Qui puoi inserire informazioni utili a persone che hanno adottato un bimbo

In questa sezione puoi inserire informazioni che pensi possano risultare utili a coloro che hanno adottato uno o piu` bimbi! Esistono anche sezioni specifiche nel sito: http://adozionigiuste.datafox.it

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34 Risposte a “Qui puoi inserire informazioni utili a persone che hanno adottato un bimbo”

  1. Andrea (Roma) Dice:

    Ho adottato un bambino brasiliano di 6 anni nel 1994. Quest’anno ha compiuto 18 anni e ha il desiderio di coronare il suo sogno di rivedere il suo paese natale. Durante l’orgnanizzazione del viaggio abbiamo scoperto però che per il Brasile gli adottati conservano la cittadinanza brasiliana a vita e che devono obbligatoriamente entrare ed uscire dal Brasile con i passoporto brasiliano e non italiano. E’ quindi necessario richiedere il passaporto di quel paese, ma al tempo stesso è obbligatorio iscriversi alle liste di arruolamento nell’esercito e richiedre il rinvio militare ogni anno fino al 45 esimo anno.
    Qualcuno ha già affrontato questo problema ? Mi sa dire che cosa succede al momento dell’arrivo in Brasile ed al momento della ripartenza ? Mio figlio, una volta in Brasile, deve premunirsi in qualche maniera per essere in regola ? E comunque invece di rivedere tranquillamente il suo Brasile vivere questa sua vacanza in maniera preoccupata ?
    Grazie a chiunque ci possa aiutare.
    Andrea

  2. gemma avolio Dice:

    Vorrei sapere se la normativa internazionale permette ad un sinsle adottare un bambino e come fare. Grazie

  3. Andrea (roma) Dice:

    Provo a risponderti io. Non esiste una normativa internazionale, ma semplicemente la normativa del paese di cui sei cittadino. Se hai la cittadinanza italiana non mi risulta (almeno che non siano cambiate le leggi da quando abbiamo adottato un bambino) ch esia consentito l’adozione di minori da parte di una persona non sposata regolarmente. Comunque ti consiglio di rivolgerti al tribunale dei minori della tua città.
    Spero di esserti stato utile.
    Andrea

  4. Enzo Dice:

    Concordo con quanto ti ha detto Andrea, almeno per quelle che sono le mie conoscenze. Attualmente la legge italiana dovrebbe concedere di adottare un bimbo solo a coppie sposate (o che hanno convissuto prima di sposarsi) da tempo: non mi ricordo bene quanto sia il periodo ma pui leggere direttemente tu la legge in questione in http://adozionigiuste.datafox.it/leggi.htm . Nulla mi sembra venga detto su single o coppie omosessuali.
    Comunque informati anche presso il TdM della tua citta`.

    Ciao

  5. sergio Dice:

    sono 3 gli anni di matrimonio richiesti alla coppia per potere fare domanda di adozione. Per ora nessuna deroga su coppie omosessuali o single. Lo scopo è di dare ai bambini una famiglia e quindi un padre e una madre e l’unico modo per determinare legalmente una coppia in Italia è il matrimonio.

    Tenete presente che per un’adozione internazionale ci si può imbattere in centri cattolici che “non vedono di buon occhio” coppie sposate solo civilmente. E poi gli assistenti sociali si preoccupano di questioni di razzismo o di colore della pelle……

  6. Marco Dice:

    Anche io sono un ragazzo che è stato adottato e che ha il sogno di tornare in Brasile per vedere da dove viene,le sue radici ecc..
    Io stò cercando qualcuno che può in qualche modo condividere insieme a me questo sogno e magari è disposto a partire insieme a me in un secondo momento.
    Il mio indirizzo msn è Lando82@hotmail.it
    ciao a tutti

  7. Francesca Dice:

    Sto cercando spunti di riflessione per la mia tesi di laurea in Scienze della Formazione Primaria.
    Vorrei approfondire la tematica del rapporto fra il bambino adottato e la scuola (problematiche, punti di forza, esperienze…)
    Ho già raccolto una nutrita bibliografia sul tema ma….potreste darmi qualche nuovo spunto?
    GRAZIE!!!

  8. Enzo Dice:

    Puo` essere che tu l’abbia gia` considerato nella tua bibliografia … comunque ti consiglio il libro seguente: “Maestra sai… sono nato adottato” (http://www.editrice.mammeonline.net/?q=taxonomy_menu/1/4);

    Se poi vorrai pubblicare la tua tesi nel sito insieme alle altre gia` presenti … non hai che dirmelo!

    Ciao
    Enzo

  9. Francesca Dice:

    GRAZIE!
    Credo che questo forum sia una bellissima opportunità per scambiarsi informazioni e vorrei chiedere il Vostro aiuto!!!
    Visito spesso molti siti dedicati al mondo dell’adozione alla ricerca (anche) di notizie su eventuali convegni sul tema Adozione & Scuola ma può capitare mi sfugga qualche importante appuntamento … Se vi capitasse di sentire qualcosa in merito (in Lombardia)…
    TANTE TANTE TANTE GRAZIE ANTICIPATAMENTE!!!

  10. giusy Dice:

    ho appreso stamattina che una mia amica che dopo aver passato le lungaggini (che voi conoscete) della normativa per l’adozione, dopo essere stata contattata dal TdM (non mi ha voluto/potuto dire esattamente di dove) per adottare una bambina italiana dichiarata adottabile, dopo aver incontrato la bambina per 3 settimane 2 volte a settimana e 2 fine settimana a casa, dopo averla inserita con successo nella famiglia (accettata dai nonni, dalla cuginetta e dal resto del parentado), dopo che sia lei che suo marito le si erano affezionati, dopo che la bambina ha detto loro che gli voleva bene, che aveva cominciato a scrivere il suo cognome seguito da quello della sua nuova famiglia E’ STATA CONTATTATA DAL CITATO TdM CHE HA DETTO LORO CHE NON SE NE FACEVA PIU’ NULLA PERCHE’ LA BAMBINA NON ERA PIU’ ADOTTABILE…. Siamo in Italia è vero ma non pensano a quanto possono soffrire la bambina in primo luogo e poi i genitori adottanti??? E questi assistenti sociali che prima danno l’ok e poi ci ripensano hanno per forza bisogno di essere unti…
    scusate lo sfogo ma io sono stata partecipe sia della parte bella e lo sono ora di quella tragica… La mia amica con suo marito sono stati dichiarati idonei dal TdM e sono una coppia fantastica, lei laureata in economia lui in psicologia, ottimo lavoro, ottima situazione economica, ottime persone… Cosa possono fare ?? Sono disperati e delusi…
    Cordialmente giusy

  11. Enzo Dice:

    Penso si sia trattato di una adozione nazionale a “rischio giuridico”, come quasi tutte le adozioni nazionali. Significa che, in soldoni, giuridicamente il bimbo non risulta fin da subito tuo figlio e puo` ancora ritornare dai genitori biologici o loro parenti, qualora le condizioni che lo avevano reso adottabile, non fossero piu` verificate. Alla coppia adottiva viene chiesto fin da subito se accetta o meno questo “rischio giuridico”. In genere se non accetta le possibilita` di avere una adozione nazionale sono ridottissime. Se accetta esiste la possibiolita` (anche se percentualmente piccola) che succeda quello che e` avvenuto purtroppo ai tuoi amici!
    Personalmente noi non avevamo dato quel consenso e ci siamo rivolti verso una adozione internazionale dovew almeno questo problema non esiste.
    Che dire alla coppia? …. non disperate e magari rivolgetevi anche voi verso una adozione internazionale (anche se anche in quella incontreranno altre difficolta` ma forse meno delusioni).

  12. Emanuela Dice:

    scusate, qualcuno ha fatto adozioni in Africa? Ci dicono tutti che è più semplice perchè in Africa non ci va nessuno . Sapete qualcosa ? Grazie

  13. francesca Dice:

    ciao a tutti!
    …finalmente le vacanze si avvicinano! Grazie a tutti coloro che in questi mesi mi hanno dato preziosi consigli per la mia tesi! c’è ancora molto molto da fare e quindi….ci si risente a settembre!
    BUONE VACANZE A TUTTI VOI!!!!
    un abbraccio
    Francesca

  14. Matteo Dice:

    abbiamo adottato 2 bambini etiopi di 7 anni ormai è passato piu di un anno dal giorno che sono arrivati e finalmente il comune ci chiama per definire la cittadinanza eccetera. a questo punto ci viene chiesto l’originale del certificato di nascita e nasce il problema : ci rifiutiamo di consegnarlo e chiediamo di consegnare una copia conforme all’originale e non l’originale in quanto unico esemplare ed unica traccia che lega i due bambini al loro paese insomma non vogliamo consegnarte l’originale. cosa possiamo fare? la legge inmerito cosa prevede ? potete darci dei riferimenti normativi in proposito? esiste la possibilità di consegnare una copia autenticata del documento per l’iscrizione all’anagrafe la cittadinanza e l’iscrizione allo stato civile ? in sintesi è sufficiente una copia autenticata o è necessariamente obbligatorio consegnare un originale ? grazie

  15. Donatella Carelli Dice:

    RELAZIONI POST-ADOZIONE PER L’UCRAINA: LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA C.A.I. ON. BINDI

    Onorevole Ministro Bindi,

    con questa lettera aperta mi permetto di rivolgermi personalmente a lei, soprattutto nella sua veste di Presidente della Commissione Adozioni Internazionali, per sottoporle un problema tuttora insoluto, certamente non di cruciale importanza, ma che coinvolge il prezioso diritto dell’intera mia famiglia e di molte altre famiglie adottive alle tanto sospirate tranquillita’ e privacy.

    Mio marito ed io siamo da vari anni i felici genitori di due bambini: un maschietto adottato in Bulgaria nel 1998 e una bambina adottata in Ucraina nel 2001.

    Al momento della seconda adozione, quella di nostra figlia in Ucraina appunto, ci siamo impegnati con l’ Ente autorizzato a produrre, per i 3 anni successivi dal suo ingresso in Italia, relazioni e foto a varie cadenze, secondo lo schema prescritto all’epoca dall’ Autorita’ del Paese di origine.

    Nonostante sia evidente che dal punto di vista giuridico non possa sussistere un vero e proprio obbligo in tal senso, dal momento che un Paese estero non ha l’autorita’ di imporre alcunche’ ai cittadini italiani, e che nella legislazione italiana non c’e’ traccia di leggi o norme in materia di relazioni post-adottive, per coerenza e correttezza abbiamo comunque rispettato, con precisione e puntualita’, l’impegno assunto, e nel 2004 abbiamo portato definitivamente a compimento tutti gli impegni sottoscritti.

    A questo punto eravamo certi che fosse giunto il momento in cui avremmo potuto goderci in piena tranquillita’ quelli che erano gia’ da anni legittimamente i nostri figli, sollevati infine da ogni onere, psicologico e pratico, di inviare periodicamente rendiconti sulla nostra vita privata. Invece, come i fatti hanno poi dimostrato, ci sbagliavamo.

    Nello scorso mese di giugno infatti, trascorsi ormai 3 anni dalla conclusione definitiva del nostro iter post-adottivo e 6 anni dall’adozione stessa, ci aspettava un’amara sorpresa: una lettera dell’ Ente autorizzato ci richiedeva nuove ulteriori relazioni fino al compimento del 18° anno di eta’ di nostra figlia, ciascuna oltretutto gravata da un ulteriore costo aggiuntivo. Naturalmente a nostro carico.
    Motivo della richiesta: ci hanno riferito che qualche tempo fa in Ucraina e’ entrata in vigore una nuova regolamentazione post-adottiva, ovviamente accolta dallo Stato italiano.

    Subito abbiamo obiettato per iscritto all’ Ente, e per conoscenza alla C.A.I., che non trovavamo giusto ci venissero applicati dei nuovi accordi entrati in vigore anni dopo la nostra adozione perche’, cosi’ facendo, si sarebbe resa legittimabile qualsiasi nuova richiesta avanzata dal Paese di provenienza di nostra figlia per un tempo indefinito dalla conclusione dell’adozione stessa!
    Questo evidentemente avrebbe messo le coppie, che come la nostra avevano adottato ben prima dei nuovi accordi, in una situazione giuridicamente e umanamente assurda, anzi persecutoria.

    La segreteria della C.A.I. pero’, presa sicuramente da questioni piu’ importanti, ignorando completamente il problema posto ci ha restituito una risposta standard, descrivendoci dettagliatamente la normativa post-adottiva attualmente in vigore…
    L’ Ente autorizzato, nella nostra impressione piu’ propenso a salvaguardare le quote nazionali per le nuove adozioni dall’Ucraina piuttosto che il diritto dei bambini adottati alla tranquillita’ nella nuova famiglia, non ha inteso assolutamente mettere in discussione la legittimita’ di un’interpretazione retroattiva della nuova regolamentazione.

    Cosi’, nonostante la nostra profonda convinzione di essere nel giusto, un po’ per non mettere in difficolta’ l’ Ente stesso in prossimita’ di una scadenza, ma soprattutto nel timore di una segnalazione al Tribunale per i Minori, siamo stati di fatto costretti a fornire ancora una volta informazioni e dati, con domande specifiche non solo su nostra figlia, come ci saremmo aspettati, ma sulla vita privata di tutti i componenti della nostra famiglia allargata, sulla nostra abitazione, sul nostro stile e tenore di vita, sulle relazioni interpersonali di coppia, sui nostri valori familiari, ecc. Riconfermandoci sempre di piu’ nella sensazione che, anche se di nostra figlia adottata in Ucraina risultiamo ufficialmente, per le leggi di entrambi i Paesi, i genitori legittimi, nei fatti restiamo ancora dei genitori “sub judice”, nonche’ a disposizione per qualsiasi richiesta a tempo indefinito.

    Vorrei anche citare le contromisure previste dalla C.A.I. per chi mancasse di presentare relazioni post-adottive (tratte dalle ultime Linee Guida emanate nel 2005): si parla addirittura dell’adozione di eventuali provvedimenti limitativi della potesta’ da parte dell’Autorita’ giudiziaria minorile, potendosi (cito), nella mancata trasmissione delle notizie richieste, ravvisare condotta pregiudizievole verso il figlio…
    In proposito ci siamo chiesti quale genitore naturale abbia mai rischiato provvedimenti di una simile gravita’ per una semplice inadempienza burocratica, peraltro non codificata da alcuna legge del nostro Paese.

    Mi rimetto a lei, Onorevole Ministro, per un sereno giudizio su questi punti.

    A conti fatti dunque, secondo l’ Ente che ci riferisce di applicare semplicemente le direttive della C.A.I., dovremo continuare a restare disponibili verso l’Autorita’ Ucraina ancora per altri 8 anni, che alla fine (prevista nel 2015), se tutto va per il meglio e saremo ancora in buona salute, faranno in totale 14 anni di iter post-adottivo obbligatorio caricato inopinatamente sulle nostre spalle, a dispetto dei 3 originariamente sottoscritti e da noi puntualmente rispettati e ampiamente conclusi.
    Naturalmente salvo ulteriori future proroghe…

    A questo punto, quello che ora mi permetto di chiederle personalmente e’:

    - Da parte dello Stato italiano e’ giuridicamente corretto e soprattutto lecito imporre indiscriminatamente a tutte le coppie che hanno adottato in Ucraina l’obbligo di fornire relazioni fino al 18° anno del minore, in altre parole attribuire alla nuova regolamentazione ucraina una validita’ retroattiva, per di piu’ costringendole ad assumersene le relative spese?

    E ancora:

    - Da parte delle Autorita’ e degli Enti e’ moralmente giusto richiamare quelle coppie, che all’atto dell’adozione ricadevano in un diverso regime di accordi, all’onere di mantenere impegni che semplicemente non hanno mai preso, oltretutto caricandole di responsabilita’, a cui sono del tutto estranee, nella salvaguardia delle nuove quote adottive dall’Ucraina ?

    La ringrazio sentitamente per l’attenzione che vorra’ rivolgere a queste mie domande, e per i chiarimenti che mi auguro vorra’ cortesemente fornire alle famiglie adottive coinvolte, e soprattutto agli Enti autorizzati.

    La saluto cordialmente.

    Donatella Carelli

  16. sergio Dice:

    E’ incredible !!

    Poi c’è anche la questione del doppio passaporto e degli obblighi di leva per i maschi….

  17. Valeria (Ass. Pegaso2003) Dice:

    Salve, vorrei segnalare la presenza di un progetto gratuito per genitori adottivi

    L’associazione Pegaso 2003, ente riconosciuto e senza scopo di lucro, iscritto all’Albo delle Associazioni della Regione Lazio, presenta il progetto “Tuttoadozioni”. Tale progetto è finanziato dalla Regione Lazio e GRATUITO per i partecipanti. Sono previsti corsi rivolti a aspiranti genitori, coppie in attesa di essere abbinate e genitori che hanno già adottato. I corsi si svolgeranno in gruppi da 6/ 8 coppie, nel periodo che va da Gennaio a Aprile 2008, presso il Centro per le famiglie “C. Battisti” Municipio Rm XI, Piazza Damiano Sauli, 1 (zona Garbatella) un mercoledì al mese , dalle 16 e 30 alle 18 e 30 Le finalità del progetto sono: fornire tutte le informazioni necessarie sull’adozione, dare voce alle coppie di genitori, sia nel pre che nel post adozione. I corsi verranno svolti da personale qualificato: psicologi, psicoterapeuti, esperti in problematiche genitoriali, individuali e di coppia, attivi in progettualità nell’ambito dei servizi territoriali.

    per informazioni: pegasoassociazione@quipo.it

  18. Francesca Dice:

    Ciao a tutti!
    Molti di voi avranno già letto altri miei post …sono sempre io…e chiedo nuovamente il vostro preziosissimo aiuto!

    Per chi non mi conosce è giusto che mi ri-presenti; sono una studentessa universitaria al quarto anno del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, una futura insegnante.

    Lavorando alla mia tesi sull’adozione internazionale a scuola ho pensato di “osservare-analizzare” le reali dinamiche di classe ovvero come effettivamente viene affrontato dalle insegnanti e dal gruppo classe il tema dell’adozione (solitamente con l’introduzione della storia ma eventualmente anche in altri momenti).

    So di chiedere molto ma…cerco qualche insegnante che, con uno o più bambini adottati in classe, abbia in programma di affrontare (durante questo anno scolastico) il tema dell’adozione e che gentilmente fosse disponibile ad invitarmi ad assistere alla sua lezione.

    Grazie davvero!!!
    Francesca

  19. Francesca Dice:

    Rileggendo il mio “appello” mi rendo conto che forse non sono stata molto chiara. Nella mia tesi non ho intenzione di riportare alcun aspetto delle esperienze di vita dei bambini che eventualmente avrò modo di ascoltare: mi concentrerei esclusivamente sulle tecniche, sulla scelta dei materiali e sulle modalità di gestione della classe da parte dell’insegnante.

    Proprio perchè viviamo in una società dove esistono molteplici realtà familiari trovo giusto parlare in classe di adozione come di un bellissimo modo di diventare una famiglia.

  20. Enzo Dice:

    Francesca, se mi lasci la tua email ti posso inviare una email di una assistente sociale di una cooperativa sociale che opera a Roma per il sostegno alle famiglie affidatarie e adottive che ha svolto attivita` nelle scuole …. magari puo` fornirti materiale …
    Fammi sapere
    Enzo

  21. Francesca Dice:

    Grazie!!!

  22. Francesca Dice:

    …SONO ANCORA IO!
    rinnovo il mio “appello” con una piccola precisazione:

    Capisco che non sia pensabile programmare di parlare della storia “di quel bambino” ma credo sia possibile parlare dell’adozione in sé come di un modo differente di diventare famiglia.

    I compagni di classe, ingenuamente o con curiosità, prima o poi, è verosimile che facciano domande in merito.
    Quindi, senza mettere al centro il bambino adottato, si potrebbe forse parlarne attraverso una fiaba?
    Starei cercando proprio questo tipo di esperienza!

    ANCORA UNA VOLTA GRAZIE DI CUORE!
    Francesca

  23. adozionigiuste Dice:

    Nel sito di adozionigiuste c’e` una sezione dedicata alle fiabe (http://adozionigiuste.datafox.it/leggende.htm ) in cui c’e` anche la leggenda che io avevo scritto per mia figlia e che e` stata utilizzata da quell’assitente sociale di Roma durante i suoi interventi nelle scuole.
    Sto` progettando un restiling del sito ed ho in mente di inserire anche una sezione in cui insegnati e collaboratori sociali possono scaricare/caricare materiale didattico utilizzabile in classe per parlare di adozione e di altre forma non canoniche di famiglia.
    Spero che anche tu con la tua prossima tesi (e lavoro) potrai contribuire!
    Tra l’altro quella assistente sociale di Roma (della cooperativa Famiglia Insieme) ha realizzato un opuscolo proprio sulla base delle loro esperienze sulle scuole (molto gentilmente me ne ha fatto recapitare una copia). L’hai contattata?
    A presto

  24. Francesca Dice:

    L’idea della nuova sezione del sito è molto interessante!!!
    Ho contattato l’assistente sociale di Roma tramite e -mail ma non mi ha mai risposto!
    ciao
    Francesca

  25. adriano Dice:

    Ciao Andrea. Scusami ho da farti qualche domanda e spero che tu gentilmente mi risponda. Ho 17 anni nato in brasile adottato in italia da piccolo. Tra un po vorrei fare un viaggio in quei luoghi. Posso andare con il passaporto italiano? ho sono obligato con quello brasiliano che attualmente non tengo? Tuo figlio e` poi partito e come e` andata? Mi fai sapere?
    Grazie

  26. Francesca Dice:

    Ciao a tutti! sono ancora io… Per la mia tesi “l’adozione internazionale a scuola” ho cercato su vari libri di testo per la scuola primaria la presenza di eventuali letture o attività inerenti all’adozione.

    Per ora ho individuato solo 3 testi che ne parlano (http://adozioneascuola.wetpaint.com/page/l%27adozione+nei+libri+di+testo) ma mi chiedevo se qualche mamma o papà potesse eventualmente segnalarmi la presenza di letture di questo tipo sui libri di testo dei vostri figli…GRAZIE MILLE!!!!

    Francesca

  27. laura Dice:

    ciao!!.. Nn so se qualcuno può aiutarmi: io sono stata adottata nel 1974 sono italiana (almeno credo) sono riuscita ad avere dei documenti dove purtroppo nn ho trovato tante notizie sulle mie origini, ora sto cercando di arrivare ai miei documenti di adozione che dovrebbe avere mia madre adottiva…per caso qualcuno sa, se su quei documenti ci sia scritto qualcosa inerente a mia madre biologica???…grazie

  28. very Dice:

    Salve vorrei alcune informazioni, sono di origine brasiliana, nel 1987 sono stata adottata all’età di 7 anni. Ora vivo e lavoro qui, sono sposata e ho due figlie ma vorrei tornare in Brasile per un viaggio.
    Vorrei sapere io ho il passaporto brasiliano ma appunto risale al 1987 è ancora valido?devo rinnovarlo?come?
    Poi mio marito potrebbe richiedere la cittadinanza brasiliana?
    le mie figlie potrebbero avere la doppia cittadinanza come me?
    Se qualcuno puo’ aiutarmi vi lascio la mia mail.
    very37@hotmail.com

    grazie a tutti
    very

  29. Anonimo Dice:

    Very,
    penso che il primo passo da fare sia contattare il consolato Brasiliano che sicuramente ti sapra` fornire delle risposte ai tuoi quesiti: in Italia il passaporto ha una scadenza mi sembra decennale, ma magari in Brasile. Penso che avendo tu la doppia cittadinanza anche le tue fioglie la possano avere cosi` come tuo marito, ma solo contattando il consolato penso ppotrai avere comunque delle risposte certe e delle delucidazione su come procedere.

    Ciao
    Enzo

  30. ila Dice:

    Noi abbiamo adottato 2 bimbi in Etiopia ed è stata una bella esperienza non penso che in africa non ci vada nessuno ma di sicuro noi italiani preferiamo un bambino bianco questa è la verità. Comunque in africa siamo stati trattati benissimo sia come esperienza umana che quella burocratica sono stati molto ben organizzati senza problemi di nessun genere

  31. anonimo Dice:

    sono appena tornata dall’ucraina e sconsiglio vivamente a tutti di andare per adottare un bambino. E’ una giungla di situazioni che mettono in ginocchio anche le coppie piu’ motivate. Si riesce anche ad adottare ma nelle peggiori condizioni psicologiche per le coppie che sono continuamente, trattate male dagli enti e dalle autorita’ del luogo. Si impone quasi l’adozione di bamibini con gravissime patologie e quando nessuno ma dico proprio nessuno accetta di tornare a casa (dopo un calvario di anni per l’attesa )con un bambino disabile si è messi nelle condizioni di girovagare per mesi per l’ucraina da una regione all’altra da un istituto all’altro, sfruttati economicamente da chi vive sulle adozioni dei bambini :istituti, referenti, tassisti, poprietari di appartamenti che per tutto l’anno vengono affittati a italiani, spagnoli, francesi e tanti altri. Gli americani in 15 giorni adottano bambini sani e tornano a casa. E NON SONO MINACCIATI DI PERDERE OGNI POSSIBILITA’ AD ADOTTARE O DI ESSERE DELLE CATTIVE PERSONE SE VOGLIONO UN FIGLIO CHE NON SIA DISABILE. NON DEVONO SOPPORTARE IL DOLORE DI CHI DI FRONTE PER ESEMPIO AD UN BAMBINO PALESEMETE MOLTO MALATO DEVE DIMOSTRARE CHE E’ COSI’ DI FRONTE A CHI NEGA ANCHE L’EVIDENZA.

  32. serena Dice:

    ciao a tuttti, vorrei chiedere riguardo al nome del bambino come funziona?

    • amelia Dice:

      questo è ciò che so io(spero che sia ancora valido…). quando abbiamo adottato nostra figlia – 1998 – si poteva cambiare il nome di battesimo ma, per farlo, si doveva pubblicare (esposto tipo pubblicazioni matrimoniali) nel comune di nascita del bambino (nostra figlia è italiana) il nome originario e il nome nuovo.
      tutto ciò tuttavia comporta il rischio di rintracciabilità del bambino (nostra figlia proviene da una situazione abbastanza “pesante” per cui era fondamentale la sua non rintracciabilità)da parte della famiglia d’origine.
      se il bimbo è già grandicello, penso che sia opportuno lasciargli il nome di nascita in quanto spesso rimane l’unico aggancio con la sua identità passata e il fatto di cambiarglielo potrebbe essere recepito dal piccolo come un voler cancellare assolutamente la propria identità. questo è il mio pensiero ma corrisponde a quello di figli adottivi con i quali ho potuto parlare.

  33. serena Dice:

    Ciao amelia grazie tanto per la tua risposta…Certo deve essere difficile per un bimbo cambiare nome da un giorno all altro…in effetti se è gia grandicello…Be vedremo….grazie ancora…

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