In questa sezione puoi inserire informazioni che pensi possano risultare utili a coloro che intendano adottare un bimbo o che siano in cammino per adottarne uno! Esistono anche sezioni specifiche nel sito: http://adozionigiuste.datafox.it
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30/08/06 alle 15:49 |
Egregio Sig. Contini,
desidero innanzitutto complimentarmi per il servizio da lei approntato per i
futuri genitori adottandi. Io e mio marito siamo ancora nella fase di
preparazione documenti e l’unico che ci manca è “l’ok” da parte dei miei
suoceri. Purtroppo ho la fortissimia sensazione che i miei suoceri non
condivideranno la nostra scelta in quanto non amanti di culture diverse
(desidereremmo adottare un bimbo/a cingalese) e non molto aperti all’idea di
famiglia non “biologica”. Mi rendo conto che non hanno fornito ancora il loro
“verdetto finale”, tuttavia desideravo sapere se, incaso di esito negativo da
parte loro, possa comunque essere accordata l’idoneità da parte del Tribunale
oppure se può essere un ostacolo in merito. Inoltre, nell’ipotesi di un no da
parte loro, se è possibile fornire una lettera che spieghi le motiviazioni di
tale diniego e che – idealmente – sia anche firmata dai genitori i mio marito.
In attesa di un suo riscontro, la ringrazio sin d’ora per la sua estrema
gentilezza e le invio i miei migliori saluti.
Elena Radaelli
30/08/06 alle 16:37 |
La dichiarazione di condivisione da parte dei rispettivi genitori non e`, a quanto mi risulta, un qualcosa dettato dalla legge e, come puoi vedere anche tu dai dati inseriti dai visitatori del sito e visualizzati nella tabella presente in http://adozionigiuste.datafox.it/tempi.asp, non tutti i Tribunali dei Minori la richiedono.
Io non mi preoccuperei molto … se ve la scrivono tutti bene, altrimenti allegate solo quelle che hanno il “verdetto finale” positivo!
Non preoccupatevi troppo neppure per il “dopo”: anche mio padre non era in realtà favorevole alla nostra decisione, anche se mi aveva comunque scritto la dichiarazione positiva … ed ora che c’è la bimba non penso che ci sarebbe differenza nel suo comportamento ed affetto se fosse biologica.
Ovviamente i genitori, soprattutto se anziani possono avere delle riserve all’inizio, sia per pregiudizi sia per “spirito protettivo” nei nostri confronti: se comunque vi manifestate convinti della vostra decisione, penso che comunque scriveranno quella assurda dichiarazione che alcuni TdM ancora richiedono!
11/09/06 alle 12:39 |
Mi chiamo Silvia, con mio marito abbiamo ottenuto il decreto di idoneità all’adozione internazionale da qualche mese
La parte piu’ difficile risulta essere la scelta dell’ente dal vostro sito non mi pare che siano molto chieri circa ciò che è obbligatorio per legge e ciò che non lo è
tutti ci prospettano contatti con psicologi etc
Noi aabbiamo già passato questa parte dato che prima di deciderci all’adozione abbiamo fatto un corso di alcuni incontri presso il comune di Firenze
Vengo al dunque : ho conosciuto una signora che anni fa ( 6/7 anni) ha adottato due bambini ( credo dall’Ucraina) e che è in contatto con uan signora del luogo che si occupa di adozioni ( o lameno se ne occupava fino all’anno scorso)
Mi chiedo anzi le chiedo dando per scontato che la signora in questione se ne occupi ancora potremmo evitare l’ente e fare direttamnete dando la pratica in mano a questa persona?
11/09/06 alle 13:00 |
No: dopo l’ultima legge sull’adozione (del 2002 circa, che si attiene ad una convenzione internazionale mi sembra dell’Aia) e` obbligatorio passare attraverso enti autorizzati che dovrebbero garantire professionalità, oltre a salvaguardare i diritti del bimbo e speculazioni.
Non e` quindi più possibile il “fai da te”, contattando direttamente dei corrispondenti all’estero. Tutto questo ha forse fatto lievitare i costi di un’adozione internazionale, ma probabilmente ha reso più difficile attuare speculazioni a scapito dei bimbi ed eventualmente dei genitori adottivi.
Molti, se non tutti gli enti convenzionati (vedi la lista tra i link del sito adozionigiuste) prevedono dei corsi informativi che, se uno ha già seguito quelli promossi dal Comune di residenza o si è informato ad esempio su Internet, non dicono assolutamente nulla di nuovo, anche se permettono di conoscere un po’ meglio l’associazione prima di affidarle l’incarico. Inoltre sono un ulteriore momento di incontro e di confronto con altre coppie. Infine, essendo a pagamento, sono (a mio parere) una modalità ulteriore con cui questi enti si finanziano. Comunque rimane l’unica strada perseguibile legalmente …
13/09/06 alle 11:56 |
Buongiorno,
mi chiamo Alessandra (40 anni) e mio marito Luigi (41 anni).Siamo una coppia della provincia di Pescara, sposati dal 19 agosto 2004 ma conviventi dal 31 ottobre 1999. La natura non ci ha voluto dare il dono di un figlio nostro, così stiamo seriamente pensando che da qualche parte nel mondo c’è un/a bambino/a (o forse 2) che sta aspettando noi!
Così, per renderci conto di cosa ci aspetta, stiamo iniziando a “navigare” nel mare delle notizie riguardanti l’adozione e sinceramente ci “annaspiamo” un bel pò anche se il Vostro sito da riferimenti molto precisi.
Se è possibile, avremmo delle domande “prioritarie” per poi inoltrarci nello specifico, grazie alle Vostre indicazioni; più precisamente vorremmo avere le idee un pò più chiare, sopratutto su alcuni punti meramente pratici:
- quali sono i tempi medi per una adozione internazionale e quali sono i Paesi più “veloci”?
- la differenza massima di età fra genitori adottivi e bambino è di 40 o 45 anni?
- per raggiungere il periodo minimo di matrimonio, si può aggiungere la stabile convivenza?
- è ancora necessario in benestare dei futuri nonni adottivi?
- è vero che è più “facile” ottenere l’adozione se si decide di adottare una coppia di fratellini?
- qual è il “costo medio” per una adozione internazionale? è vero che esistono dei “finanziamenti o prestiti agevolati” presso alcune banche?
- è previsto un reddito minimo familiare per avere diritto all’adozione?
- i genitori che lavorano hanno diritto a dei congedi pre-adozione, cioè le “trasferte” per andare a conoscere il/la bimbo/a vanno considerati ferie o esiste qualche tipo di aspettativa retribuita che le coppie? Il datore di lavoro può rifituarsi di concederla?
- è vero che esistono delle agevolazioni fiscali per le adozioni internazionali?
- esistono nella provincia di Pescara delle associazioni o enti “seri” a cui fare riferimento?
Lo so che ho fatto molte domande “economiche” ma parlando con più persone e specialmente con una coppia conosciuta in ferie che ha “tentato” la strada dell’adozione, ci hanno detto che “il fattore soldi” è un punto molto importante, sia per essere valutati una famiglia adatta all’adozione e per essere messi in cima alle liste, sia per continuare il percorso che loro hanno dovuto tralasciare per mancanza di fondi.
Noi siamo una coppia di normali lavoratori, io impiegata e lui muratore dipendente, stiamo ristrutturando una casa e ancora per un bel pò di anni avremmo un ingente mutuo da pagare. I sacrifici sono già molti e non vorremmo dover incorrere in un rifiuto riguardante l’aspetto economico più che quello umano… In effetti la richezza più grande che abbiamo è l’amore che potremmo dare a questo/i bamibini.
La ringrazio fin da ora per la disponibilità che vorrà accordarmi e spero di ricevere Sue notizie al più presto.
Cordialmente
Alessandra
13/09/06 alle 12:12 |
Ti consiglio anche di vedere http://adozionigiuste.datafox.it/quiz.asp e http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm: comunque eccoti le risposte, per quelle che sono le mie conoscenze!
- quali sono i tempi medi per una adozione internazionale e quali sono i Paesi più “veloci”? Da quando inoltri la domanda di adozione al Tribunale conta circa un anno per l’idoneita`, poi dopo che hai dato il mandato ad una associazione conta almeno un altro anno. I tempi che ti ho dato sono comunque molto approssimativi in quanto molto varia dalle condizioni internazionali, dal caso, dalla fortuna …. Conosco coppie che entro un anno hanno avuto un’adozione nazionale ed altre che dopo 4 anni sono ancora in attesa! Dei tempi reali, indicati dagli stessi visitatori del sito, puoi trovarli nella tabella presente in http://adozionigiuste.datafox.it/tempi.asp
- la differenza massima di età fra genitori adottivi e bambino è di 40 o 45 anni? E` per la legge italiana 45 anni, ma in una adozione internazionale si deve tenere conto anche della legge presente nel Paese del bimbo che puo` essere più restrittiva (di norma o di fatto). Comunque non dovresti farti troppi problemi sull’eta`: conosco coppie che hanno adottato bimbi gia` grandicelli (7/8 anni) e che hanno avuto molti meno problemi che atri adottati a 3/4 anni. E` difficilissimo, in generale, adottare bimbi sotto i 2 anni.
- per raggiungere il periodo minimo di matrimonio, si può aggiungere la stabile convivenza? Si
- è ancora necessario in benestare dei futuri nonni adottivi? Dipende dai Tribunali (vedi http://adozionigiuste.datafox.it/tempi.asp )
- è vero che è più “facile” ottenere l’adozione se si decide di adottare una coppia di fratellini? Si hanno ovviamente più possibilita`.
- qual è il “costo medio” per una adozione internazionale? è vero che esistono dei “finanziamenti o prestiti agevolati” presso alcune banche?
I costi variano a seconda del Paese (oltre alla remunerazione dell’ente autorizzato e dei loro corrispondenti locali, ci sono i costi di permanenza all’estero che variano molto sia a seconda del luogo sia per la durata) Vedi http://www.commissioneadozioni.it/Contents/?idpagina=48
Penso che esistano finanziamenti da parte delle banche, e c’e` anche la possibilita`, se non gia` richiesto per altri motivi, di ottenere un anticipo del TFR (vedi http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm#dopo http://adozionigiuste.datafox.it/esperienze.htm#consigli )
- è previsto un reddito minimo familiare per avere diritto all’adozione? No
- i genitori che lavorano hanno diritto a dei congedi pre-adozione, cioè le “trasferte” per andare a conoscere il/la bimbo/a vanno considerati ferie o esiste qualche tipo di aspettativa retribuita che le coppie? Il datore di lavoro può rifiutarsi di concederla? Per tutto il periodo di permanenza all’estero si può chiedere l’aspettativa (non retribuita) ed il datore di lavoro deve concederla. Dopo che si e` arrivati in Italia valgono le regole di aspettativa della maternità` valide anche per figlio naturale. (vedi http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm#dopo e http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm )
- è vero che esistono delle agevolazioni fiscali per le adozioni internazionali? Si puo` dedurre il 50% delle spese avute (http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm#dopo )
- esistono nella provincia di Pescara delle associazioni o enti “seri” a cui fare riferimento? Noi siamo di Torino … non ti so dire. L’unica e` andare a parlare personalmente con gli enti per farsi un’idea e magari parlare con altre coppie che hanno adottato (vedi tra le associazioni elencate in http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#associazioni )
9/10/06 alle 23:42 |
IO E MIO MARITO ABBIAMO AVUTO IL DECRETO D’IDONEITA’ IL
9 SETTEMBRE 2006. ADESSO SIAMO ALLA RICERCA DELL’ENTE,
MA LA SCELTA SI STA’ RIVELANDO ARDUA. C’E’ QUALCUNO
CHE HA ADOTTATO CON L’AIBI O CON L’AMU.
OPPURE C’E’ QUALCUNO CHE HA ADOTTATO IN ASIA O IN
AMERICA LATINA? GRAZIE PER L’AIUTO CHE CI POTRETE
DARE. SALUTI LAILA
10/10/06 alle 9:20 |
Noi abbiamo adottato in Colombia con il CIFA e ci siamo trovati molto bene anche come referenti locali ed in genere con tutti i professionisti del “Bienestar familiar” che abbiamo incontrato. Vi consigliamo di andare a parlare personalmente almeno con 4/5 associazioni (possibilmente non troppo lontane dal vostro domicilio, per comodita`) e di farvi voi stessi un’idea. Non mi fossilizzerei troppo sul Paese a cui inviare la domanda: noi eravamo orientati sull’Etiopia e poi l’associazione ci ha consigliato la Colombia (in quel momento storico, per la lunghezza delle liste di attesa e la nostra eta`) e siamo stati contenti di avere seguito i loro consigli. In genere e` meglio, secondo me, scegliere un’associazione che sia abilitata su piu` Paesi in quanto le condizioni internazionali possono mutare ed alcune strade possono chiudersi improvvisamente (ad esempio per nuove legislazioni locali) ed uno rischia di dover cambiare associazione o aspettare tempi ancora piu` biblici. Comunque e` anche vero che la domanda puo` essere presentata solo ad un Paese (i documenti da inviare in originale sono poi in parte differenti a seconda del Paese).
21/10/06 alle 15:33 |
Come tutti, dopo l’idoneità, siamo alla ricerca dell’ente “giusto”; c’è qualcuno che conosce il NAAA ?.
Da tante cose lette, ci sembrava che i paesei dell’est Europa fossero praticamente chiusi, ma da una visione dell’ultimo rapporto statistico della CAI (relativo ai primi sei mesi del 2006) abbiamo notato che dalla Russia sono entrati ben 269 bambini e dalla Polonia 75.
C’è qulche buona anima che ci può dare notizie fresche in merito a ciò ?
Grazie a tutti coloro che ci risponderanno.
26/10/06 alle 13:57 |
Si fa tanto parlare di adozione e di tutele, ma sono solo parole. Sono una madre adottiva in attesa…Dopo una lunga odissea tra medicina legale, assistenti sociali, psicologi, tribunali,enti accreditati e chi piu’ ne ha piu’ ne metta (esaurendo una quintalata di ferie) sono riuscita ad avere il decreto di idoneita’ ed a dare il mandato per l’adozione internazionale ed adesso mi rendo conto che per lo Stato italiano la mia “gravidanza” non ha alcun valore.
Tacciamo il fatto che mentre una donna biologicamente incinta ha diritto alla maternita’ pre-parto, una donna che si reca nel Paese del bambino e’ costretta a richiedere un periodo di aspettativa non retribuita (in effetti un bimbo adottivo per non perdere tempo potremmo farcelo recapitare con DHL!!), ma la “gravidanza” adottiva non gode di alcuna tutela sul posto di lavoro.
La mia (ormai ex da qualche giorno) Azienda ha avviato una proceduta di mobilita’ per crisi con conseguente riduzione del personale ed io che stupidamente avevo detto ai miei datori di lavoro di essere in attesa di abbinamento per un bambino sono stata ovviamente messa in mezzo alla strada (per non pagarmi la maternita’ post-adottiva). Se fossi stata biologicamente incinta sarei stata tutelata fino al compimento dell’anno di eta’ del mio bambino, invece cosi’ eticamente i miei datori di lavoro hanno fatto una porcata tremenda, ma comunque dal punto di vista giuridico nulla ha potuto impedirlo. Purtroppo a casa mia del mio stipendio c’e’ bisogno, io sono anche stata fortunata a trovare un altro impiego a tempo di record, ma adesso sono in prova ed ad un possibile abbinamento ho dovuto in lacrime dire di no (non piu’ tardi di qualche giorno fa, in quanto l’Ente accreditato a cui ho dato mandato “apriva” ad una nuova Nazione, dove non c’erano liste d’attesa ). Provate a domandarvi che cosa puo’ avere provato una coppia gia’ lungamente provata, al pensiero di non poter stringere fra le braccia il loro bambino nel giro di qualche mese ed invece doversi preparare ad un’altra lunga attesa…solo chi ha provato questo dolore puo’ capirlo.
Ad una donna incinta biologicamente nessuno potrebbe fare una cosa del genere, in quanto la Legge la tutela:evidentemente una madre adottiva non conta niente!
Mi chiedo perche’ non si possano avere un minimo di diritti, ovvero:
1) Gli incontri con AS, psicologi ed assistenti sociali dovrebbero essere considerati come le visite di controllo delle donne in gravidanza. (del resto sono obbligatorie!)
2) Il periodo in cui la famiglia adottiva va a prendere il bimbo in un paese straniero almeno per uno dei due genitori dovrebbe essere considerato maternita’ e non permesso non retribuito (certo il bambino a domicilio con DHL…. )
3) un minimo di tutela sul posto di lavoro per le mamme in attesa di abbinamento (vedi il mio caso)
Quando lo Stato italiano tutelera’ adeguatamente la maternita’ adottiva?
23/11/06 alle 22:18 |
Ciao a tutti. Io e mio marito siamo stati all’incontro informativo col NAAA lo scorso
sabato e devo dire che ci ha fatto una buona impressione, tant’e’ che abbiamo
deciso di partecipare al loro corso di formazione.
C’e’ qualcuno che di recente ha adottato con loro? Come vi siete trovati?
Ringrazio fin d’ora chi potrà darci utili informazioni.
24/11/06 alle 10:14 |
Laila, ti consiglio di rivolgere la stessa domanda anche nei newsgroup relativi all’ adozione (trovi il link in http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#newsgroup)
1/12/06 alle 18:49 |
Io volevo confrontarmi con qualcuno che ha affrontato i colloqui con assistente sociale e psicologa per un confronto di opinioni e comprendere meglio l’esperienza in quanto faccio fatica a comprendere la natura e il significato di certi approfondimenti.
Grazie per la collaborazione!
21/12/06 alle 13:21 |
Ho adottato due bimbi e siamo rientrati in Italia 6 mesi fa.
I colloqui con le Itstituzioni” sono certamente la parte peggiore di tutto l’iter. spesso si incontrano assistenti sociali (mai un nome è stato più sbagliato di questo!) o psicologi che non sanno neppure cos’è un’adozione (e men che meno una internazionale). Comunque…. i colloqui sono impegnativi ma la cosa più sorprendente è che quello che viene detto viene poi interpretato a loro modo e riportato poi sulla relazione finale. Noi non sianmo stati aiutati minimamente ma anzi lasciati andare per la nostra strada da soli; mai consigliati ma solo “bastonati”, pensa che ci hanno detto che forse non ci sarebbe stata data l’idoneità perchè “la vostra casa è troppo piena di libri….”, pensa a che livello siamo!!!
La domanda che ti sentirai fare in continuazione da tutti sarà: Come ti immagini i bambini? – Cosa pensano che si possa rispondere a una domanda di questo tipo? Io mi aspettavo incontri diversi e più utili per le coppie.
Comunque mai rinunciare, tirare avanti sempre che si arriva all’agognata idoneità!
Auguri
30/03/07 alle 1:00 |
ciao, non sò se sono nel posto giusto…comunque ci provo!
noi abbiamo già il decreto per un solo minore, ma vorremmo estenderlo fino a due ma abbiamo un dubbio: come calcono il reddito che può andare bene per una famiglia di quattro persone?
con i nostri 1200 euro e con la richiesta iniziale per un bimbo solo non abbiamo avuto difficoltà ad ottenere ildecreto, inlotre l’assistente sociale ci disse che andava bene.
il reddito non sarebbe solo di 1200 euro, sarebbe più alto ma il restante va nella rata del mutuo!!! credete che ci siano dei problemi ad estendere il decreto per via di questo reddito?
altra cosa: perchè chiedono sempre del mutuo o affitto e mai di altre rate che uno può avere da pagare durante il mese come ad es. affitto negozio, garage ecc. chi ha queste spese non le vengono chieste come mai?sono uscite che comunque si fanno sentire sul bilancio familiare, ma chi ce l’ha ma non le vengono chieste sono più avvantaggiate quando il tribunale fa i suoi calcoli per vedere se ci arrivi a fine mese!
spero di essermi spiegata e di essermi messa nel posto giusto!!! ciao grazie
30/03/07 alle 10:05 |
Se desiderate estendere il vostro decreto a due bimbi non penso che ci siano delle regole fisse relativamente al reddito, ma molto dipenda dalla sensibilita` dei giudici.
Tenete conto comunque che per avere quella estensione penso si debba fare un ricorso, la cui durata puo` essere di un 6 mesi e, se supportati da un avvocato, ha un costo non indifferente.
Infine, anche se poi uno da’ la disponibilita` ad adottare due bimbi, non e` assolutamente detto che l’ente autorizzato riesca a proporvi due bimbi.
Insomma, se questa vostro desiderio non e` nato dal fatto che in qualche modo avete gia` ora qualche concreta speranza di adottare due fratellini, io personalmente non mi impelagherei a richiedere questa estensione … c’e` sempre tempo, a richiedere l’adozione di un altro bimbo e molti genitori adottivi l’hanno fatto. Questa ovviamente e` solo la mia opinione personale e non voglio minimamente influenzare la vostra decisione finale!
30/03/07 alle 14:29 |
grazie io pensavo che dovessi fare una domanda al tribunale non fare il ricorso!
dicendo c’è sempre tempo a richiedere l’adozione di un altro bimbo…intendi dire rifare da capo un’altra adozione tra qualche anno?
e poi richiedo ma come mai chiedono sempre e solo del mutuo o affitto e non di altre rate mensili che uno può avere?
grazie per la disponibilità!
ciao!
30/03/07 alle 14:40 |
Per quello che ho sentito dire e se non sono cambiate le regole in questi utimi anni, si deve presentare un ricorso per cambiare i “requisiti” di validita` dell’abilitazione: chiedi comunque conferma al TdM.
Per richiedere l’adozione di un altro bimbo dovreste rifare tutta la trafila ….
Infine, penso che i dati richiesti non siano necessariamente “standard”: non mi sembra a noi il TdM di Torino abbia chiesto cose particolari … forse un documento della ditta che attestasse il guadagno annuale, forse l’ultimo 730 …. sicuramente non dati su muti o altro (se ben ricordo).
Ciao
Enzo
24/04/07 alle 11:41 |
consiglio di lasciare tutto così com’è altrimenti si può mettere a rischio tutto. In Italia nulla è certo. E poi credo che un bimbo possa essere meglio così si riesci a dare maggiore attenzione rispetto ad adottarne due (come ho fatto io).
ciao
sergio
6/08/07 alle 17:28 |
IO E MIO MARITO ABBIAMO UN FIGLIO DI 7 ANNI E STIAMO SERIAMENTE PENSANDO DI ADOTTARE UN BAMBINO ANCHE PERCHE’ MIO FIGLIO CI CHIEDE LA COMPAGNIA DI UN FRATELLINO O UNA SORELLINA ED IO NON POSSO AVERE UN’ALTRA GRAVIDANZA PERCHE’ METTEREI A RISCHIO LA MIA SALUTE VI CHIEDO QUALCHE CONSIGLIO PER DECICERE ED ESSERE SICURA DI ANDARE AVANTI
9/08/07 alle 13:42 |
accidenti, se le motivazioni sono quelle forse è meglio pensarci ancora un attimo….in ogni caso il bambino adottato deve essere di età inferiore a quello naturale e poi si dovranno calcolare le differenze di età
ciao
9/08/07 alle 22:28 |
un saluto va a tutti i lettori.. siamo una coppia sposata da ventanni, è da tempo ke pensiamo a un’adozione… e siamo più ke pronti e in particolare io visto ke vengo da una storia analoga.. sono satata adottata da piccola da una coppia meravigliosamente unica… e per me è indescrivibile quello ke provo.. ma l’unica cosa ke mi fa paura è l’età, non vorrei ke fosse causa di problemi… se qualcuno sta vivendo la stessa situazione sarei felice di ascoltare la sua esperienza.. grazie terry
25/09/07 alle 12:33 |
Ciao a tutti.
Ho trovato quasi per caso, girando su Internet l’utilissimo sito che avete allestito.
Io e mio marito siamo sposati da due anni e mezzo e il prossimo anno abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’adozione. Inoltreremo, quindi, la domanda al TdM del Piemonte e Valle d’Aosta. Leggendo le elaborazioni riportate sul sito, ho capito che qui in Piemonte è più dura che altrove…a meno che, negli ultimi anni la situazione non sia migliorata.
Proprio per essere più “preparati” pensavamo di appoggiarci ad un legale già dalle prime fasi e volevo chiedere se qualcuno ha un legale da proporre.
Grazie
25/09/07 alle 12:35 |
Ciao.
Noi ci siamo rivolti ad un legale quando la nostra domanda e` stata rifiutata: direi che e` eccessivo e direi inutile rivolgersi ad un legale prima! Non preoccupatevi anzi tempo …
Penso che nessuno, neppure un avvocato, possa dirti “che cosa e` meglio dire e cosa no”: tutto dipende dalla professionalita` degli assistenti sociali/psicologi e della sensibilita` del giudice che legge le loro relazioni.
Voglio comunque rassicurarti dicendoti che ora, per quanto ho sentito, la coppia viene convocata dal giudice e questo almeno da` la possibilita` di un confronto: noi non abbiamo neppure avuto occasione di vedere in faccia il giudice che, sulla base di relazioni probabilmente non appropriate, ha rifiutato la nostra richiesta di idoneita`!
… nell’incertezza di sapere con chi avete di fronte, io vi consiglio di non mentire ma nel contempo di non necessariamente dire proprio tutto se non esplicitamente richiesto. … d’altra parte non sentitevi troppo bloccati: per fortuna sono sicuro che ci siano tra loro anche persone professionalmente ed umanamente competenti!
Comunque un buon augurio non fa male: in bocca al lupo!
P.S.
Noi comunque per il ricorso ci siamo trovati bene con il legale Guercio che ci avevano consigliato e che ha lo studio a Torino (in piazza Bernini). Se il caso potreste contattarla solo all’evenienza …
A presto
25/10/07 alle 16:22 |
L’età è sempre un problema, se si è troppo giovani come se si è troppo vecchi. Noi abbiamo adottato all’età di 46 e 49 due bimbi di 7 e 10 anni.
Certamente adottare due fratelli è più facile che adottarne uno, se poi se ne possono adottare 3 allora tutti gli enti sono molto disponibili…..
2/11/07 alle 10:31 |
ciao sono bruno ho appena iniziato iter per l’idoneità ci siamo quasi,……
il problema o i problemi da quanto mi risulta cominciano ora dopo idoneità….
quale ente o associazione scegliere?
sono tutti trasparenti nei costi?
un elenco accurato esiste?
grazie a presto
5/11/07 alle 15:04 |
Contatta prima gli enti non troppo distanti dal tuo domicilio e fatti un’idea andando a parlare di persona con i loro referenti. Anche se puo` risultare piu` comodo tieni comunque conto che l’associazione che scegli puo` essere anche di un’altra regione … cio` implica solo maggiori tempi e costi per gli spostamenti!
Personalmente avevo “contattato” tutte le associazioni che operano in Piemonte e tutte mi sono sembrate “serie” … non ti saprei dire in altre regioni. I costi che indicavano erano “trasparenti”. L’elenco degli enti lo puoi trovare nel sito delle adozioni del governo (il link lo trovi nella pagina dei link del sito adozionigiuste.
Ciao
Enzo
13/11/07 alle 14:22 |
Ho una domanda alla quale non riesco a trovare risposta
Siamo una coppia in attesa del decreto e prima di incontrare il giudice (TM firenze) vorremmo sapere come affrontare tale incontro in quanto ci dicono siano piuttosto chiusi sulla primogenitorialità
Infatti abbiamo due figli
una di 14 anni
uno di 4 anni a giugno
Noi invece
marito 48 anni
moglie 40 anni
Inoltre stiamo trovando ad un primo giro di telefonate , nessun ente autorizzato che accetterà il nostro mandato… a meno che il decreto lasci ampi spazi sull’età del bambino adottato.
Ma insomma… è possibile che non se ne esca? Qualcuno ha già un’esperienza simile? come dobbiamo affrontare il giudice (in termini legali – utilizzando il suo linguaggio) affinché ci lasci spazio nell’adozione
Siamo infatti disponibili ad accogliere un bambino anche di 7 anni.
Grazie di cuore e in bocca al lupo a tutti
Attendo on line una vs. risposta
m.
13/11/07 alle 15:45 |
Penso che la legge stabilisca che il bimbo adottato debba avere una eta` inferiore a quella di eventuali bimbi naturali o adottati precedentemente dalla coppia …
Se dal colloquio con il giudice venite a sapere qualche informazione piu` precisa al riguardo, aggiungetela in questo blog: potrebbe tornare utilile a qualche altra coppia nella vostra medesima situazione!
11/12/07 alle 22:31 |
da quello che ho capito, è il primogenito che conta per l’età, il bimbo adottato dovrà essere più giovane del primogenito, i successivi figli non contano, almeno questo è quello che mi è sempre stato detto
12/12/07 alle 1:38 |
La legge non stabilisce il cosiddetto “diritto di primogenitura” (ossia che il nuovo arrivato sia più giovane dei figli già presenti in famiglia), ma è una consuetudine che molti giudici seguono per tutelare i fratelli maggiori: l’arrivo di un nuovo fratello più grande di loro potrebbe provocare disagi psicologici ed è giusto tenerne conto.
Poi, in molti casi , ci sono state, e ci sono, adozioni di bambini di età maggiore dei bimbi già presenti nel nucleo famigliare, ma sono situazioni particolari, valutate di volta in volta dagli psicologi.
A Michela direi di tenere conto delle reazioni che potrebbe avere il figlio di 4 anni vedendosi scavalcato in età anche dall’ultimo arrivato, magari chiedendo alla psicologa che vi ha seguiti fino ad ora.
12/12/07 alle 11:28 |
Noi sapevamo quando abbiamo adottato il secondo figlio che era molto importante (anche se non obbligatorio) che fosse più piccolo del primo arrivato in quanto poteva subire dei traumi e vedersi scavalcato nel suo diritto di “primogenitura”.
Per quanto riguarda poi il post riguardante i colloqui con assistenti sociali visto che tra la prima e la seconda adozione abbiamo avuto esperienza di 10 anni ne potremmo scrivere tante di cose …..
Per mia esperienza tranne la prima relazione fatta con una psicologa della ASL veramente in gamba, tutti gli altri incontri con assistente sociale e psicologi sono stati una pena e sopportazione (forse reciproca) tanto che nell’ultima relazione post-adozione la psicologa ha scritto (per vendicarsi nei miei confronti) che io ero poco collaborativa e solamente perchè avevo sollevato dubbi sul fatto che fossero ancora necessari diversi colloqui di coppia e colloqui individuali soli col bambino in pratica con le modalità della vecchia legge dove c’era l’anno di post-adozione prima di arrivare al decreto definitivo.
Questa “psicologa” si è anche inalberata con me e mi ha detto che questi colloqui servono anche per evitare possibili abbandoni in età adolescenziale !!!
Figurarsi se basta qualche discorsino per un’ora, qualche consiglio su fare o meno un campus sportivo o se deve socializzare andando al parco giochi, per evitare i problema che subentreranno tra 5-7 anni.
Perchè poi i discorsi sono sempre stati molto terra terra, si parlava sempre di cose banali relative alla organizzazione nella casa e nella scuola ecc.
Con l’ultima psicologa poi non ero d’accordo quasi con nulla anche perchè non può una persona in un’ora di colloquio o nel far fare un disegnino ad un bambino, pensare di capire e sapere più di me che ci sto a contatto 24 ore,
Sono arrivata alla conclusione che agli psicologi della ASL e assistenti sociali bisogna sempre dare ragione a prescindere per evitare problemi …
Il corso che ci è stato utile e ci ha gratificato è stato invece quello fatto con la psicologa dell’Associazione nel periodo di post-adozione (AIAU di Bologna) anche perchè eravamo con altre coppie e confrontandoci sui problemi insorti ci siamo fatti coraggio a volte e abbiamo appreso molto.
ciao Paola
27/12/07 alle 23:26 |
Io e mio marito siamo nella fase dei colloqui con AS e ci hanno consigliato di fermarci ad approfondire la figura del bambino adottato seguendo corsi presso enti. Qualcuno ha commenti o consigli da darci oltre andare al CIAI e spendere 370 per due giorni di corso…..
28/12/07 alle 12:02 |
Alcuni Comuni organizzano corsi di informazione che penso siano gratuiti: prova ad informarti. Inoltre ci sono associazioni di volontariato (es. Associazione ANFAA o altre vedi http://adozionigiuste.datafox.it/link.htm#associazioni) che organizzano incontri conoscitivi e di scambio di esperienze.
Comunque personalmente non penso sia corretto che in un colloquio con AS venga consigliato di seguire corsi senza dare precise indicazioni su iniziative specifiche gratuite o a cifre ragionevoli. In genere i corsi svolti dagli enti autorizzati sono rivolti a persone che intendono dare loro il mandato e che quaindi hanno gia` l’abilitazione ad adottare!
16/01/08 alle 12:55 |
Solo ora ho letto la richiesta di TANINA del 6 agosto 2007 e, anche se è passato del tempo, ne approfitto per dire la mia a quanti, avendo già un figlio biologico, pensano all’adozione del secondo figlio.
Questa è esattamente la nostra esperienza.
Mio marito ed io abbiamo adottato Roman, di 3 anni e mezzo, quando Leonardo (il nostro primogenito) ne aveva 4 e mezzo.
Sono passati quasi 3 anni da allora e ancora non abbiamo finito di scendere tutti i gradini dell’inferno.
L’adozione di un bambino non è mai un percorso semplice, non corrisponde mai a quel quadretto che nella propria testa ognuno immagina.
Non accade mai che il bimbo adottato manifesti amore e gratitudine ai genitori che lo stanno strappando all’istituto né immenso amore al fratello che lo accoglie.
Il bambino adottato soffre e soffre per molti anni dopo l’adozione. Per molti versi, sembrerà strano, la sua sofferenza inizia con il distacco dall’istituto e si manifesta con una rabbia feroce, con la disperazione più profonda, con paure devastanti.
In tutto questo ha sofferto enormemente anche il nostro primo figlio, che, nello stravolgimentro della famiglia, ha dovuto assistere ad episodi di una durezza indescrivibile, ha dovuto vedere il sorriso sparire dal volto di sua madre e di suo padre, ha dovuto confrontarsi con la totale assenza di “normalità”, di quella “normalità” di cui ogni bambino ha bisogno.
La famiglia ha rischiato seriamente di sfasciarsi e solo grazie a mio marito, al suo carattere eccezionale, siamo riusciti a fare quadrato, perché io sono stata sul punto di cedere ogni singolo giorno.
Ho fatto uso di antidepressivi per un anno. Ho ripreso a fumare dopo 12 anni trascorsi senza toccare mai una sigaretta!
Sono convinta tuttavia che questo percorso, alla lunga si possa rivelare positivo per tutti: per mio marito e per me, che solo attraverso questa esperienza ci siamo realmente avvicinati all’universo semi-sconosciuto della sofferenza dei bambini; a nostro figlio Leonardo, che sta crescendo sensibile ed accorto ai problemi del suo prossimo, capace di non dare per scontato nulla di quanto ha; a nostro figlio Roman che, poco a poco, sta trovando un suo equilibrio e sta iniziando a sentirsi immensamente amato.
Sono altrettanto convinta, tuttavia, che non tutti siano adatti a compiere questo percorso, poiché il rischio di farsi del male e di farne ai figli è elevatissimo, anzi direi che sia quasi una certezza.
Chi intende adottare un bambino, soprattutto se ha già dei figli, deve partire da un solo presupposto e deve averlo realmente chiaro: è dura e sarà dura per anni, senza l’aiuto di nessuno, anzi, con gli occhi puntati addosso di tutti. E’ talmente dura che quando inizi a tirare il fiato, a pensare di aver avuto una (dico: UNA!) giornata buona, ti accorgi che è passato tanto di quel tempo che ti sei persa per strada gli anni più belli dei tuoi figli.
Chi non è pronto per tutto questo e pensa di volere un figlio per colmare un proprio vuoto o per dare un fratello al proprio figlio è meglio che adotti un cagnolino.
Sarò anche presuntuosa, ma credo che buona parte dei cosiddetti “idonei” all’adozione, non lo siano affatto, me compresa.
Se qualcuno volesse scriviermi per uno scambio di informazioni più “privato”, il mio indirizzo è avv.d_scarciglia@email.it
Grazie per la pazienza.
Daria
25/03/08 alle 22:57 |
Buonasera a tutti, io più che un commento ho bisogno di consigli. Siamo, io e mio marito, nella fase della ricerca dell’ente, ne abbiamo visti 7 e ne abbiamo scelti due.
Ora dobbiamo decidere. Voi conoscete In cammino per la famiglia e NOVA.
Avete delle esperienze da raccontarmi.
Vi sarei veramente grata.
Grazie .
17/04/08 alle 19:41 |
Buonasera a tutti, spero di scrivere nel posto giusto.
Siamo una coppia di Roma e stiamo per affidare la nostra strada verso l’adozione internazionale ad AiBi . Abbiamo bisogno di un consiglio o di un confronto con altri che abbiano avuto lo stesso nostro felice problema: abbiamo già un figlio di quasi sei anni e ci chiediamo come poter affrontare il viaggio e la permanenza nello stato estero, insieme a lui. Abbiamo diverse perplessità legate esclusivamente all’ignoranza sul come poter rendere quel viaggio (che speriamo avvenga), un momento sereno per tutti ed anche vorremmo sapere se secondo voi ci sono alcuni stati nei quali l’esperienza di vita potrebbe essere troppo dura per un bambino che arriva dal mondo del benessere. Speriamo che qualcuno di voi abbia fatto una simile esperienza e voglia condividerla con noi! Grazie!
Federica e Sergio
18/04/08 alle 9:42 |
Noi non avevamo un altro figlio, ma conosciamo altre coppie che l’avevano (anche piu` piccoli del vostro) e che l’hanno portato a “prendere” il fratellino.
Personalmente penso che sia molto importante per entrambi i bimbi conoscersi fin da subito e affrontare insieme le difficolta` di adattamento che la nuova famiglia estesa comporta necessariamente. Penso infatti che la sua presenza possa anche agevolare l’integrazione del nuovo membro della famiglia. Per quanto riguarda le potenziali difficolta` che un bimbo che arriva dal mondo del “benessere” potrebbe trovare, anche in questo caso penso che possa essere solo una esperienza di vita utile e formativa, anche se sul momento potenzialmente difficile.
A presto
Enzo
18/04/08 alle 20:14 |
Salve siamo una coppia che ha appena ricevuto il “responso” dal TdM;NON IDONEI PERCHE’ UN MEMBRO DELLA COPPIA E’ ARRIVATO ALL’ADOZIONE DOPO DIVERSI ANNI DI MATRIMONIO. E’ vero la sua idea è maturata col tempo,pieno d’ansia, di paure, dubbi che tutti i genitori ,adottivi e non, hanno quando vogliono formarsi una famiglia, ma è maturata con coscienza, conoscenza delle diverse realtà e amore da dare a un bimbo!!!.Mi chiedo:devo riprendere tutto l’iter da capo con nuova documentazione o è valida la documentazione presentata precedentemente? per fare ricorso devo rivolgermi a un avv. a mie spese? e in questo caso quanto sono lunghi i temi?Dobbiamo mentire successivamente al giudice?Purtroppo abbiamo constatato che essere sinceri ,in questo caso, non ha premiato!
grazie
21/04/08 alle 10:17 |
Se la docuimentazione non e` scaduta, penso possa essere ripresentata. Se fai ricorso non e` indispensabile ricorrere ad un avvocato (ma penso che sia consigliabile … noi l’avevamo preso uno che si occupava specificatamente di problematiche relative all’adozione … ovviamente a nostre spese). In genere si risolve in 3-6 mesi. Non sempre la completa sincerita` aiuta, soprattutto quando chi ascolta non e` idoneo a comprendere!
Ciao
Enzo
3/11/08 alle 13:19 |
Salve, siamo una coppia di ricercatori che vive a Londra e siamo in procinto di presentare la dichiarazione di disponibilità. Abbiamo già raccolto tutti i documenti necessari dovremmo consegnarli il mese prossimo.
Poiché risiediamo all’estero, a quanto pare la valutazione verrà svolta dal personale dell’ambasciata italiana in loco.
Nell’ultima settimana siamo stati assaliti da un dubbio amletico che sta mettendo in dubbio tutta la pianificazione della nostra vita futura. Nei nostri piani dovremmo rientrare in Italia l’estate prossima. Il problema è il seguente: qui a Londra abbiamo tutti e due un contratto di lavoro ben retribuito, mentre in Italia saremmo pagati con borse di studio, parcelle o contratti di collaborazione.
C’è il rischio, a suo avviso, che la precarietà lavorativa possa danneggiarci nella valutazione per l’ottenimento dell’idoneità? In questo caso potremmo valutare l’ipotesi di rimanere più a lungo (o permanentemente) all’estero.
Grazie e a presto.
Anna e Fabrizio
23/11/08 alle 23:50 |
Noi siamo tornati in Africa dopo 6 anni dalla prima adozione portando con noi nostro figlio adottivo di 7 anni siamo rimasti circa 10 giorni e per noi è stato un bene averlo vicino anche per lui è stato prima difficile poi impegnativo ed infine un sollievo trovo che sia stato contento di averlo fatto anzi ne sono sicura.
27/11/08 alle 18:24 |
Salve. Mi trovo a navigare in questo sito alla ricerca di persone che abbiano vissuto la situazione che io e mio marito stiamo vivendo ora. Abbiamo ricevuto il responso: la ns domanda di adozione internazionale è stata rigettata!! Purtroppo le motivazioni sono blande e provvisorie “Al momento la coppia non è matura all’adozione….tempo maturazione 1-2 anni…..”Sarebbe troppo lungo approfondire qui. Insomma, vero è che siamo giovani, ma non maturi non ce lo aveva mai detto nessuno. Insomma, al di là delle motivazioni, purtroppo abbiamo avuto un’esperienza negativa con i S Sociali. Non siamo proprio stati capiti! Non hanno voluto capire, o meglio, forse non avevano le competenze necessarie. Stiamo intentando il ricorso. Confidiamo che la corte D’Appello si avvalga di tecnici maggiormente competenti. Il mio è uno sfogo. La notizia è davvero fresca, e i timori che la conclusione non sia favorevole tanti! Se qualcuno vuole offrirci la sua esperienza gli saremo davvero grati.
28/11/08 alle 10:06 |
Coraggio, non scoraggiatevi! Siamo in molti ad aver subito la “bocciatura”, ma se ci credete veramente nell’adoziione perseverate.
Non so se puo` esservi di conforto leggere la nostra storia (http://adozionigiuste.datafox.it/esperienza1.htm). Ora la nostra bimba e` con noi da 5 anni …
Ciao
Enzo
1/09/09 alle 12:53 |
Anche noi abbiamo vissuto l’esperienza terribile del rigetto della domanda di A.I. da parte del TM con la solita scusa della mancata elaborazione del lutto dell’infertilita, nonostante la relazione dei servizi sociali fosse stata ottima.
ora la Corte d’Appello ci ha reso giustizia accogliendo il reclamo.
Ma mentre pensavamo di essere quanto meno a metà strada, il contatto con i vari enti autorizzati si sta rivelando disperante: moltissimi dicono che i paesi con cui operano non accettano coppie dichiarate idonee a seguito di reclami.
vorrei condividere questa terribile situazione con qualcuno che ha già vissuto questa esperienza e se è possibile sapere a quale ente alla fine si è rivolto.dopo l’ennesima mail con un ente in questo momento mi sta mancando la terra sotto i piedi.
Grazie mille per qualunque info.
valeria fontana
28/11/08 alle 16:23 |
Grazie Enzo! Ho appena letto la vostra esperienza, per alcuni aspetti affine alla nostra. Noi crediamo fermamente nella scelta di adozione e non abbiamo intenzione di arrenderci! Quello che ci fa più male è il pensiero di tanti bimbi che si vedono negare, quotidianamente,il loro diritto inviolabile e pur violato ad avere una mamma e un papà, Grazie di nuovo.
15/02/09 alle 11:27 |
Buongiorno a tutti,
eccomi dopo circa undici anni di matrimonio a desiderare fortemente di intraprendere il percorso dell’adozione nazionale, con convinzione, determinazione e tanta tanta pazienza considerando le lungaggini dell’iter burocratico.
Non mi sono ancora attivata concretamente perchè desidero che mio marito sia assolutamente convinto di poter intraprendere tale strada, avendo, egli, delle perplessità in merito.
Io, intanto, fiduciosa, cerco di documentarmi in merito e attendendo che i suoi dubbi si “dissolvano”al più presto per la questione dell’età che mi crea qualche ansia.
Io ho 39 anni e mio marito 49.
La domanda che pongo è questa: secondo la Legge 149 2001 sull’adozione, il limite massimo tra adottato e potenziali genitori adottivi, deve essere di 45 anni; in questa legge, viene fatto riferimento al conuige più giovane?
Nel nostro caso, l’età del bambino a cui potremmo aspirare, quale potrebbe essere?
Ringrazio anticipatamente quanti potranno venire in mio aiuto e faccio gli auguri a tutte le coppie che stanno percorrendo quest’avventura meravigliosa, affinchè possano, al più presto, vedere realizzati i propri sogni.
Grazie
15/02/09 alle 12:58 |
Cara Maria, in una adozione internazionale devono essere rispettate sia le leggi del Paese della coppia di genitori sia quelle del Paese del bimbo. Per questo, benche` la legge in vigore in Italia preveda che il bimbo adottato debba essere almeno di 45 anni piu` giovane del “genitore” piu` “vecchio”, possono esserci delle leggi ancora piu` stringenti nel Paese del bimbo. Nel vostro caso penso che (visti ance i tempi burocratici per avere l’idoneita`, per demandare ad un ente autorizzato l’inoltro della richiesta al Paese di origine del bimbo ecc…, penso che verosimilmente l’eta` del bimbo potrebbe essere superiore ai 6 anni.
Ricordati comunque che l’eta` del bambino non e` cosi` importante per la buona riuscita di una adozione e moltissimo dipende dalle esperienze che ha avuto non necessariamente dalla sua eta`. Conoco coppie che hanno adottato bimbi di 8/9 anni che non hanno avuto particolari problemi, mentre ne conosco altre che, benche` il bimbo avesse “solo” 3 anni, di problemi ne hanno avuti molti …
Non ti preoccupare quindi molto dell’eta` del bimbo …
Un abbraccio
Enzo
15/02/09 alle 15:46 |
Grazie mille, Enzo, per la tempestività della tua risposta. Io, a dire il vero, volevo limitare la richiesta di adozione, solo a LIVELLO NAZIONALE.Ho assolutamente escluso quella Internazionale per svariati motivi, alcuni dei quali, anche legati al nostro lavoro che non ci consentirebbe di rimanere fuori a lungo.
Pensi che per l’adozione nazionale, la fascia d’età del bimbo adottabile sarebbe la stessa, quindi, oltre i sei anni o i calcoli dovrebbero essere diversi?
Questa domanda te la faccio, non perchè abbia riserve in merito all’adozione di bambini più grandi, ma semplicemente per avere un quadro informativo più completo.
Ti ringrazio nuovamente
15/02/09 alle 20:08 |
Maria, per quanto riguarda l’eta` direi che non cambia se si tratta di adozione nazionale.
Tieni conto che se deciderai di fare solo la domanda per la nazionale, quasi sicuramente dovrai accettare il “rischio giuridico” (vale a dire un periodo piu` o meno lungo [generalmente mesi ma possono essere anche anni] in cui il bimbo puo` essere ridato a familiari consanguinei che facciano causa e la vincano). Inoltre la probabilita` che una assegnazione venga fatta in tempo utile (mi sembra sia un anno dalla accettazione della domanda) per una adozione nazionale non e` molto elevata.
Ti consiglio percio` di fare la domanda anche per una adozione internazionale: eventualmente poi non la utilizzi …
Comunque non per tutti i Paesi risulta necessario un periodo di astensione al lavoro di diverse settimane … per alcuni (es. Etiopia) mi sembra bastino alcuni giorni.
4/10/09 alle 15:01 |
ciao a tutti, volevo chiedere se cè qualche genitore che vuole adottare in emilia romagna