutatemi e fatemi sapere ringrazio tutti anticipatamente

  55. chiara maria Dice:

    ho cercato mia madre a 40 anni,l’ho freguentata per 7 anni.Le ho chiesto di farmi partecipe della sua nuova famiglia,di dire a tutti della mia esistenza.NON HA VOLUTO;vederla di nascosto mi faceva star male.HO CHIUSO OGNI RAPPORTO CON LEIHo sofferto,spero sempre che lei cambi idea.
    Abita a pochi km da me in Piemonte.Avrei dovuto cercarla prima,è stata la nonna matena a farmi dare in adozione perchè la madre biologica aveva 15 anni quando mi ha avuto.
    NIENTE PUO’ COLMARE IL VUOTO DELL’ AMORE MATERNOìììììììì

  56. Luz Dice:

    …………quanto dolore nelle tue parole…………………..se posso nel mio piccolo darti un consiglio………non pensi che sia meglio riprendere i rapporti, anche se di nascosta ( e immagina quanta difficle possa essere) che perdere completamente il contatto che sei riuscito a ritrovare dopo così tanti anni?……

  57. Lisa Dice:

    Ciao a tutti,
    mi sento un po’ un’intrusa dal momento che sono una figlia “biologica”. Nonostantre ciò ritrovo nei vostri racconti alcuni dei problemi che ho avuto durante la mia adolescenza.
    Mio fratello che aveva solo un anno + di me è morto in incidente proprio in quel periodo, e questo come potrete immaginare ha sconvolto il nostro già fragile equilibrio per moltissimo tempo. La cosa peggiore per me erano i rapporti con mio padre. Ci siamo gridati delle cose terribili credetemi, inimmaginabili. La sera pregavo che morisse. Ora sono adulta, sono passati tanti anni, e voglio così tanto bene ai miei che non riesco ad accettare come “naturale”, il fatto che se ne vadano prima di me. Vi racconto tutto questo (e che c’entra penserete voi) solo per farvi capire che non c’è niente di più difficile al mondo che il rapporto genitore-figlio (adottivo o meno). Mio padre dice che dall’odio ti puoi difendere dall’amore no. Questo per dire che sono le persone che ami le uniche ad avere il potere di ferirti. La cosa peggiore che mio padre mi abbia mai detto: “mi vergogno di te”, la cosa migliore “Sarò sempre dalla tua parte”
    Questo perchè, un figlio non è un pezzo di te, non ti appartiene, lui (o lei) è altra persona. E può somigliarti o meno poco importa. Quello che i figli chiedono ai genitori è di amarli e di essere dalla loro parte. Per un genitore adottivo questo può anche voler dire aiutarlo a trovare le suo origini, se questo è il suo desiderio.
    Scusate se mi sono dilungata in sostanza il mio pensiero è: adottivi o no tutti possiamo avere le nostre storie e i nostri problemi grandi o piccoli. L’amore però non c’entra con la genetica.

  58. chiara maria Dice:

    Dopo 40 anni per me era come un’estranea.Io sono aperta sincera.Quando le chiedevo di vederci mi raccontava frottole. Ho capito col tempo che stavo elemosinando l’amore che lei non sentiva per me.
    Quando dopo mia insistenza veniva a tro varmi di nascosto e mi parlava sempre della sua famiglia dopo stavo male.
    In mia presenza ha sempre detto di avere 3 figli;con me ha avuto 4 figli,3femmine ed un maschio.
    IO le ricordo un passato che vuole di menticare dicui si vergogna. SA DOVE SONO SEMI VUOLE.
    LA MIA ADOZIONE è STATA ANOMALA.
    SE LA PERSONA CHE HO CHIAMATO MAMMA MI AVESSE ACCETTATA ED AMATA FORSE NON AVREI CERCATO CHI MI HA DATO LAVITA.
    NON HO MAI RI CEVUTO UNA COCCOLA MA SOLO CRITICHE.
    QUANTE VOLTE MI SONO SENTITA DIRE:
    SE TU ERI MIA FIGLIA ERI DIVERSA.
    EPPURE L’HO RISPETTATA FINO ALLA MORTE.
    ALLA SUA MORTE HO SCOPERTO CHE NON MI AVEVA ADOTTATA E PERCIò PER LA LEGGE NON AVEVOALCUN DIRITTO EREDITARIO.
    SULLA SUA TOMBA SUA SORELLA HA MESSO LA FOTO DEL SUO CANE ED IO NON HO POTUTO CAMBIARLA.

  59. chiara maria Dice:

    Cara mamma come fai a vivere a pochi km dalla figlia che hai dato in adozione?
    Un giorno ricevi una telefonata da me;la bimba che hai abbandonato ormai è cresciuta ha già 40 anni.
    Sicuramente non ti aspettavi che un bel giorno io mi sarei fatta viva.
    Ti metti a piangere e mi dici che hai chiesto alla madonna diLourdes la grazia di trovarmi.
    2giorni dopo vieni a casa mia per conoscermi.Il cuore mi batte all’impazzata;ho paura di morire per la felità.
    Mi fai venire a casa tua per presentarmi tuo marito.
    Ti sei rifatta una vita ancora prima della mia adozione avvenuta a 4anni e mezzo,
    hai avuto altri 3 figli.
    a casa tua tuo marito mi chiede di non rilevare la mia esistenza alla sua famiglia .
    Sa per lo scandalo mi dice.Io acconsento ;penso che col tempo mi accetterà.
    MI SONO ILLLUSA!
    Vieni al matrimonio di mia figlia ti lasci fotografare,vieni al mare con mia figlia con la nipotina.
    Ti ammali mi proibisci di venirti a trovare.Tuo marito non vuole perchè ti assomiglio come una goccia d’acqua e la gente non ci crede che sono una tua cugina.
    NON ERA PIù FACILE DIRE SUBITO LA VRITA’?
    VIENI SEMPRE PIU’ DI RADO ATROVARMI, OGNI VOLTA TROVI UNA NUOVA SCUSA.
    NON HAI CAPITO CHE NON SOPPORTO LE BUGIE.
    Ho già sofferto troppo .Ho bisogno di una vera mamma al 100%
    non mi posso accontentare delle tue bricciole.CARA ATTILIA NON HAI AVUTO LA SENSIBILITA’ DI NON RACCONTARMI TUTTO QUELLO CHE TU HAI FATTO PER I TUOI FIGLI.NEANCHE LA MINIMA PARTE DI QUELLO CHE HO RICEVUTO DAI GENITORI ADOTTIVI.

    PURTROPPO NON SI PUO’ OBBLIGARE UNA MADRE AD AMARE ALLA PARI I PROPPRI I FIGLI .
    Io sono la figlia della colpa da tenere nascosta.
    PENSARE CHE IO TI AVEVO PERDONATA.HO BISOGNO DI UN PO’ D’AMORE.

  60. chiara maria Dice:

    QUESTA LA LETTERA E’ PER REMì UN RAGAZZO CHE CONOSCO PERCHE’ E’ STATO DOTTATO DALLA MIA AMICA LUCY.
    CAPISCO LA TUA SOFFERENZA .MA HAI AVUTO LA FORTUNA DI AVERE 2 GENITORI CHE TI HANNO SEMPRE AMATO E CHE TI AMANO ANCORA.
    METTI DA PARTE I BRUTTI RICORDI E GODITI QUELLO CHE IL DESTINO TI HA DONATO .NON E’ MAI TROPPO TARDI.
    SE TI FA PIACERE SCRIVIMI.CIAO.

  61. Julie Dice:

    Salve a tutti!
    Sono Julie, mi sono trovata per caso in questo blog, che devo dire trovo molto bello e ricco di emozioni, specialmente se sei una figlia adottiva, ma anche per tutti i figli, perchè non trovo alcuna differenza!
    Sono stata adottata assieme alla mia sorella maggiore Mary (siamo sorelle naturali), all’età di 2 anni e lei 4anni, siamo originarie dell’India in un piccolo paese del Kerala di nome Vaythiri (non ho potuto notare che una ragazza di questo blog è originaria dell’India ed è pure lei di Vaythri, se volessi scrivermi per una parola mi farebbe molto piacere! I nostri genitori sono venuti in India per poi donarci una nuova vita insieme a loro e di poter costruire la famiglia che siamo adesso. Mi ritrovo veramente nelle parole e nei pensieri di tutti voi e come alcuni di voi espongono chiaramente il desiderio di conoscere le proprie origini… io sono una di quelle.. non avrò alcuna informazione per poter ritrovare il mio passato…anche se ci spero molto.. ma solo il fatto di poter ritornare, poter solo osservare e conoscere l’India e i luoghi della propria nascita possa essere un punto di partenza.

    Grazie per aver letto queste parole
    Saluti a tutti

    Julie

  62. alcetta Dice:

    Mi sento un pò un’intrusa a scrivere in questa pagina ma vorrei poter esprimere il mio punto di vista; sono una figlia biologica di due genitori che hanno adottato una bimba.
    Il gesto che hanno fatto è bellissimo e lo condivido pienamente.
    E` difficile però ed io non sono capace di comportarmi come una sorella. Mi spiego meglio: io voglio un gran bene a mia sorella, ucciderei per lei, ma non riesco ad avere un rapporto con lei, faccio addirittura fatica a parlarle. Può sembrare un discorso cattivo ma non prendetelo come tale perchè non immaginate la sofferenza e l’impotenza che sento dentro di me da 11 anni, cioè da quando mia sorella è entrata nella nostra famiglia.
    Ne ho parlato troppe volte con mia mamma per trovare una soluzione, invano però.
    Se c’è qualcuno che mi vuole rispondere che magari è nella mia stessa situazione, mi farebbe piacere. Magari mi aiuterebbe a sentirmi meno sola in questa situazione.
    Grazie a tutti..

  63. adozionigiuste Dice:

    Cara Alcetta, penso che in generale i rapporti tra fratelli/sorelle spesso siano conflittuali e la difficolta` di comunicazione credo sia comune a molti, anche per mia esperienza personale, indipendentemente dal fatto che ci sia una adozione di mezzo. DIfficilmente fratelli/sorelle condividono, ad esempio, gli stessi amici, spesso ci sono differenze di carattere e/o di eta`.
    Sicuramente nel caso di una sorella adottata possono esserci ulteriori motivazioni di incomprensione e di incomunicabilita`sicuramente non genetici: gia` la nascita di un bimbo in una famiglia puo` comportare problematiche nei figli preesistenti, ed immagino che questo valga tanto piu`quando l’inserimento di un nuovo componente della famiglia sia non proprio neonato, magari con una sua diversa cultura e razza.
    L’importante che ci sia quel legame di affetto di cui tu stessa parli: questo e` gia` molto anche se forse non te ne sei resa ancora conto, ed e` forse la cosa piu` bella, quella che, probabilmente in altra eta`, sapra` farvi superare quel senso di impotenza e di sofferenza di cui parli, migliorando cosi` il vostro rapporto.

    Un abbraccio

  64. Valentina Dice:

    Cerco sorella Monica, nata nel 1978 (o 77) a Milano e adottata circa a 8\9 anni.

  65. yaya Dice:

    ciao,,,,ho 16 anni ,,,e ieri ho ho saputo di avere 4 sorelle…le voglio incontrare…non so nnt e spero ke non sono morte…xfavore aiutatemi ….mi basta solo sapere cm stanno…

  66. sara Dice:

    ciao mi kiamo sara.. ho quasi 20 anni… volevo un consiglio…. vorrei cercare le miei ue sorelle… ma nn so da dove iniziare…. sn na
    ta in romania….aiuratemi

  67. davide 14 12 1977 Dice:

    ciao,ho trenta anni mi chiamo Davide,sono stato adottato nel 1981 e a quel tempo mi trovavo presso un istituto di suore in Treviso.Cerco con ansia le mie sorelle Sara e Roberta Ziliotto.Spero qualcuno possa aiutarmi.Ciao Davide.

  68. Valentina Dice:

    Cerco mia sorella Monica (dovrebbe essere giusto il nome), nata a MILANO e adottata a 9 anni. io sono la sua sorellina. monica è del 1978\77
    chiunque abbia notizie mi contatti
    valentinapippi86@alice.it

  69. gabriella Dice:

    ciao siamo 2 gemelle cresciute in istituti di sassari cerchiamo,nostra sorella di nome m.giulia.adesso dovrebbe avere 40anni.so solo che stata adottata a cagliari.abbiamo solo vaghi ricordi,ricordiamo che aveva gli occhi verdi ed era bionda,allepoca stavamo insieme all istituto di sassari,lei e stata data in adozione,spero di trovarti,siamo anni che ti cerchiamo.scrivici .gabriella elsa.

  70. Mario Di Buono Dice:

    CIAO MI CHIAMO Di Buono MARIO E ANCHE IO COME VOI HO AVUTO LA VOSTRA STESSA ESPERIENZA,ESSERE STATO abbandonato, rifiutato ma poi per fortuna sono stato adottato. Io oggi ho 43 anni sono padre e vedo le cose diversamente, prima odiavo la donna che mi ha partorito,oggi invece vorrei conoscerla per coprendere il motivo che la spinta ha fare un gesto cosi estremo.Fose sarà stato per amore come le due donne davanti al rè Salomone quando una cedeva il figlio per non verlo morie. Chi sà se mi ha mai cercato. ciao a tutti

  71. Mario Di Buono Dice:

    Sono Mario Di Buono e prima ho dimenticato di dire, che sono nato a Roma il 02/08/1965 e lasciato all I.P.A.I DI Via Villa Panphili ROMA e il nome di Battesimo era PEROSINI MARIO. PER CHI AVESSE INFOPRMAZIONI PUO CHIAMARE IL 3290291891

  72. Elisabetta Dice:

    Buonasera a tutti,
    Ciao a tutti,mi chiamo Elisabetta sono una ragazza adottata in Chile ,sono arrivata in Italia quando avevo 3 mesi .Circa 3 mesi fa ho ritrovato dopo 27 anni la mia famiglia d’origine. Ho avuto un percorso difficile,pur di trovarli ,ho dovuto fare molte domande a me stessa e ho dovuto accettare tante situazioni molto piu’ difficili di quanto potevo immaginare.Quando avevo 17 anni rimasi incinta misi al mondo mio figlio purtroppo ando’ in adozione ,io ho riconosciuto mio figlio,adesso ha l’eta’ di 10 anni ,purtroppo ho constatato che molte mamme che hanno fatto adottare i propri figli non hanno il coraggio di dirlo pubblicamente.Ogni mamma che abbandona suo figlio ha un motivo dietro ,bisognerebbe capire a fondo perche’ l’ha fatto .Vorrei dare un consiglio ai genitori adottivi dite subito la verita’ ai vostri figli,fate vedere man mano i documenti,le domande dei figli adottivi sono tantissime,alcune sono dolorose,ci sono passata da adottata.

  73. Carla Servidio Dice:

    Carla Servidio ci racconta la sua storia
    Carla Servidio è una bella signora di 54 anni. Mentre mi parla mi colpiscono i suoi occhi e la sua vitalità. E’ stata lei a cercami per raccontami la sua storia, che sembra la trama di un film, ma è vita reale. Carla nasce in un paesino del sud, prima di quattro fratelli che sua madre, Francine Castellucci, ha avuto dalla sua relazione con un uomo sposato. Nonostante la situazione anomala per i tempi, la convivenza viene accettata dal paese. Il padre è un uomo stimato.“Era il Dottor Servidio, il farmacista del paese”, ricorda Carla. La vita scorre serena fino a quando, il 26 marzo 1965, il padre si toglie la vita per motivi finanziari. Questo tragico evento segnerà per sempre la vita di Francine, che cadrà in una depressione dalla quale non si solleverà mai più. La vita si fa dura. Francine trova lavoro a Salerno presso un ospedale ma deve dividersi dai suoi figli che vengono ospitati in diversi collegi. Due anni più tardi la donna decide di trasferirsi a Milano, dalla sorella Mafalda, insieme ai suoi figli. Sembrerebbe una decisione nata dal desiderio di riunire la famiglia ma, qualche mese dopo, si scopre il vero motivo. Infatti, all’insaputa della famiglia, Francine è incinta e il 1° ottobre 1967 partorisce in casa una bambina. Carla ricorda benissimo quel giorno: “Mia mamma si era chiusa in bagno da un bel po’ di tempo. Improvvisamente io e mia zia abbiamo sentito provenire dei vagiti. La porta era chiusa a chiave ed abbiamo dovuto lottare parecchio per farci aprire. Ciò che ho visto davanti ai miei occhi era atroce: dal water uscivano due piedini. Erano di mia sorella, che mia madre a tutti i costi voleva fare sparire. Mia zia ha cercato di soccorrere la bimba e mi ha mandata a chiamare aiuto. Avevo solo tredici anni ma ero in grado di capire l’enormità di quanto era successo”. Madre e figlia vengono ricoverate alla clinica Macedonio Melloni. “Ricordo che l’infermiere, prima di portare via mia sorella per sempre, chiese a mia madre come voleva che la bambina fosse chiamata, ma lei voltò la testa. Fui io a rispondere: chiamatela Maria, dissi”. Una volta a casa, di quella storia e di quella bambina, Francine non ne vuole più parlare. Ancora i figli vengono affidati a vari istituti. Nel 1971 Francine va a convivere con un uomo. L’unione è molto burrascosa e lui lascia la casa nonostante lei sia di nuovo incinta. Questa volta il parto avviene regolarmente in ospedale, il giorno 2 aprile 1972. Anche questo figlio, però, viene abbandonato alla nascita. Intanto Carla cresce. Nonostante i tragici trascorsi, il suo rapporto con la madre, che diventa sempre più astiosa e difficile da trattare, è abbastanza buono. “Io sono la figlia maggiore, ho fatto in tempo a conoscere mia mamma come era prima della morte di mio padre. Ho conosciuto i suoi sorrisi e le sue parole dolci. I miei fratelli invece non ricordano di avere mai ricevuto una carezza da lei”. A vent’anni, come se fosse un destino famigliare, Carla rimane a sua volta incinta e senza un uomo accanto. “Non ho mai voluto niente da lui: ho deciso che mio figlio me lo sarei tirato grande da sola, lavorando e facendo conto solo sulle mie forze”. Conosce un vedovo e lo sposa. Nasce un figlio, ma il matrimonio naufraga. “Ci eravamo sposati per convenienza, ma senza amore”. Anche questa volta Carla non vuole aiuti: non chiede nulla all’ex compagno, vuole solo i suoi figli. Dopo altre vicissitudini, finalmente Carla incontra l’uomo della sua vita, nel 1992 si sposa e va a vivere a Mombretto di Mediglia. Dentro di lei però il ricordo di quei fratellini abbandonati è vivo e bruciante. La madre non ne vorrà mai parlare per tutto il resto della sua vita. “Ma se li ricordava bene, ne sono sicura”, racconta Carla. Nel 2005 Francine muore e Carla decide di dedicare tutto il suo tempo libero alla ricerca dei bimbi perduti. Impara ad usare il computer e visita migliaia di blog, ne crea di suoi, entra nei siti dedicati ai figli adottivi, fa ricerche, chiede informazioni cercando chiunque sappia o ricordi qualcosa. Finalmente viene contattata da Monica, una ragazza nata esattamente lo stesso giorno di sua sorella, che a sua volta sta cercando la sua famiglia di origine. Si conoscono, e scoprono con grande meraviglia di assomigliarsi anche fisicamente. Se fosse la trama di un film, probabilmente la storia finirebbe qui, con un abbraccio fra le sorelle ritrovate. Ma la vita reale purtroppo non fa sconti: il test del DNA stabilisce che fra le due donne non esiste alcun legame di sangue. “Un brutto colpo”, racconta Carla, “perché ci sentivamo così sicure dentro di noi. Ma io non mi arrendo: vado avanti fino a quando ne avrò le forze”. Infatti continua la sua ricerca attraverso Internet, partecipa persino a programmi televisivi quali “Chi l’ha visto” e “L’Italia sul Due”, dove racconta la sua storia a cui, ad oggi, manca ancora il lieto fine. “La mia è una vera ossessione ormai. Soprattutto verso mia sorella, perché il giorno della sua nascita c’ero e mi sono data da fare anch’io per salvarle la vita. Chissà se l’hanno poi chiamata Maria? Mi basterebbe sapere che sta bene e se in qualche modo pensa alla sua famiglia di origine. Io sento che anche lei mi sta cercando, devo scoprire la verità, qualcosa deve accadere”. Mi auguro di tutto cuore che questo articolo possa aiutare Carla nella sua ricerca. Prego a chiunque possa essere d’aiuto di contattare la redazione. Chissà che questa volta non ci sia possibile compiere un piccolo miracolo…
    di
    Valeria Giacomello
    Ecco la mia storia raccontata da una giornalista, in questi quattro anni ho battuto tutte le strade a me possibili, televisione, vari programmi, giornali, ma dei miei fratelli niente…come se fossero stati inghiottiti dal nulla. Forse non sanno di essere adottati, forse non vogliono conoscere le loro origini, forse no sono in Italia. Quanti forse in questa mia ricerca, mi sono iscritta in arie piattaforme, il mioblog è SPECCHIO DELLA VITA, chissà se un giorno potrò riabbracciarli….continuo a sperarci. Un saluto a tutti voi. Carla Servidio

  74. lorena Dice:

    nn c’è la faccio piu’ vorrei ritrovare mio fratello e mia sorella non so’ se hanno ancora il mio cognome ma prima che li allontanassero da me si chiamavano danilo e sabrina ponzetti sono ormai maggiorenni se qualcuno sa’ qualcosa vi prego fatemelo sapere siete l’ultima spiggia vi ringrazio infinitamente

    • Anonimo Dice:

      Trattoria Barba Toni Di Ponzetti Sara & Zanolo Alain Snc
      Via Torino,9
      10010 Orio Canavese

      nn so se t sono stata d aiuto.k.

  75. amelia Dice:

    cara lorena, penso che tu sia maggiorenne…perchè non vai al tribunale dei minori che si è occupato dei tuoi fratelli? anche mia figlia ha un fratello maggiore di cui ha perso le tracce ma, appena lei compirà i fatidici 18 anni la accompagneremo noi stessi al tribunale per le informazioni. ciao e auguri

  76. eleonora Dice:

    mi chiamo eleonora ho 30 anni e sono la mamma adottiva di uno splendido bamino d 2 anni e mezzo.io e mio marito siamo stati chiamati dal tribunale d roma nel 2006 e ci hanno dato questo piccolo cucciolo d 15 giorni.dal momento in cui me lo hanno messo tra le braccia ho ringraziato DIO per questo grande regalo che c ha fatto. la nostra vita da quando e’ arrivato mattia e’ semplicemente meravigliosa.viene amatomi auguro che un giorno nostro figlio sara’ fiero della sua mamma e del suo papa’ che lo amano infinitamente.io credo che se un figlio adottivo viene amato nel modo in cui un figlio debba essere amato un domani nn sentira’ alcun bisogno d i cercare qualcosa del suo passato.siamo noi la sua famiglia,siamo noi che abbiamo asciugato le sue lacrime,siamo noi che lo abbiamo accompagnato il suo primo giorno di scuola,che abbiamo ascoltato le sue prime parole…mio figlio e’ nato dal mio cupre e’ la mia vita il mio respiro e la mia forza.MATTIA MAMMA E PAPA’T AMANO

    • Betta Dice:

      Eleonora mi dispiace ma non condivido quando dici:credi che se un figlio adottivo viene amato non ha bisogno di cercare i propri genitori.Bhe’ qua dal mio punto di vista ti stai sbagliando :Io da adottata fin da piccola chiedevo di vedere i miei genitori naturali(non sono nata in Italia) eppure sono stata amata e sono amata dai miei genitori.Le radici si ricercano sempre e per mia fortuna ho scoperto tante cose e altre persone come mia sorella che sta li aspettando che io vada .

      • amelia Dice:

        betta sono assolutamente d’accordo con te! il desiderio di ricercare il proprio passato non ha nulla a che vedere con la “quantità” o la “qualità” dell’amore che ti danno i genitori.
        io per esempio sono quasi più curiosa di mia figlia rispetto al suo passato e, tra l’altro non provo nessun tipo di fastidio (gelosia o altro)quando mia figlia esprime il suo desiderio di ricercare le sue radici: io sono la madre di mia figlia. lo so io e lo sa lei (ne parliamo molto spesso e sempre con serenità).
        auguri auguri per tua sorella, anche mia figlia quando avrà l’età per accedere ai dati andrà a cercare un fratello + grande di lei!

      • Italia Dice:

        Io sono italia nuccisi sono nata il 19/maggio/1940 nell’ospedale San Giovanni in Roma…vorrei ritrovare la mia famiglia … se qualcuno, qualche parente che riconosce la data di nascita o sa qualcosa di miei genitori x favore chiami il numero:0863539287

  77. valentina Dice:

    Salve a tutti,
    mi sneto un pò fuori luogo a scrivere su questo blog perchè la storia che vi racconto non mi riguarda direttamente.Ho una nonna di 90 anni che ora vive con noi…si sa che gli anziani quando sentono che il loro tempo sta per scadere raccontano i segreti più inconfessabili. Mia nonna è veneta, ma vive in sardegna da più di 50 anni, aveva una sorella che è rimasta incinta giovanissima e nubile…la gravidanza è stata tenuta nascosta e lei è stata costretta a lasciare la sua bambina in un orfanotrofio. Pochi giorni dopo mia nonna e mio nonno ( che allora erano già sposati) sono andati all’orfanotrofio per adottare la bimba e farla crescere come figlia loro ma era sparita…la sorella di mia nonna si è sposata è emigrata e non ha mai avuto figli…ne ha adottato uno e per tutta la vita ha cercato la sua bimba ma vanamente sino ad impazzire…è morta qualche anno fa in una casa di cura in America senza mai conoscere la sua bambina…..ora questa bambina avrà una sessantina di anni e magari per tutta la vita ha cercato la sua mamma e si è chiesta perchè sua madre non ha mai sentito il bisogno di conoscerla…come vorrei che sapesse che la sua mamma non ha mai smesso di cercarla e che il dolore per non averla mai trovata l’ha fatta morire…

  78. Francesca Dice:

    ciao a tutti,sono una ragazza di 17 anni nata il 1/9/91 a milano e adottata a 5anni vivo una vita tranquilla e normale e sn molto felice così..Solo ke mi manca una cosa, sapere ki sn i miei veri genitori e xkè sono stata lasciata.Credo ke ognuono di noi abbia il diritoo di sapere le proprie origine proprio cm tutti i nostri coetanei.E nn vedo xkè si debba aspettare fino ai 25 anni per avere informazioni.Ultima cosa ki sa speigarmi come si fa per avere notizie dei nostri genitori veri?

  79. amelia Dice:

    Ciao Francesca! Se hai voglia di tornare un pò indietro in questi messaggi, sali fino a trovare il mio messaggio del 12/01/08 (amelia): ho una figlia del ‘92 che, come te, si è fatta queste domande…ho cercato di dare una risposta. Mi farebbe piacere, nel nome del rispetto che ho per voi figli adottivi (e per le vostre sofferenze), conoscere il tuo parere!
    Grazie e a presto!

  80. nazi Dice:

    Ciao a tutti. Anche io sono figlia adottiva, nata 52 anni fa in una casa privata a Roma via Otranto 23 quartiere Prati, madre n.n., abbandonata all’orfanatrofio di Villa Phampili il primo giorno di nascita, 18 luglio. La madre biologica non è mai venuta in orfanatrofio a vedermi: sui pezzi di carta c’è scritto che aveva altri quattro figli legittimi. Sono stata adottata in una località sul mare vicino Roma all’età di 3 anni da due persone meravigliose che mi hanno dato tutto, ma sono tanti anni che cerco un contatto con la mia madre naturale o con questi quattro potenziali fratelli e/o sorelle, ma nulla …
    … se qualcuno mi può aiutare.
    Grazie

  81. carmen Dice:

    Mi chiamo Carmen sono nata il 07/02/1971 da N.N. all’IPI di Cuneo, il mio cognome d’origine è Marilli. Sono stata adottata a 14 mesi, ma solo 7 mesi fa ho saputo la verità sulla mia adozione.
    Sto cercando la mia mamma biologica per favore aiutatemi………

    • Anonimo Dice:

      perchè non mi cerca nessuno!!!!!!!!!!! che delusione……..

      • Betta Dice:

        Mi spero che qualcuno ti venga a cercare ,te lo dice una mamma che sta cercando suo figlio,ti capisco perfettamente

  82. Rosella Dice:

    Salve a tutti! Mi chiamo Rosella, vorrei avere notizie riguardo all’origine di mio padre, Mario Bindini. è nato all’ospedale di San Giovanni a ROMA il 31/ 01/ 1931, da una madre che gli ha dato nome e cognome ma non ha voluto essere riconosciuta. è stato battezzato a San Francesco a Ripa il 14/ o2/ 1931. Prima di essere stato adottato da una famiglia di Segni ( vicino Roma) ha vissuto per poco tempo all’orfanotrofio di villa Pamphili.
    Questo è tutto ciò che sappiamo circa le sue origini. Se qualcuno sa, può contattarmi.Grazie mille!
    Voglio precisare che il fine della mia ricerca è puramente affettivo.

  83. anonima Dice:

    ciao a tutti,cerco una ragazza di nome Beatrice,nata il 25/07/1988 in provincia di ancona..è stata adottata da piccolissima.ha vissuto a senigallia dove frequentava l asilo..Noi siamo i suoi parenti calabresi.sua madre si chiama( i genitori naturali) rosalba e suo padre zeno.
    se qualcuno riconosce in questi dati la persona in questione, o se probabilmente è proprio lei a riconoscersi noi l aspettiamo a braccia aperte,anche solo per un saluto.
    Sua nonna impazzisce nel non vederla,e il suo piu grande desiderio è vederla prima che Dio la porti con se..
    aiutatemi..
    piccolina83pa@hotmail.it

  84. Sonny Dice:

    Se una madre esiste…capirà mai il dolore che ti da?

    Bene. Meglio così. Chiudere gli occhi. Tornare indietro fino a sentire quell’ odore tanto forte da inebriarmi e così fugace da dissolversi in un soffio. I miei occhi ancora chiusi non hanno visto il tuo volto, incontrato il tuo sguardo. Eppure devi avermi guardato, almeno una volta prima di cedermi a quelle mani forti che mi hanno regalato il primo respiro.
    Come batteva il tuo cuore durante quella dolorosa separazione ? Cosa vedevi di fronte, nella tua vita, i giorni seguenti ?
    Il ventre piatto, il latte che non hai mai dato, le tue mani che non accarezzarono mai, un nome che non pronunciasti mai.
    Il dono non si è scambiato : Dio ha fatto un regalo a te, ma non lo hai voluto, anzi lo hai dato via a chi capitava; Io ho avuto un dono da te, che mi tengo stretto, stretto, stretto.
    Vorrei rovesciare su di te ogni particolare della mia vita, ogni meandro del mio pensiero, del mio carattere, del mio cuore e riempire il nostro silenzio con un instancabile, profondo e assordante g r a z i e . Un grazie pieno e straboccante di felicità e di rancore: la vita che mi hai dato, troppo triste sarebbe non averla vissuta; ma un segno, una traccia potevi pur lasciarla !
    Per anni ti ho sognata. Ho riempito non solo le mie notti con la tua immagine, ma anche i miei giorni. Bambina poi adolescente, ti ho cercata nei volti e negli sguardi di chiunque mi passasse vicino. In autobus, nelle strade di ogni città che ho percorso. Di volti ne ho visti tanti e forse un giorno mi è capitato anche di incontrare il tuo sguardo, distratto, ignaro, immerso nell’oblio. Guarda ma non vede . . . E lui. . . , chi era lui che giacque con te e posò il suo seme senza forse sapere di rendere immortale il suo gesto ? E tu, ci hai mai pensato ? Che dal tuo ventre quel soffio di vita ha preso possesso del tempo, con te, con me, dopo di me per sempre. L’anonimato non ha cancellato le tue tracce, nelle mie vene scorre il tuo sangue come in quelle dei miei figli scorre il mio, ma anche il tuo e anche il suo, anche di chi ti fu genitore e genitore del tuo genitore. E’ una catena che non puoi spezzare, una memoria genetica che non puoi distruggere. Solo l’affetto, la coscienza la sensazione hai potuto, o hai voluto seppellire.
    Non fui molto felice di apprendere la lieta novella della mia adozione. Mi sentii trafiggere da mille frecce, a niente servì la mia ribellione. Imparai in un solo momento sentimenti che non conoscevo: la solitudine, l’odio, il rancore, la paura.
    Forse la paura non mi ha mai abbandonato. Il senso di vuoto mi era cascato addosso come un’intera catena di montagne.
    La paura. La paura di quel vuoto che mai ha trovato sistema di riempirsi. La paura di altri NO. Il senso di essere sempre nel posto sbagliato, al momento sbagliato… una marziana insomma, o quanto meno un’estranea o estraniata da ciò che c’è fuori e che c’è dentro. Il terrore di ricadere nell’abisso della solitudine. Il rifiuto.

    Mi tuffo a capofitto nell’acqua che trovo, quando per la grande sete mi appare come unico miraggio quel mondo oltre cui la luce riscalda per sempre. Ma solo dopo averla bevuta mi accorgo che non era pura, che fa male, tanto male, troppo male. Forse esiste anche un antidoto che permetta di continuare a bere, ma non ci riesco, non mi fido più. La paura mi penetra dentro, il terrore mi blocca, la mia anima esplode il rancore nascosto, remoto, come una bomba atomica, rado al suolo presente, passato ed ogni speranza di futuro.
    Quando chiedo di esprimermi, di ricercarmi, di soffrire il distacco in santa pace, quando chiedo uno spazio che mi appartenga totalmente, solo chi mi ha cercato mi soffoca come un amante geloso, fino ad impedirmi di respirare di camminare e di correre, di sbagliare o di vincere. Ma tu neanche mi guardi, neanche mi cerchi. Ti sei mai chiesta dove fossi? E’ possibile che nel tuo cuore non ci sia mai stato neanche un istante di rimorso , di amore, di curiosità, di maternità ? Dio solo sa quanto mi manchi.
    Nei volti dei miei figli, dalla prima volta che li ho guardati, piccoli, inermi, affamati o soddisfatti, ho cercato le tue linee. Anche ora, li guardo, li studio ed immagino quel filo che pur invisibile mi lega ad un passato… quale passato? Non so se ho un passato! Mi sento davvero portata dalla cicogna! È pesante sopportare il buco nero, il vuoto dietro di me. Mi manca essere accettata incondizionatamente, senza ricatti, senza catene, senza essere spiata in continuazione da chi non è neppure capace ad avere coerenza di sentimenti.
    Nel gran nome dell’amore hanno giustificato egoismo, perversità, egocentrismo, aggressività, potere. E tu non hai certo risparmiato la mia iniziazione attraverso il tuo abbandono. La sai quale è la cosa peggiore di tutto questo ?? devo sentirmi fortunata di ciò che ho avuto e che ho dalle persone! Non ho il diritto di sentirmi triste, di chiedere e di pretendere maggior rispetto, di volere essere “normale” o almeno considerata tale, perché devo solo baciare in terra e ringraziare Dio tutti i giorni per non essere finita dentro un cassonetto, o in qualche orfanotrofio allucinante o chissà in quali mani, peggiori delle tue ! Con questa croce addosso, mi sono sentita tutta la vita in colpa per esserci.
    P.S… I genitori adottivi devono essere in grado di accetare le differenze genetiche e psicologiche dei figli che hanno accolto e aiutarli con un amore infinito, senza l’egoismo o il rancore di maternità mancata…. i miei sono stati più crudeli di chi mi ha abbandonato.

  85. Chicca Dice:

    ti capisco fin troppo bene

  86. assunta Dice:

    Cara Sonny,
    ho letto d’un fiato ciò che hai scritto e mi sono commossa fino alle lacrime. Hai usato parole forti e di grande impatto emotivo….
    sono una mamma adottiva e amo così tanto mio figlio da dimenticarmi che non è nato da me.
    ciò non toglie, però , la realtà dei fatti, delle nostre vite, della sua vita che è stata divisa da chi lo ha concepito e partorito.
    però sono atterrita dall’idea che mio figlio un giorno possa scrivere che i suoi genitori sono stati più crudeli di chi lo ha partorito. io parlo spesso con lui, sono complice, e cerco di vedere al di là dei suoi occhi, entrare più profondamente nella sua anima, ma capisco che in un angolo nascosto ci sarà per sempre la realtà dell’essere stato dato a qualcun altro, e le domande saranno tante…
    Però, come può un genitore essere crudele con chi ama più di sè stesso?
    scusami tanto , posso solo immaginare che hai avuto una vita difficile, e me ne rammarico , ma spero tanto che tu ora, con la tua famiglia, sia felice.
    te lo auguro con tutto il mio cuore di mamma adottiva.
    Assunta

    • Sonny Dice:

      Cara Assunta,
      non credo proprio che tuo figlio possa dire un giorno che non sei stata una brava madre. Io, le parole che hai detto, dai miei non le ho mai sentite.
      Prigionieri di una educazione direi settecentesca, hanno dato priorità ai giudizi altrui, all’estetica della famiglia, alle buone maniere della borghesia fiorentina (che credo peggiore di altre), ad un ruolo sociale da matenere senza macchie… ed io ero uno scandalo anche quando dormivo!! Ho vissuto completamente sola con i mie problemi e non credo che ad oggi ancora mi conoscano. Sono una mamma pure io e so che il compito più difficile è di ascoltare attentamente i figli, ascoltarli anche quando non si capiscono, ascoltarli anche quando non parlano. Ascoltarli senza giudizi. Ora ti saluto altrimenti non si finirebbe mai!! Ma sono convinta che se avessi avuto una mamma come te non avrei sofferto tanto.
      Francesca

      • assunta Dice:

        … grazie! è un piacere, ma nello stesso tempo un dolore, leggere le tue parole.
        mi fanno riflettere e pensare ai nostri modi, ai nostri comportamenti con i nostri figli….
        ti abbraccio, Assunta

  87. Marilena Dice:

    Ciao a tutti…leggendo tutti questi commenti giuro che mi sono commossa! Sono una diciottenne adottata quando avevo appena 3 mesi…sono nata in cile e so quanti sacrifici hanno fatto i miei genitori per venire da me! Mia mamma ha avuto sepre il terrore dell’areo…ma per me lo ha superato! Io amo i miei genitori! Sono felice di essere cresciuta cono loro…sono felice quando so che su di loro posso sempre contare…sono felice quando vedo mia madre che cucina per me il mio piatto preferito perchè lo fa con tanto amore….sono felice quando mio padre si preoccupa per il mio futuro! Oggi sono una ragazza serena…felice…con una testa sulle spalle! e questo grazie a loro..grazie ai miei genitori! Non smettero’ mai di ringraziare Dio di questa fortuna immensa! Certo alcune volte mi guardo allo specchio e penso a chi somigli…da chi ho ereditato quest capelli cosi scuri o questi occhi leggermente a mandorla! ma per il momento non voglio farmi questi problemi! Volevo solo esprimere la giogia da figlia adottata…! In bocca al lupo a tutti…Spero che tanti bambini meno fortunati abbiano presto una famiglia…! ciao!

  88. sara Dice:

    ciao mi chiamo sara sono nata a milano alla macedonia melloni il 7 11 1973 sono stata adottata vorrei conoscere le mie origini se qualcuno avesse delle informazioni vorrei sapere anche se fossero brutte sono anni che cerco informazioni il pensiero di non sapere mi fa impazzire grazie a tutti

  89. Albina Dice:

    ciao Sara anch’io sto cercando mia figlia nata anche lei alla macedonia melloni di milano anche lei nata a novembre del 1972 ciao

  90. Jessica Dice:

    ciao a tutti mi chiamo Jessica e ho 21 anni,sono brasiliana.
    sono stata adottata che avevo solo 20 giorni e non potrò mai ringraziare abbastanza i miei genitori per aver attraversato mezzo mondo per me,sono stati sempre onesti sulle mie origini(anche perchè loro sono pallidi come mozzarelle:-P)mi hanno letteralmente salvato la vita,io ero prematura,pesavo appena in chilo e mezzo…
    ora che ho terminato gli studi e ho un lavoro stabile e ben pagato voglio io stessa adottare un bambino brasiliano o due,come cittadina brasiliana posso farlo anche da single.
    sono rimasta in contatto con la suora che mi ha fatto addottare,che ora chiamo affettuosamente zia,lei dirige un orfanotrofio a Manaus e ogni giorno non riesce a dare da mangiare a metà dei suoi bambini.
    la gente normale non sa come stanno realmente le cose,i bambini soli,non sono migliaia,sono milioni,le ho parlato della mia idea ed era così felice che mi sembrava uscisse dal telefono solo per ringraziarmi.
    ciao a tutti,un baci8 jessica

  91. Enzo Dice:

    Grazie Jessica per avere voluto lasciare la tua bella testimonianza! Penso che la tua idea faccia felice non solo tua “zia” ma molte delle persone che leggeranno il tuo post!!!!

    Un abbraccio.
    Enzo

  92. Chicca Dice:

    io non riesco a vedere adozione come una cosa positiva non riesco ad accettare nulla
    come posso fare?

    • Jessica Dice:

      X CHICCA fortunatamente ogni persona è diversa dalle altre,non devi sentirti in colpa sai?non riesco a capire solo una cosa,sei figlia adottiva anche tu?se si,bè non so il rapporto che hai con loro quindi non mi permetto di giudicare,se non lo sei…parli da esterna e non puoi capire il legame profondo,senza offesa ovviamente.i figli adottivi hanno una cosa in più degli altri,noi abbiamo la certezza al 100% di essere voluti,i nostri genitori ci amvano da almeno 5 anni prima di conoscerci,questo è ciò che rende speciale un’adozione.
      forse tu credi che l’adozione non sia giusta,ma ci sono milioni di bambini abbandonati,stuprati e uccisi dai loro genitori biologici,basta guardare il tg;invece ci sono milioni di genitori pronti a dare affetto e amore incondizionato a bambini soli in tutto e per tutto.
      mio nonno mi disse una bella frase qualche anno fa,cito testuale:ogni cretino al mondo può essere padre,ma solo chi ha un cuore grande come una casa diventa papà.
      e ti assicuro che il mio papà è il solo e unico

      • Simona Dice:

        Non tutti gentiyori adottivi sono uguali…
        e comunque NON BASTA adottare un bambino per diventare genitore, diciamolo una buona volta!!!

  93. Chicca Dice:

    X Jessica
    Sono figlia adottiva, con la consapevolezza di esser cresciuta in una famiglia dove mi è stato nascosto tutto.
    Vorrei solo poter trovare l’equilibrio giusto per andare avanti.
    Continuo invece a sentire dentro di me un senso di vuoto che non sono in grado di colmare

    • Jessica Dice:

      X CHICCA ciao,sono di nuovo io e credo di aver capito il tuo problema.i miei non mi hanno mai nascosto le mie origini,anzi hanno sempre fatto in modo che io ne andassi fiera,siamo rimasti in contatto con la suora che mi ha fatto adottare e lei stessa è venuta in italia 5 volte in questi 21 anni a mi parlava con affetto dei suoi bambini dell’orfanotrofio ,diceva che erano i miei fratellini.
      io ho sempre avuto tutto e non ho mai provato il desiderio di conoscere colei che mi aveva messo al mondo,sapevo solo che aveva 13 anni,una bambina.
      negli ultimi due anni però ho fatto amicizia con una signora di porto alegre che passa sei mesi all’anno in italia,mi sta insegnando il portoghese e la storia del brasile e ho conosciuto anche i suoi figli che vivono uno a recife e l’altro a san paolo e ora ho voglia di conoscere e di sapere.
      il desiderio di adottare un piccolo brasiliano viaggia a braccetto con quello di sapere esattamente da dove vengo,ora so che avrò sempre una casa in brasile e delle persone pronte ad ospitarmi come se mi conoscessero da una vita, perchè se c’è una cosa che contraddistingue il popolo carioca è proprio la solarità delle persone.
      i tuoi genitori hanno sbagliato a nasconderti le tue origini,è palese,ma sicuramente l’hanno fatto a fin di bene,credevano fosse giusto,fatti spiegare le loro motivazioni e le loro paure,ascoltali e perdonali,non adesso,non domani,ma un giorno quando ti sentirai pronta.
      per riempire quel vuoto,una volta maggiorenne chiedi informazioni al consolato del tuo paese di appartenenza,risali all’ente che si è occupato della tua adozione,chiedi informazioni al tribunale dei minori,sarà un lavoro lungo e difficile e se non troverai ciò che desideri almeno saprai di averci provato.
      credo sia normale quello che provi,ti mancano le basi,ma non buttarti giù per trovare quello che vuoi devi solo cominciare a cercare,internet è un grandissimo alleato per cominciare.
      in bocca al lupo un baci8 jessica

  94. Enzo Dice:

    Cara Chicca, non sempre i genitori adottivi sono capaci e sanno agire nel modo piu` corretto, cosi` come d’altra parte avviene anche per i genitori naturali (anche se forse in contesti differenti).
    Soprattutto un tempo, chissa` se per paura o “ignoranza”, si tendeva a “nascondere” il passato piu` che a parlarne e a risolvere i problemi sul nascere.
    Forse le coppie che oggigiorno adottano un bambino sono state piu` preparate a non commentere alcuni “classici” errori: … almeno lo voglio sperare!
    Ho letto il libro “44 passi” di un adottato (vedi nella sezione libri del blog) in cui anche lui, sebbene ora professore universitario, parla di questo senso di vuoto e di quella incapacita` di trovare un giusto equilibrio. … con il tempo, mi sembra sia riuscito anche lui a risolvere molti dei suoi dubbi, non senza sofferenza ed impegno.

    Un augurio anche a te.

    Enzo

  95. Chicca Dice:

    Per Enzo e Jessica

    Purtroppo ho passato da un bel pezzetto la maggiore età e più cresco e più mi rendo conto del vuoto che mi circonda.
    Avevo iniziato a fare i passi per scoprire tutto poi mi è mancata la forza e il coraggio per andare avanti.
    Cerco di andar avanti nel miglior dei modi cerco di tenermi impegnata al massimo per cercare di non crollare ma mi rendo altresì conto di non poter andar avanti così.
    Vorrei reagire a tutto ciò ma non sempre ci riesco.
    Parlare con voi è una valvola di sfogo grazie mille per le vostre risposte

  96. assunta Dice:

    rispondo ad anonimo che dice: “perchè non mi cerca nessuno!!!! che delusione…..”
    quale è il tuo problema?
    ci stai prendendo in giro?

  97. albina Dice:

    anch’io rispondo ad anonimo , io sono anni e anni che cerco mia figlia che mia madre ha dato in adozione perche’ io ero minorenne a oggi senza risultato e’ cntinuero’ finche dio mi dara’ la forza

    • Sonny Dice:

      Cara Albina, le tue parole sono la speranza e la gioia di tanti adottati: “mia mamma mi cerca..”
      Lascia più dati possibile.
      Io ad esempio sono nata alla Madonnina di Milano 11 ottobre 1962, mi hanno chiamato Romana, ma su alcuni documenti ho saputo che mi chiamavo Sonny e poi me lo hanno cambiato nel 1966.
      Che dire…. la speranza non finirà mai..

    • Carmen Dice:

      Ciao Albina sono Carmen, io sono stata abbandonata subito dopo la nascita, 07/02/1971, all’ipi di Cuneo, ti prego dimmi quanti hanni ha ora tuo o tua figlia? Non mollare…….Sono convinta di una cosa Lei o Lui e’ fortunato, in quanto cercato, in quanto nel momento che ti ritroveranno perchè ne sono sicura ti ritroveranno, il richiamo del sangue è il legame più forte che esiste, avrai inoltre la possibilità di riempire il tassello più importante della sua vita……….Vorrei che tante altre mamme facessero quello che stai facendo tu….lotta con coraggio, non demoralizzarti,racconta la tua vita e non avere paura di essere giudicata…..il legame tra una mamma e un figlio è forte e indelebile, anche se il figlio all’inizio potrà non capirlo…….

  98. amelia Dice:

    Fra pochi mesi, al compimento dei suoi 18 anni, accompagneremo nostra figlia in tribunale per provare a rintracciare un componente della sua famiglia precedente…noi saremo sempre la sua mamma e il suo papà ma è fondamentale, per meritarci la sua stima e il suo rispetto, rispettare la vita di nostra figlia noi genitori per primi: il suo passato c’è e fa parte della sua vita.
    I genitori adottivi non ci sono sempre stati nella vita dei figli adottivi: riconoscere e non mortificare il loro passato è il primo passo per permettere loro di costruire una vita serena, senza che pensino di essere stati un “ripiego” nella nostra vita.
    Auguri Albina, ti auguro di incontrare tua figlia! Hai il diritto di condividere con lei le tue sofferenze.

  99. amelia Dice:

    o,ovviamente, auguri anche a sonny!!

  100. stevenseve Dice:

    ciao a tutti, mi chiamo Steven, è la prima volta che scrivo in un blog, perciò se faccio qualche errore perdonatemi.
    volevo raccontare un pò la mia storia, sono un “ragazzo” di 36 anni e sono stato adottato quando avevo soli 15 giorni, all’età di 20 anni, per puro caso, mia madre adottiva, mi disse che ero stato adottato, non vi sto a raccontare tutte le domande che al momento mi vennero spontanee, comunque, mia madre non fu in grado di rispondere a quelle domande.
    dopo 16 anni, da quel pomeriggio e soprattutto leggendo un pò delle vostre esperienze/emozioni, mi son detto perchè non provare a scrivere qualcosa, magari, qualcuno mi potrà aiutare a trovare le mi origini.
    dimenticavo, sono nato in Austrlia nel Giugno del 1973 precisamente a Maitland.
    un in bocca al lupo a tutti per le vostre ricerche e ricordatevi che la vita è bella anche se va male.

  101. Simona Dice:

    Sono stata in silenzio per molto tempo, dovevo risolvere un sacco di problemi relativi ai miei vecchi genitori adottivi (licenziare le vecchie badanti inaffidabili e stronzissime, trovarne altre, affrontare le ire funeste delle une e fare accordi corretti e chiari con le altre…)

    Adesso sono di nuovo qui più serena e quindi pronta ad affrontere il problema della mia vita

    Voglio da anni ritrovare i miei genitori naturali.

    Non ho bisogno di soldi

    Non voglio fare recriminazioni

    Non intendo insultare nessuno

    Non ho nulla da perdonare, nè intendo essere compianta, compatita o consigliata a desistere.

    Voglio sapere che lavoro faceva mio nonno

    Voglio sapere se ho sorelle o fratelli

    ma soprattutto

    VOGLIO CHIEDERE SCUSA A MIA MADRE PER LA SOFFERENZA CHE LE HA CAUSATO LA MIA NASCITA.

    Ho tentato di avere notizie dal brefotrofio, ma all’ epoca i nomi delle donne che partorivano a Santa Maria della Pietà, come negli altri orfanotrofi, erano secretati e ad oggi non esiste una legge in Italia che permetta a un figlio maggiorenne di accedere agli archivi (Negli USA e in UK è legittimo farlo…. da noi no, ovvio :-( ((

    Allora mi rivolgo all’esercito del blog

    La foto del mio profilo mi è stata scattata pochi giorni dopo l’adozione, può essere una traccia, forse.

    All’epoca mi chiamavo Fiorini.

    La data di nascita è quella vera.

    Resto in attesa. Vi prego di scrivere commenti a questo post SOLO se avete notizie da darmi.

  102. Simona Dice:

    per la precisione, la mia data di nascita è 20 giugno 1956
    sono nata a venezia

  103. sally Dice:

    ciao a tutti questa e la mia prima volta che scrivo ad un blog….penso che quello che hanno fatto alla mia famiglia e ingusto,eravamo 4 fratelli,mandati in un orfanotrofio a montecompatri(roma)poi scaricati a santa severa….tramite un associazione di roma (famiglia aperta) ci hanno divisi.io in affidamento ad una famiglia,manuela (la maggiore in un altra famiglia) poi ci sono i piccolini giampiero e vanessa,non so se con l adozione gli possono aver cambiato nome ma ora avranno piu di 25 anni….dopo aver intentato tutto…sono disperata peche’ sento che mi manca la mia stessa carne, il mio sangue….perche’ per degli errori dei grandi chi ci rimette sono sempre i bambini???? perche ci sono genitori che adottano che pensano che questo deve essere un segreto??? e che nessuno lo deve sapere e che i propri figli adottati non possono cercare i propi cari..e portali via il piu lontano possibile da te???
    io penso che se i mie fratelli mi ricorderanno..come io ricordo ancora i loro visi i loro capelli ancora c’e un po di speranza.

    • amelia Dice:

      ciao sally…è triste la tua storia: io sarei impazzita se mi avessero separato da mio fratello! quando abbiamo adottato nostra figlia e abbiamo saputo dell’esistenza di due fratelli, la prima domanda che ho fatto è stata: “perchè i fratelli non sono insieme?”
      in seguito abbiamo fatto di tutto per mantenere i contatti con loro e tutt’oggi nostra figlia e i suoi fratelli si vedono e si sentono quando vogliono e, talvolta, passano anche qualche giorno di vacanza insieme!
      è comunque triste sapere che ci sono situazioni in cui i genitori adottivi “chiudono le porte” al passato dei loro figli!

  104. FLAVIA Dice:

    HO SAPUTO DA POCO DI AVERE DUE ZII,CHE SONO STATI ABBANDONATI ALL ETà DI 1 E 2 ANNI IN UN ORFANATROFIO DI ROMA,I LORO NOMI ERANO PIETRO VATTIATO NATO A ROMA IL26/04/65 E VALTER VATTIATO NATO IL 31/05/66.
    NON SO0 COME FARE A CERCARLI LE UNICHE INFORMAZIONI SONO QUESTE,E IO HO UN DISPERATO BISOGNO DI CONOSCERLI EDI STARGLI VICINO PERE TUTTO QUELLO CHE HANNO PASSATO.AIUTATEMI

  105. Albina Dice:

    grazie Carmen e Amelia io spero sempre. Un anno fa ho spedito una rac. al tribunale dei minori perche’ sono stata operata di aneurisma celebrale ed e’ congenito volevo che in qualche modo loro avvisassero mia figlia di fare una rmn come l’hanno fatta i miei due figli Ivan e ROberta onde evitare il peggio ma nessuna risposta parlando in un colloquio con una psicologa mi sono sentita dire che non ho nessun diritto e che dal momento che e’ stata data in adozione io non posso dire che e’ mia figlia…maaaaaaaaaaaache dire?

  106. andreea Dice:

    ciao a tutti, sono anch’io una figlia adottiva, adesso ho trent’anni e credo di aver ricevuto molto male dai miei genitori adottivi. chiamare repressione il loro modo di amarmi forse è lusinghiero o deprimente ma al coltempo so che senza di loro non sarei mai arrivata dove sono, (dove hanno voluto loro comunque) adesso lavoro lontana chilometri da casa ma mi fanno sentire in colpa, o tentano ancora e da sempre da scoprire la mia fragilità pretendendo da me di lasciare l ragazzo che vorrebbe spsarmi e con cui fare famiglia. a trnt’anni odio i miei genitori adottivi che mi minacciano volendomi negare l’eredità se deidessi di fare questo passo. a trnt’anni mi riscopro sempre più debole e sempre più sola. nenache il mio ragazzo sa cosa fare, è debole anche lui e forse ho trovato la persona sbagliata.

  107. Anonimo Dice:

    … e` triste leggere le tue parole, ma in fondo penso che molti figli (anche non adottivi) provano sentimenti analoghi per i loro genitori che, probabilmente a fin di bene, dimostrano malamente quello che tu stessa definisci “il loro modo di amare”, … con repressione, imposizioni e ricatti.

    Non e` facile fare i genitori, cosi` come non e` facile fare i figli … quello che manca il piu` delle volte e` il dialogo e la comprensione reciproca, il saper accettare le idee e le volonta` dell’altro.

    Credo, anche se non sono un esperto del campo, che un figlio abbia per legge il diritto certo ad una parte dell’eredita`dei genitori, qualsiasi siano le volonta` da questi espressi in un eventuale testamento. … ma se anche tu mi scrivi “forse ho trovato la persona sbagliata” non posso che consigliarti, al di la` dei ricatti scorretti dei tuoi genitori, di pensarci bene prima di sposarti … credo che sia un passo importante ed e` bene rifletterci e non avere fretta: sono sicuro che il tempo chiarira` le tue idee e la tua presunta fragilita` e debolezza sara` superata!

    Ciao
    Enzo

  108. Chicca Dice:

    sto passando un periodo difficilissimo non riesco trovare serenità e pace vorrei sapere chi era mia madre e perchè mi ha abbandonato.

    • Enzo Dice:

      Ciao Chicca.
      Ti avevo gia` consigliato di leggere il libro “44 passi” in cui l’autore, figlio adottato, ripercorre i suoi “passi” fino alla sua eta` di 44 anni … in cui, anche lui alla ricerca di una serenita` interiore, ricerca e ritrova sua madre … per poi decidere lui stesso successivamente di “staccarsi” perche` lei non solo non e` in grado di rispondere ai suoi dubbi, ma lo sovraccarica ancor piu` dei suoi problemi, … per poi capire che la strada per raggiungere una maggiore serenita` di adulto forse e` un’altra, da ricercare dentro di se` e nelle persone ORA vicine a te, che ti conoscono per come sei tu adesso, con tutte le tue esperienze di vita alle spalle.

      … penso che il tuo desiderio di “sapere” sia condivisibile, anche da chi come me non e` stato adottato, … ma sei proprio convinta che sia il solo ed unico modo per trovare una tua serenita` interiore? … forse potrebbe essere solo un passo per comprendere che la strada e` un’altra.

      Non so se avrai la possibilita` di vedere soddisfatta la tua richiesta, ma in ogni caso cerca di non farne una condizione senza la quale ti e` impossibile trovare una tua serenita` interiore, e pensa che probabilmente non sarebbe la panacea a tutti i tuoi malesseri.

      Un abbraccio
      Enzo

  109. Imawei Dice:

    Bene…ma perchè vi sbattete tanto voi che siete stati adottati ma alla fine amati da qualcuno?
    Meglio abbandonarlo un figlio dandogli una possibilità di vita migliore che tenerselo senza amore, farlo sentire rifiutato ogni giorno, fino a farlo crescere con un nodo alla gola per tutta la vita.
    io sono cresciuta in una casa dove “amore” non fa rima assoluta con “figli”, ho lavorato sodo da piccola e portavo quelli che si chiamano soldi a casa, uscivo la mattina digiuna e tornavo la sera per un piatto di pasta e fagioli, avevo freddo d’inverno ma era inutile ribadirlo, l’acqua calda era un lusso che secondo i miei non ci potevamo permettere, mai pizza, mai gelato, mai negozi, e quando una volta sono scoppiata mi sono sentita rispondere che ero nata da un preservativo.
    Risultato, mia madre ora è piena di soldi ma non la voglio più rivedere,mio padre non c’è più ma gli sono stata vicino fino alla fine, lui era un altra vittima di quell’essere immondo che mi ha partorito…
    Amo alla follia i miei figli (come tutte o quasi le mamme)ma non riesco a relazionarmi con loro, non ho dialogo….beati voi!!!

  110. Chicca Dice:

    la vita è difficile per tutti e non credere che adozione sia sinonimo di amore ma anzi di delusione

  111. ANTONELLA Dice:

    SONO NATA A VICENZA,IL 15/10/1965.DESIDERO DA SEMPRE POTER ABBRACCIARE MIA MADRE,SENZA PARLARE,SE NON CON GLI OCCHI,E CON IL CUORE…

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